L’equinozio di primavera è un giorno speciale sin dalla notte dei tempi: già i Greci lo interpretavano con il meraviglioso mito di Persefone che torna ad essere Proserpina e non a caso è la data scelta dall’ONU per celebrare la Giornata Internazionale delle Foreste.

In questi giorni di pausa forzata in casa, tutti noi – ognuno con il suo personale bagaglio di vita, la sua sensibilità, le proprie caratteristiche –, abbiamo avuto tempo per riflettere e fare le nostre considerazioni, probabilmente rivalutare alcune cose, apprezzarne forse altre e reimparare a non dare niente per scontato. Abbiamo avuto modo di constatare la fragilità e al contempo la potenza della natura: noi esseri umani, una delle infinite espressioni dello spettro dei fenomeni, credevamo di poterci imporre su tutto ciò che ci circonda, convinti della nostra supremazia; abbiamo adattato il mondo a nostro piacere ma oggi ci riscopriamo vittime di un virus invisibile a occhio nudo che ci costringe a fermarci, mentre tutte le altre creature di Madre Natura continuano a vivere placidamente.

Leggiamo sui giornali che la natura si sta riprendendo i suoi spazi, pian piano, da quando le attività umane si sono fermate: l’acqua di Venezia è cristallina, tanto che vi si scorgono i pesci, mentre anatre e cigni nuotano tra i canali. Avanza, inoltre, sempre più forte un’ipotesi che metterebbe in relazione diretta il Covid-19 e l’inquinamento: lo smog favorirebbe la diffusione del virus, secondo uno studio della Società italiana di medicina ambientale (Sima), citato in un articolo de Il Fatto Quotidiano del 20 marzo. Non che fosse necessaria questa situazione devastante per prendere atto di quello che la natura vuole mostrarci e che noi, incapaci (e incuranti) unici esseri viventi pensanti, non recepiamo. Non pienamente.

Il 28 novembre 2012 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito una delle numerose celebrazioni per incoraggiare la sensibilità verso il nostro pianeta: oggi ricorre dunque il settimo anniversario della Giornata Internazionale delle Foreste. Il Segretariato del Forum delle Nazioni Unite sulle foreste e l’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) in collaborazione con governi, organizzazioni e associazioni rilevanti del campo progettano ogni anno eventi per celebrare e sensibilizzare l’importanza e il ruolo fondamentale che ogni tipo di foresta e di albero ricopre nel nostro pianeta. Il tema del 2020 è le foreste e la biodiversità: “too precious to lose”, recita lo slogan,  ribadendo quanto queste siano talmente essenziali per la biodiversità da ospitare l’80% delle specie animali e vegetali della Terra.

International day of Forests 2020, fonte: FAO

Purtroppo, però, stiamo perdendo milioni di ettari di foreste ogni anno: deforestazione e incendi, come quelli degli ultimi mesi in Australia, mettono a repentaglio la vita di un’enorme quantità di esseri viventi, umani inclusi. Eppure, i benefici che riceviamo da questi preziosi alleati sono tanti, benché, evidentemente, non ce ne rendiamo conto. Circa 250 milioni di persone vivono in zone forestali o della savana: le risorse di cibo sono ricavate esclusivamente dalle foreste, dunque indispensabili per il sostentamento di queste comunità. Anche per coloro che vivono lontano da queste zone, esse sono comunque di estrema importanza: ben pochi sapranno che il 50% di frutta e spezie che mangiamo nasce nelle foreste. E l’acqua? Molti fiumi e sorgenti hanno origine proprio lì, provvedendo alla richiesta di 1/3 delle grandi città del mondo. Vitali per i nostri fabbisogni, essenziali come fonte di energia: il legno delle foreste fornisce il 40% dell’energia rinnovabile mondiale, tanto quanto quella solare, idroelettrica ed eolica combinate. Sappiamo con certezza che è con l’inestimabile aiuto degli alberi che l’aria delle nostre città è più respirabile perché rimuovono le sostanze inquinanti e ogni anno, assorbono il 25% delle emissioni di gas serra e l’equivalente di quasi 2 milioni di tonnellate di diossido di carbonio. Se gli alberi vengono tagliati questo diossido di carbonio viene rilasciato di nuovo: la deforestazione è infatti la seconda causa di cambiamento climatico ed è per questo che deve essere eliminata. Da sottolineare anche l’aspetto psico-fisico: studi dimostrano che gli spazi green nelle città e la presenza di zone verdi in cui possiamo recarci, aiutano a diminuire i livelli di stress e obesità.

E se i dati ci dicono che le foreste europee sono aumentate del 43% negli ultimi quarant’anni, che si promuovono filiere sostenibili per proteggere la biodiversità e che anche nel nostro Paese si attuano politiche per salvaguardare l’ecosistema, c’è ancora troppa noncuranza di fronte alla natura. Un’indifferenza che potrebbe costarci cara. Ecco allora che la Giornata Internazionale delle Foreste assume un valore inestimabile.  Mai, infatti, come in questo momento è evidente la connessione tra l’umanità e l’ambiente: una relazione in cui dobbiamo renderci conto di non essere mai stati i dominatori, una relazione in cui dobbiamo essere alleati e sostenitori, se non vogliamo rischiare di capitolare.

Una relazione che ci ha sempre donato tanto e che chiede solo rispetto e amore in cambio.

© riproduzione riservata