di Ilaria Di Nardo

Consumismo, riutilizzo e ambiente.

Sono questi i temi che la mostra “Eco” al Castello novarese vuole mettere in luce. In esposizione fino al 3 febbraio 2019, le opere di Enrica Borghi, a cura di Lorella Giudici, ci fanno comprendere e capire, tramite un’arte semplice, ma non banale, temi non solo importanti ma di estrema attualità.

Locandina ECO – opere di Enrica Borghi

È la prima volta che il Castello ospita una mostra con opere di una donna ancora vivente, che ha lavorato su opere simili, tutte in esposizione sotto forma di grandi installazioni e lavori inediti, per quasi trent’anni.

I protagonisti sono oggetti scartati dalla società che, destinati alla discarica, vengono invece trasformati dall’artista in qualcosa sia di astratto che di concreto, opere artistiche come una Venere totalmente in plastica o un’installazione di un vestito formato da bottiglie. Riesce così non solo a rendere preziosi oggetti che nel quotidiano spesso non hanno valore ma anche a dar loro un significato molto profondo che tange temi come la femminilità e il rapporto tra uomo e ambiente. Personalità così eclettica e centrale nell’arte contemporanea, l’artista dice: “Voglio raccontare la seduzione dei rifiuti, la possibilità alchemica della trasformazione”.

Grande soirée, bottiglie di plastica, sacchetti di plastica e plexiglass, cm 657x200x220, 1999, courtesy of Muriel Anssens

Ciò che senza ombra di dubbio rende molto interessante il lavoro della Borghi è la capacità con cui riesce a toccare, in modo semplice e delicato, un argomento così drammatico e urgente nel mondo contemporaneo. Ciò che l’arte vuole rappresentare e far comprendere è il mondo: l’artista ci fa capire che si può riutilizzare, differenziare e creare, che i rifiuti non sono rifiuti e che in un mondo sommerso di scarti, quello che deve cambiare è il punto di vista dell’uomo di fronte ad essi.

La Borghi, trasferitasi a Novara non appena dopo il diploma all’accademia di Belle Arti, ha sviluppato un forte legame con la città, dove lei stessa dice di aver avuto il suo primo “laboratorio alchemico”, un monolocale dove collezionava bottiglie d’acqua o scatole di detersivi, per poi trasformarli in qualcosa di molto più grande. Così, ponendo in luce aspetti diversi, la Borghi crea opere di un’estrema originalità, partendo negli anni ’90 con arazzi provenienti da buste di plastica o cotton-fioc, per arrivare alla Venere e ai busti, costruiti con sole unghie finte o bottoni metallici.

Non mancano le fotografie di grande formato, dove i giochi di luce mettono in mostra aspetti della realtà che nel quotidiano sono di poca attenzione.

Dallo scarto nasce così un’arte semplice e delicata ma originale allo stesso tempo, un punto di vista diverso e critico sulla drammatica situazione ambientale di oggi.

 

INFO

 

Luogo

Castello Visconteo Sforzesco, Novara

Periodo

11 novembre 2018 – 3 febbraio 2019

Biglietto

ingresso gratuito

Orari

Martedì – Domenica, 10:00 – 19:00

Sito web

ilcastellodinovara.it