di Eleonora Galiotto

Sempre più case di moda colgono l’importanza del sostegno e della cura del nostro ambiente e degli animali che ne fanno parte. Stop leather” è lo slogan ormai diffuso e accolto da quasi tutti i brand più importanti, a cui finalmente si è aggiunta anche la storica maison di fama mondiale: Chanel.

Prima Chanel utilizzava pelli soprattutto di animali esotici, come il coccodrillo, serpente e lucertola, per borse e accessori, senza informarsi eccessivamente sul come tali pelli erano procacciate; per non parlare delle torture e della mancanza di etica che caratterizzava la produzione di tali materiali. Dopo varie manifestazioni e accuse degli animalisti, Bruno Pavlovsky, presidente moda di Chanel, ha deciso di affrontare tale realtà e di indagare su come effettivamente funzionava il mercato delle pelli.

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Avendo scoperto quanto orrore si cela dietro tale commercio, Chanel ha preso la decisione definitiva di mettere da parte le tradizioni per favorire, invece, prodotti più ecologici e rispettosi dell’etica presente dentro ognuno di noi, ma che troppo spesso viene messa a tacere.Tuttavia tale svolta è solo parziale. Rimangono ancora dettagli di pelliccia, come ad esempio nelle tendenze del 2018, in cui assistamo ad un ritorno della pelliccia in quanto must invernale.

Per Giorgio Armani, Versace, Burberry, Michael Kors e Ralph Lauren, la pelle è ufficialmente fuori moda! Indossare esseri viventi, scuoiati e maltrattati non fa più glam, ma solo tanto orrore, e questo vale anche per le pellicce che vengono prodotte in maniera altrettanto insostenibile. Marchi famosi come Jimmy Choo hanno optato per una svolta definitivamente ecologica eliminando anche le pellicce, oltre che le pelli di animale. Purtroppo, però le svolte ecologiche sono difficili, non solo perchè è un terreno ancora nuovo e sperimentale su molti fronti, ma anche perchè ancora incapace di dare quella qualità impregnata di sangue che danno i prodotti animale.

La pelliccia e la vera pelle per molti secoli furono sinonimo di qualità e resistenza, bellezza e lusso, e anche per questo è difficile convincere i brand a separarsi da tutta quella cultura che per anni ha caratterizzato l’offerta del fashion system occidentale. Tuttavia è proprio grazie alla sempre maggior globalizzazione ed informazione che si scoprono i retroscenza di queste produzioni e di come una bella borsa in pelle di coccodrillo sia costata sofferenze, non solo all’animale, ma anche al mercato della manodopera asiatica e africana, che se ufficialmente riconosciuto viene sottopagato, favorendo clandestinità e bracconieri.

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Chanel afferma che nelle nuove collezioni la pelliccia verrà impiegata molto poco e che di pelli non ce ne saranno più. Ma come mai eliminare le pelli esotiche esponendo frasi moraliste ed eticamente corrette, e non espandere la decisione anche al fur free? Si spera che il brand presto annunci la sua completa svolta eco-friendly. Diventare un brand ecologicamente attento ed eco-sostenibile apre grandi porte che vanno solo scoperte, per non parlare del fatto che sempre più scienziati si sono adoperati a sviluppare metodologie di lavorazione di materiali come la plastica e l’acrilico per ricreare quel look e resistenza che ci piace tanto e   a cui difficilmente vogliamo rinunciare. Le motivazioni per non fare il passo successivo nell’evoluzione e futuro della moda ormai sono davvero solo scuse.

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