Negli ultimi mesi, in Italia come nel resto d’Europa, è emersa l’importanza del cambiamento climatico e quanto esso rappresenti un problema serio. O meglio: è sempre stato un problema serio, anche prima di Greta Thunberg, delle manifestazioni di piazza e dei Verdi d’Europa, ma forse ”l’effetto Greta” ha contribuito a incanalare di più l’attenzione, mediatica e non, sulla questione.

Non bisogna dimenticare che chi propugnava i precetti dell’ecologia (se così si possono definire) anche prima di questa grande onda verde, c’era già; chi, anche nel suo piccolo, ha cercato di contribuire alla salvaguardia dell’ambiente, magari facendo particolare attenzione ai propri acquisti, magari modificando le proprie abitudini di ogni giorno. E se fra le abitudini c’era anche quella di mangiare molta carne, anche questa sta subendo un graduale (ma non troppo lento) cambiamento. Un recente rapporto di Veganok ha mostrato come il settore delle alternative alla carne plant-based è il continua crescita, individuando negli Stati Uniti, Giappone ed Europa i principali consumatori. Le alternative alla carne a base vegetale sono spesso ottenute con impiego di molte meno risorse rispetto alla produzione di carne da allevamento: basti pensare che per creare un hamburger vegetale si impiega il 75% in meno di acqua e il 95% in meno di terreno, rispetto ad un hamburger di carne da allevamento. Senza considerare che, secondo la FAO, il settore zootecnico produce più emissioni di gas serra rispetto a quello dei trasporti.

In questo contesto si inserisce Beyond Meat, un progetto che si pone come missione quella di ”creare la proteina del futuro”, e che propone una perfetta replica della carne vera e propria, ma fatta di ingredienti a base vegetale, con importanti conseguenze positive per la salute dell’uomo, dell’ambiente e quella degli animali. Ciò che rende Beyond Meat diverso dalle altre alternative plant-based è l’offerta di un prodotto che ”sembra, si cucina e soddisfa esattamente come la carne”, il tutto senza l’aggiunta di OGM, senza soia, e come se non bastasse, gluten-free. Anche personaggi importanti come Bill Gates e Leonardo Di Caprio, il cui impegno per la salvaguardia dell’ambiente è ormai noto a tutti, hanno deciso di investire in questa compagnia, che si è quotata in borsa quest’anno, raggiungendo un successo senza precedenti.

Spring Beyond burger

L’impasto che dà vita ad un Beyond Burger è composto principalmente da proteine provenienti da piselli, fagiolo mungo e riso. La colorazione, oltre alla consistenza, ricorda così tanto quella della carne rossa grazie all’impiego di barbabietole, che permettono che il Burger cambi colore una volta cucinato.

L’offerta, ovviamente, non si ferma ai semplici hamburger ma è stata ampliata con le Beyond Sausage, vendute nelle versioni Brat Original e Hot Italian, e la Beyond Beef, che rispettano gli stessi principi. La versione ”vegetale” del pollo è stata invece ritirata, in quanto a detta dell’azienda, non forniva una esperienza abbastanza soddisfacente come le altre tre, ma al momento, questo prodotto è in fase di rielaborazione, pronto a riguadagnarsi la propria fetta di mercato.

Per ora, la distribuzione di Beyond Meat è circoscritta agli Stati Uniti, ma si è recentemente espansa nel mercato internazionale, con l’arrivo di questi prodotti nei supermercati Lidl della Germania, dove hanno riscosso un successo clamoroso, facendo sold out in poche ore.

 

L’industria della carne è la principale responsabile per il cambiamento climatico, lo spreco d’acqua e l’inquinamento mondiale. Nonostante molti di noi siano restii a fare questa rinuncia, aziende come Beyond Meat si propongono di fornire un’alternativa alla carne che possa dare lo stesso apporto nutritivo e la stessa ”soddisfazione”, senza le devastanti conseguenze per l’ambiente e per la salute dell’uomo.

Curiosi di provare?

 

Photo Credit: beyondmeat.com

 

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