Sarà che quando arriva la primavera e un tiepido calore inizia a riscaldare le nostre giornate, ci sembra sempre che la tanto agognata estate sia dietro l’angolo. Basta giacche e cappotti, basta imprevedibili temporali di primavera; tutto ciò che vogliamo sono lunghe giornate di sole, che ci accompagnino piano piano verso l’estate. E cosa c’è di meglio per celebrare l’estate, se non un ghiacciolo rinfrescante? Sì, ma se l’acqua utilizzata nella produzione fosse quella dei nostri mari o dei nostri fiumi, saremmo ancora contenti? A rispondere a questa domanda ci hanno pensato gli studenti della National Taiwan University of Arts che, con il loro progetto Polluted Water Popsicles, puntano alla sensibilizzazione riguardo l’inquinamento delle falde acquifere in Taiwan, attraverso la produzione di ghiaccioli fatti da campioni di acqua inquinata, prelevati nei luoghi più disparati del paese. Essendo i ghiaccioli composti interamente d’acqua, il progetto ha sortito un grande scalpore perché, nonostante il packaging di questi ghiaccioli sia veramente invitante, la sorpresa al suo interno è, in realtà, incredibilmente spaventosa. Gli incarti, coloratissimi e appositamente disegnati, cercano di rimandare al luogo di provenienza dell’acqua utilizzata nella composizione del ghiacciolo.

Credit: Pagina Facebook in Naturale

Hung Yi-Chen, Guo Yi-hui e Cheng Yu-Ti, nel loro ultimo anno di università hanno deciso di lanciare un progetto dalla incredibile carica mediatica e che ha riscosso un successo a livello globale clamoroso, nel giro di pochissimi giorni. I tre studenti hanno prelevato circa 100 campioni di acqua da diverse parti e zone di Taiwan, rilevando una ingente quantità di rifiuti in ogni campione, ma sempre con una stessa variabile in comune: la plastica. Inizialmente sottoposti a congelamento, le varie tipologie d’acqua sono state ”sigillate” con una particolare tipologia di resina per la loro preservazione. Lo scopo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del crescente inquinamento dell’acqua, dovuto in particolare al recente sviluppo economico della regione e all’urbanizzazione in aumento.

Credit: Pagina Facebook 100%純污水製冰所

Il risultato del progetto è una serie di ghiaccioli inquinati, tanto che l’aspetto estetico colpisce più di qualsiasi altro saggio o paper illustrativo sullo stato di contaminazione delle acque in Taiwan.

Le cause dell’inquinamento idrico a livello globale sono molte e complesse, in quanto dovute a molteplici fattori e variabili. Tristemente nota è ormai l’eccessiva presenza di plastica, che può avere conseguenze disastrose come il Pacific Trash Vortex , un agglomerato di plastica nel Pacifico che conta una superficie superiore a quella della Penisola iberica. L’80% dell’inquinamento dell’acqua è dovuto a scarichi da terra: l’uso indiscriminato di fertilizzanti favorisce questo fenomeno in quanto, tramite la pioggia penetrano la terra talmente in profondità da raggiungere le falde acquifere. Anche gli scarichi di tipo urbanistico, se non sottoposti a dovuta epurazione contribuiscono all’inquinamento dell’acqua, che ha poi conseguenze concrete. Una di queste è propio la siccità che colpisce alcune zone del mondo o semplicemente il limitato accesso di alcuni paesi e parti del mondo all’acqua pulita, prima naturale fonte di ricchezza sin dall’alba dei tempi.

Anche se i dati raccolti nel più recente rapporto dell’OMS fanno sperare in un progressivo miglioramento, la strada per rendere l’acqua un bene accessibile a tutti è lunga. Per questo è fondamentale tenere presente l’importanza di una ricchezza inestimabile come l’acqua pulita, che molto spesso sottovalutiamo e che diamo per scontata, avendola a disposizione tutti i giorni, quando sfortunatamente, non per tutti è così. Utilizzare detersivi ecologici e biodegradabili, a basso impatto ambientale di certo non risolverà il problema dell’inquinamento idrico, ma una maggior consapevolezza riguardo allo stato di salute dell’acqua può essere, come disse qualcuno di importante tempo fa, ”un piccolo passo per un uomo ma un grande passo per l’umanità”.

Foto Copyright: Hung I-chen, Guo Yi-hui e Cheng Yu-ti