Oggi, nel mondo della moda e dell’interior design, trovano impiego una moltitudine di materiali innovativi e tecniche di lavorazione a cui non avremmo mai pensato prima d’ora. Tra queste ci sono, ad esempio, un tessuto di ortica e cipresso, creato dall’azienda Grado Zero Espace, o il Tchouc Textile, la pelle “vegana” di La Gadoue, fatta di un materiale composito ed impermeabile.

Molte di queste nuove realtà sono state messe in mostra al Material Discrit di Rotterdam, l’evento annuale che si tiene a marzo e che funge da piattaforma mondiale per scoprire nuove soluzioni e abbinamenti nel campo dei materiali innovativi. In questo contesto, abbiamo scoperto un originale progetto di riciclo made-in-Netherlands.

Materiali innovativi: Gum-Tec, il riciclo intelligente

Le gomme da masticare sono diffusissime, così come la brutta abitudine di sputarle per terra, contribuendo a sporcare strade e marciapiedi (tanto che a Singapore sono illegali e punite con una multa e fino a due anni di reclusione!).

Ogni anno, circa 1,5 milioni di kg di gomma da masticare finiscono sulle strade dei Paesi Bassi e, solo ad Amsterdam, ripulire costa milioni di dollari.
Dunque, per ridurre la quantità di questi rifiuti, l’organizzazione Iamsterdam, il designer Explicit Wear e la società sostenibile Gumdrop hanno dato inizio ad una collaborazione. Ad Amsterdam sono stati così creati dei punti di raccolta, “gumdrop bin”, in cui le persone possono buttare le loro gomme. Queste saranno poi lavorate e utilizzate da Gumdrop per realizzare un nuovo materiale.

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Il ciclo con cui viene realizzato il Gum-Tec – Photo Credit: gumdropltd.com

Questo materiale si chiama Gum-Tec ed è annoverato tra le proposte più particolari per quanto riguarda l’uso di nuovi ed innovativi materiali. Il composto Gum-Tec è fatto per il 20% di gomma da masticare e viene creato sotto forma di granuli. Questi sono poi modellati per creare la suola delle scarpe, sostituendosi alla classica plastica.
Il progetto utilizza circa un chilogrammo di gomma per ogni quattro paia di scarpe, contribuendo significativamente alla riduzione dei rifiuti e abbattendo i costi di pulizia. Visto il successo di questa idea, Gumdrop ha usato il Gum-Tec per realizzare altri prodotti, come tazze, matite, righelli, pettini, lunch-box e posate.

Gumdrop mira ad allargare sempre di più le sue produzioni, quindi, se avete un’idea per la realizzazione di un altro prodotto in Gum-Tec, la società stessa vi invita a partecipare all’espansione di questo progetto con le vostre proposte!

Materiali innovativi: la nascita di Kaumera

Rimanendo nei confini dell’Olanda e all’interno del campo di design tessile sperimentale, non possiamo non parlare di un’altra interessante novità: Kaumera. Questo materiale è frutto di un approccio multidisciplinare e sostiene la causa dell’ecosostenibilità riciclando lo spreco d’acqua.

Nei Paesi Bassi si agisce da molti anni sul problema dello spreco delle acque di scarico. In effetti, già nel 2013 i Paesi Bassi – insieme ad Austria e Germania – erano i soli a rispettare pienamente le direttive dell’UE sullo spreco di acqua urbana.

Nel paese dei mulini a vento, le acque di scarico sono trattate e il loro sottoprodotto riutilizzato come una risorsa naturale. Questo sottoprodotto viene estratto dai granuli di fango durante un processo di purificazione dell’acqua realizzato con la Nereda Technology, inventata dalla Technische Universiteit Delft (TU Delft).

Nello specifico, il materiale che si ottiene dal processo è un biopolimero formato da batteri che somiglia ad un alginato. Il biopolimero ha anche la proprietà unica di poter sia trattenere, che respingere l’acqua.

Le applicazioni ecosostenibili di Kaumera

Il designer Nienke Hoogvliet ha così pensato che questo sottoprodotto potesse essere re-impiegato anche come materiale di design e l’ha chiamato Kaumera. La scelta del nome non è casuale, perché in olandese significa ‘camaleonte’, riferendosi proprio a questa sua capacità di cambiare proprietà.

Hoogvliet ha studiato l’applicazione di Kaumera nell’industria tessile, creando un kimono tinto con pigmenti a base di Kaumera. Con questo primo esperimento ha cercato di rendere la colorazione più sostenibile, evitando l’uso di sostanze tossiche o chimiche.
Nonostante il risultato ottenuto, all’inizio l’impresa non è stata facile, come ha raccontato il designer:

All’inizio mi è stato piuttosto difficile lavorare con Kaumera. È un materiale così nuovo che neanche le autorità idriche olandesi o TU Delft sanno tutto su di esso. Ma è stato anche molto bello, ovviamente: si ha molta libertà di esplorare cose nuove, che possono essere interessanti anche per loro“.

Si parla di introdurre sul mercato Kaumera dal 2016, ma prima le autorità idriche olandesi vorrebbero che Hoogvliet approfondisse la sua versatilità, collaborando con la TU Delft. Gli sviluppi su questo materiale sono stati presentati alla Dutch Design Week.

Il progetto Kaumera, oltre ad avere un enorme potenziale, è l’esempio perfetto di come il lavoro di squadra e l’approccio multidisciplinare – come quello tra un biotecnologo e un designer – siano essenziali per mandare avanti la macchina del progresso e dell’innovazione.

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Photo Credit: gumdropltd.com

Ecosostenibilità: una delle parole-chiave di questo millennio

Vivendo in un’epoca in cui il settore tessile è il secondo più inquinante, dopo Gas & Oil, è sempre più necessario parlare di materiali innovativi e moda ecosostenibile. Se volete abbracciare questa filosofia di vita e di stile, qui trovate una selezione di brand alla moda e “green” che possono fare al caso vostro!

Se, invece, siete interessati ad approfondire il tema “ecosostenibilità” in tutte le sue forme, vi aspettiamo il 19 marzo per parlarne insieme al secondo talk di Parole Correnti. Questo nuovo format di Artwave prevede una serie di incontri presso Industrie Fluviali a Roma. Insieme affronteremo alcuni degli argomenti sensibili di questo nuovo millennio, tra cui proprio quello dell’ecosostenibilità, dialogando con esperti e studiosi del settore.
Per saperne di più, seguite i profili Instagram e Facebook di Parole Correnti.

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