Artur Bordalo, in arte Bordalo II,  nasce a Lisbona nel 1987. Lo pseudonimo è un omaggio al nonno pittore (Bordalo I) al fianco del quale il giovane artista si affaccia allo scenario artistico portoghese. La sua inclinazione all’arte – ed in particolare alla street art – è frutto di un processo di elaborazione che raggiunge compiutamente la sua unicità espressiva dopo il conseguimento della laurea presso la Facoltà di Belle Arti dell’Università di LisbonaLa specificità del suo linguaggio consiste nel sintetizzare – ibridandole fra loro – tecniche espressive differenti quali Street Art, pittura, scultura.

Bordalo II – Half Stork ©profilo FB dell’artista

Ma ciò che maggiormente contraddistingue la sua opera è il medium scelto per comporla: oggetti-scarto del quotidiano (materiali da costruzione, stoffe, reticolati metallici, plastiche, componenti di mezzi di trasporto…) accomunati dal fatto di aver concluso il loro tradizionale ciclo vitale – quello per il quale sono stati concepiti in una logica di obsolescenza programmata – finendo, nella più rosea delle aspettative in discarica, nella peggiore sul ciglio di una strada, nelle acque del mare, dispersi a danno dell’ambiente.

Bordalo raccoglie, progetta ed assembla materiali donando loro una seconda ragione di vita ed affidandogli una missione – che racchiude il senso stesso di tutta la sua arte – quella di denunciare un sistema capitalistico ormai dimostratosi insostenibile, in aperto conflitto con il contesto naturale entro il quale si inserisce. Ricerca per essi una diversa destinazione e possibilità espressiva che si concretizza – di fatto – con l’esposizione in situ (lungo le vie cittadine, o entro i contesti naturali a rischio) cioè quando l’opera, presa forma, intacca le superfici asettiche in cemento dei quartieri popolari o le azzurre profonde dell’oceano.

Un iter creativo che per un istante riporta alla mente le Combines paintings di Robert Rauschenberg benché, naturalmente, il concetto sotteso all’opera sia per Bordalo ben diverso ed intrinsecamente legato al contesto socio-economico attuale. Le sue installazioni muovono da un ragionamento sensibile, urgente e quanto mai attuale – l’inquinamento ambientale, il consumismo deliberato – e l’obiettivo consiste nel sensibilizzare e scuotere gli animi ricordando ai passanti la propria parte di responsabilità, i soprusi quotidiani a danno della natura, la dilagante indifferenza nei confronti di ciò che dovrebbe esserci più caro: la nostra terra e casa. 

Musa ispiratrice di Bordalo è la natura in primis il regno animale – dal quale trae forme e fattezze per i propri Big Trash Animals: gufi, volpi, pinguini, uccelli, procioni, pesci, lepri, capre, orsi polari, ricci, tartarughe, specie spesso scelte in quanto maggiormente minacciate dagli effetti dell’impatto antropico.

Le sue immaginifiche installazioni, frutto di un articolato sistema ad incastro di componenti e materiali, sono rifiniti da vernici dalle cromie più o meno vivaci, che – incredibilmente – nelle mani dell’artista riescono a simulare morbide pellicce, sfumati piumaggi, distorcendo la reale percezione dei materiali di cui sono costituite; ecco che gli pneumatici di un’auto diventano la folta coda o lo scuro contorno occhi di un procione ed il telaio di una macchina diviene la cassa toracica di una volpe acciambellata.

Ai Big Trash Animals appartiene anche la serie degli Half Half Pieces, animali (sempre realizzati con materiale di scarto) che, quasi come se fossero tagliati a metà da un asse immaginario – sono verniciati solo in una delle due porzioni, lasciando dunque in vista la parte “non rifinita” speculare a quella verniciata. 

I supporti scelti per le opere non sono sempre pareti, ma talora le acque increspate dell’oceano, dove Bordalo fa emergere una pinna di squalo composta da stratificazioni di sottili plastiche, ricordando come The ocean most dangerous predator, not the sharks of course, but the trash(il predatore più pericoloso dell’oceano non è lo squalo, bensì i rifiuti) ponendo l’attenzione su un ecosistema soffocato dalle microplastiche, che una volta rilasciate nell’acqua, si scompongono in frammenti infinitamente piccoli ma deleteri per ogni forma di vita.

Bordalo II – Sharkfin ©profilo FB dell’artista

La sua arte del recupero e della salvaguardia ha ampiamente varcato i confini della terra d’origine, raggiungendo altri importanti centri cittadini – in Italia, Roma e Torino – facendo poco alla volta il giro del mondo, portavoce e messaggera della causa ambientalista.

Immagine in evidenza Half Trash Wood Turtle ©Facebook Bordalo II
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