In un’era in cui tutto si muove alla velocità della luce, anche noi siamo costretti a stare al passo. Il tempo sembra sempre sfuggirci, e tra un incontro di lavoro e un altro, anche quello dedicato ai pasti sembra sempre più ridotto. Così la soluzione sembra una e semplice; in fin dei conti ogni angolo nasconde un fast food, un bar dove prendere un panino, e si trova sempre una tavola calda con pranzo a buffet proprio sotto l’ufficio. Ma ci siamo mai veramente domandati quante risorse vadano sprecate? Al di là del cibo, che ogni giorno viene buttato in tutti i ristoranti, fast food o semplici bar che siano, un’immensa quantità di risorse impiegate per la sua produzione (acqua, energia, suolo), vengono così perdute.

Circa il 40% dello spreco alimentare nei paesi sviluppati, avviene a livello del consumatore (dati FAO), mentre lo spreco annuale pro capite in Italia si aggira sui 130 chilogrammi di cibo (fonte EUROSTAT). Lasciando da parte la quantità di cibo che va sprecata nella catena di produzione, imballaggio e conservazione dello stesso, a livello domestico tutti noi siamo responsabili di un ammontare di spreco che, con le dovute accortezze, può certamente essere ridotto. Le cause principali di questo sperpero possono essere ricercate nell’eccesso delle porzioni preparate, nella cattiva pianificazione della spesa, nella sbagliata conservazione dei cibi ma soprattutto nella disinformazione e nella mancata educazione dei singoli alla sostenibilità, che comincia proprio in casa nostra.

Credit: toogoodtogo.it

Anche nell’ambito della ristorazione i problemi sopra elencati si ripropongono nella stessa veste, ma in dimensioni maggiori, vuoi per sovrapproduzione, vuoi per la mancata abitudine di permettere ai clienti di portare a casa ciò che non consumano. Per cercare di ovviare a questa piaga (di cui avevamo anche già discusso qui) che affligge la nostra generazione e la nostra società nasce, nel lontano 2015, Too Good To Go, un’app rivoluzionaria che si pone come obiettivo la riduzione dello spreco alimentare. Innovativa perché permette ai ristoranti di vendere ad un prezzo molto più basso le rimanenze registrate a fine giornata. Rivoluzionaria perché consente di fare la differenza. Il contenuto, consegnato in un sacchetto detto Magic Box, è incerto fino alla sua apertura ma racchiude sempre prodotti freschi e gustosi, rimasti però invenduti durante la giornata lavorativa. E poi, a chi non piacciono le sorprese?

Credit: toogoodtogo.it

L’acquisto di ogni Magic Box evita l’emissione di circa 2,5 kg di CO2. Ma c’è di più: per evitare di utilizzare eccessivi imballaggi i ristoratori stessi incoraggiano i clienti a portare propri contenitori da casa! Questo sistema permette a ristoratori, hotel e supermercati di far conoscere i propri prodotti e conquistare il cuore di nuovi clienti, mentre permette ai tipici utenti dell’app, i cosiddetti Waste Warriors, di provare nuovi prodotti ad un costo contenuto. Il tutto grazie ad un semplice ”tap”. Dopo il lancio a Roma, il 18 settembre, già più di 100 esercenti hanno aderito al progetto. Too Good To Go è presente anche in moltissime altre città d’Italia e d’Europa, arrivando a toccare 12 paesi e il cuore (e lo stomaco) di ben 13 milioni di utenti.

Il problema dello spreco alimentare è diventato sempre più centrale e ha attirato sempre più l’attenzione su di sé, specialmente negli ultimi tempi. Il 2019 è stato un anno importante per la coscienza dell’opinione pubblica mondiale riguardo il cambiamento climatico, la sensibilizzazione nei confronti della salvaguardia dell’ambiente e la consapevolezza che il mondo in cui viviamo è uno solo e, ahinoi, se mal conservato, ha una data di scadenza.

Too Good To Go è un progetto costruttivo, che si propone di creare una soluzione ad un problema rimasto per troppo tempo irrisolto. Se in altre parti del mondo milioni di persone soffrono la fame, chi siamo noi per non approfittare di questa meravigliosa soluzione?

Sito web Too Good To Go

Disponibile su Apple Store e Google Play

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