Milk fiber: cos’è e quando è nata 

Era il 1937 e in un filmato realizzato dalla British Pathé si vede un operaio intento a lavorare il latte per trasformarlo in tessuto, un processo messo a punto già quattro anni prima dall’ingegnere Antonio Ferretti.

“In futuro sarete in grado di scegliere se bere un bicchiere di latte o indossarlo” – “Making Wool From Milk” (1937).

La fibra di latte, dunque, non è una scoperta recente, ma all’epoca non se ne era ancora compresa la vera potenzialità, né il materiale si era dimostrato resistente e confortevole da indossare.

82 anni dopo, questa idea è tornata alla ribalta in una veste nuova e migliorata, soprattutto in luce della crescente esigenza di trovare in ogni campo, soprattutto quello tessile, alternative ecosostenibili che aiutino il nostro pianeta.

Questa necessità ha portato allo sviluppo di tinture eco-friendly basate su biopolimeri batterici e di tessuti di fibre derivate da plastica e legno. A queste soluzioni ora si aggiunge anche la fibra del latte, ottenuta estraendo la caseina dalla materia prima e lavorandola fino a trasformarla in fibra tessile.

fibra di latte

Photo Credit: unsplash.com; miterro.com

I tessuti a base di latte non solo ‘riciclano’ il latte sprecato e inutilizzabile, ma risparmiano l’acqua: si utilizza solo un litro di acqua per realizzare un chilo di fibra di latte, a fronte dei 50 litri utilizzati per il cotone.

Inoltre, le proprietà intrinseche di questo tessuto lo rendono qualitativamente migliore rispetto agli altri: è ipoallergenico, adatto quindi anche ad adulti e bambini che soffrono di dermatite atopica; grazie agli aminoacidi della proteina è antibatterico, traspirantemorbido sulla pelle, tale da diventare un’alternativa alla seta; assorbe rapidamente il sudore ed è resistente nel tempo.

MI TERRO

Direttamente da Los Angeles arriva la Milk Shirt di Mi Terro, citata anche dalla rivista Forbes come esempio virtuoso di ‘sostenibilità attraverso innovazione’. Questa start-up preleva il latte sprecato e in eccesso da un caseificio in Cina e lo trasforma in fibre utilizzate per creare capi di abbigliamento resistenti, leggeri e sostenibili.

I grassi vengono rimossi dal latte, che poi è disidratato per diventare latte in polvere; in seguito viene sciolto e purificato dalle sostanze che non sono caseina. Una volta isolata la caseina, il prodotto è inserito in una filiera che solidifica le proteine ​​in fibre. L’intero processo richiede circa due mesi per essere completato e basta un bicchiere di latte per dar vita a cinque magliette!

fibra di latte

Photo Credit: miterro.com

UNIQLO

Era il 2009 e Uniqlo presentava la sua collezione invernale The Heat Generation. I capi erano realizzati seguendo una nuova tecnologia ed erano capaci di ridurre gli odori corporei e l’elettricità statica, ma erano anche più morbidi, grazie alle fibre contenenti aminoacidi delle proteine del latte.

Dieci anni dopo, il famoso brand giapponese – che si appresta ad aprire il suo primo negozio in Italia il 13 settembre a Milano – continua ad utilizzare le fibre di latte all’interno della sua linea Heattech. Anche se il suo prodotto non è al 100% in fibra di latte (è utilizzato un misto di fibre in acrilico, rayon, poliestere e proteine del latte), questo brand è l’unico colosso di fast fashion ad aver introdotto questo materiale nelle sue produzioni.

DUEDILATTE

La caseina, principale proteina del latte, somiglia molto per struttura alla proteina della lana. Basandosi su questa conoscenza, Antonella Bellina, ricercatrice in campo tessile, ha fondato l’azienda Duedilatte, che realizza magliette unisex e capi per bambini in questo particolare materiale.

Essendo la fibra di latte di colore bianco, il tessuto viene lasciato bianco o colorato, ma sempre con tinture naturali come caffè e fragola! Potrebbe essere più ecosostenibile di così? La risposta è sì, perché niente viene sprecato: dopo aver raccolto il latte cagliato e averlo lavorato, il materiale liquido che avanza è utilizzato per sfamare gli animali delle fattorie.

fibra di latte

Photo Credit: madeintuscany.it, antonellabellina.wixsite.com

Ne è passato di tempo dal 1963, quando Gianni Morandi cantava Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte; chi l’avrebbe immaginato che nel 2019 il latte non lo avremmo più messo in frigo, ma nell’armadio!
E voi che ne pensate di questa proposta di eco-fashion?

 

Photo Credit immagine di copertina: ecarf.org
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