L’idea di un mondo diverso, in cui l’aria è più pulita e in cui l’industria opera nel rispetto dell’ambiente, per molti – almeno fino a qualche mese fa – sarebbe stata un’utopia. Da anni si parla dei problemi causati dall’inquinamento e della necessità di cambiare il nostro stile di vita per venire incontro alle esigenze del pianeta. La terra ci sta chiedendo un’inversione di rotta.

La sua capacità produttiva ha quasi raggiunto il limite e sembra non essere più in grado di garantire le prestazioni che finora ha mantenuto. Non a caso, in molti hanno interpretato il salto di specie del nuovo coronavirus come un segnale di allarme, un grido di aiuto inviatoci proprio dalla natura, nel tentativo di ridurre l’impatto negativo dell’uomo sul pianeta.

Sebbene sia facile, a parole, abbracciare la causa ambientale, troppo a lungo, nella pratica, siamo rimasti a guardare, incapaci di trasformare in azione concreta, in legge, ciò che riteniamo necessario e giusto. Per assurdo, i momenti di difficoltà e di privazione che ci siamo trovati ad affrontare, hanno riacceso una speranza che, col tempo, stava perdendo vigore.

Di fronte a un bivio

Il lockdown non ci ha soltanto obbligati a modificare le nostre abitudini, ma ci ha insegnato che cambiare è possibile. Mai prima d’ora, infatti, ci saremmo immaginati che avremmo rinunciato ai nostri privilegi in tempi così brevi. Eppure è successo, e ne abbiamo compreso meglio anche il valore.

È il momento di cambiare e, forse, per la prima volta, ci accorgiamo che l’alternativa di cui si è tanto parlato è realmente attuabile. “Siamo di fronte a un bivio”, ha detto il tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni e fondatore del movimento di cittadini europei sullo sviluppo sostenibile (EUMANS!), Marco Cappato, ed “è possibile che la nuova consapevolezza della nostra fragilità ci faccia compiere le scelte necessarie proprio ora che saranno messi in campo investimenti pubblici senza precedenti”. 

Stop Global Warming

“Stop Global Warming” è l’iniziativa – promossa da Cappato, insieme a Monica Frassoni e Alberto Majocchi, con EUMANS! e Science For Democracy – volta a raccogliere 1 milione di firme, in almeno 7 Paesi dell’Unione europea, allo scopo di chiedere alla Commissione Europea l’entrata in vigore di una legge sulle emissioni di CO2. Si tratta dell’unica iniziativa formale europea di raccolta firme che, finora, ha ricevuto il sostegno di 27 premi Nobel, 5mila economisti e 11mila scienziati.

L’introduzione di una tassa – di 50 euro nel 2020, che dovrebbe raggiungere i 100 euro nel 2025 – per ogni tonnellata di CO2 emessa dalle industrie europee consentirebbe ai lavoratori di avere una riduzione delle tasse in busta paga.  

Questa iniziativa di democrazia partecipativa ha già interessato vari personaggi famosi che, a loro volta, hanno condiviso l’appello sulle loro piattaforme social. Spiccano fra questi, i nomi di Fedez, Nina Zilli, Mara Maionchi, Neri Marcorè e Giulia Innocenzi. Qualora la petizione dovesse raggiungere il milione di firme entro il 20 luglio 2020, la Commissione Europea avrà l’obbligo di valutare la proposta dei cittadini in Parlamento. 

Come sostenere l’iniziativa

Un appuntamento importante per il raggiungimento di tale scopo sarà il 5 giugno 2020 quando, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, chiunque – oltre a firmare la petizione – potrà sostenere l’iniziativa adottando per un giorno il logo stopglobalwarming.eu come foto del proprio profilo social, e condividendo gli hashtag #Signday, #ForNature, #StopGlobalWarming.

L’opportunità di dare sostanza alle nostre parole è arrivata. Non lasciamocela scappare. 

© riproduzione riservata