di Martina Antinozzi

Il cambiamento climatico è sulla bocca di tutti: dalla giovanissima attivista svedese Greta Thunberg ai capi di Stato del G20, senza dimenticare le manifestazioni che si sono tenute in oltre duemila città del mondo il 15 marzo scorso; ormai tutti sembrano aver intuito la portata dell’inquinamento sul cambiamento climatico e la moda non è da meno.

Vari stilisti nel corso degli ultimi anni hanno proposto alternative fashion ed ecosostenibili, a partire dai noti brand low-cost, come H&M con la sua Conscious Collection, caratterizzata dall’utilizzo di materiali riciclati tra i più vari: da scarti di metallo a reti di nylon pescate in mare, contribuendo così anche a ripulire i nostri mari.

Tra l’altro, è notizia di pochi giorni fa l’ultima trovata ‘green’ del colosso svedese di fast fashion, che ha presentato il 4 aprile scorso a Milano la nuova capsule collection Conscious Exclusive 2019, con abiti fatti di tre nuovi materiali di origine vegetale: Piñatex, una nuova forma di ecopelle derivata dalle foglie di ananas, BLOOM, che usa una schiuma vegetale estratta dalle alghe, e Orange Fiber, tessuto sostenibile ottenuto dagli scarti degli agrumi.

Non sono da meno Bershka e Zara – di proprietà della multinazionale Inditex – che, nella linea Join Life, utilizzano per la produzione dei capi in poliestere solo materiale proveniente da bottiglie di plastica riciclate, mentre per il cotone e la lana uniscono fibre pure con scarti di lavorazione o abiti usati.

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HM Conscious Collection 2019 – Photo Credit: hm.com

Si passa poi a marchi leggermente più costosi come Save the Duck, che con i suoi piumini 100% animal free si posiziona nelle prime posizioni tra i vari brand che prestano particolare attenzione alla natura. Il brand ha rinnovato ulteriormente il suo impegno nel settore eco-fashion con la nuova collezione Recycled Plumtech, prima collezione di giacche 100% green con imbottitura ottenuta dalla lavorazione di bottiglie di plastica riciclate.

Naturalmente non si possono dimenticare le grandi firme della moda che già da anni hanno intrapreso la via della eco-fashion e del riciclo, come Vivienne Westwood. Già nel lontano 2010, con la campagna Ethical Fashion Africa Project, la stilista lanciò per la prima volta una linea di tre shopper in materiale completamente riciclato, prodotte a mano a Nairobi e che andarono sold-out in un lampo.

Anche Stella McCartney è una pioniera dell’eco-fashion ormai da due decadi. La stilista inglese si fregia di essere tra i primi produttori di sustainable luxury fashion”, ponendo particolare attenzione ai materiali usati, alle lavorazioni e alla provenienza, utilizzando esclusivamente nylon e poliestere riciclato.

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Photo Credit: savetheduckusa.com

Un esempio di moda green Made in Italy, invece, è Tiziano Guardini, stilista romano che si è aggiudicato sia il premio “Franca Sozzani GCC Award for Best Emerging Designer” a settembre 2017, che il “Peta Couture Award” ad ottobre 2017.

Guardini ha la particolarità di creare abiti non da tessuti riciclati, ma direttamente da materiale disponibile in natura, come rami, ghiande o foglie. Lo stilista, laureato in Economia e poi formatosi come Fashion Designer all’Accademia Koefia di Roma, ha interiorizzato a pieno il concetto di eco-sostenibilità creando uno stile unico e nuovo sul panorama della moda sostenibile.

Infine, è doveroso portare ad esempio anche una piccola realtà nostrana che si impegna nel riciclo quotidianamente: il marchio Amavis della stilista Ada Santarelli, che da anni è impegnata nella diffusione di uno stile eco-sostenibile creato completamente con materiali riciclati, come bottiglie in plastica, vecchia tappezzeria, cravatte, cinture di sicurezza delle auto e molto altro.

Nella boutique di Genzano di Roma si possono trovare alcune produzioni, uniche nel loro genere, di questa creativa stilista, che negli anni ha accumulato anche numerosi premi grazie al connubio perfetto tra il suo stile estroso e il riciclo, contribuendo così a ripulire l’ambiente e a portare un tocco unico nel panorama italiano dell’eco-fashion.

Photo Credit Immagine di Copertina: hm.com