Verde, saporito ma soprattutto fotogenico e instagrammabile: ebbene sì, l’avocado è il frutto più trendy da quando imperversa la moda del mangiare green, sano, ma soprattutto del ”mangiar bello”. Anche se spesso confuso con un ortaggio, in quanto utilizzato principalmente nella preparazione di piatti salati, le sue origini sono molto antiche: viene coltivato in Sud America fin dal 5000 a.C. e gli aztechi credevano avesse originariamente proprietà afrodisiache. Dal classico sushi ripieno o ricoperto di avocado, passando per il guacamole e avocado toast, fino a giungere ai più moderni avocado burger, l’avocado è rapidamente passato da frutto esotico ad essere il principale food trend degli ultimi anni.

Le varietà di avocado conosciute sono circa venti e la sua coltivazione è tanto complessa quanto redditizia. Il primato in questo campo lo detiene ancora l’America Meridionale, con in testa il Messico, seguito da Repubblica Dominicana e Colombia. Anche l’Italia ha messo in piedi un piano di produzione biologico, incentrato nelle fertili regioni della Sicilia (Sicilia Avocado) e Calabria, che sta ingranando negli ultimi anni e si è già timidamente presentato ai consumatori. Negli Stati Uniti, il principale Paese di mercato per questo alimento, le importazioni sono più che triplicate negli ultimi dieci anni e i dati dell’American Restaurant Association confermano che il prezzo di una cassetta di 48 avocado è salito da 34.45 a 83.75 dollari. L’aumento del prezzo è dovuto sia ai recenti incendi avvenuti in California, anch’essa produttrice in questo campo, ma principalmente alla crescita incontrollata della domanda globale che (ovviamente) l’offerta non può sopportare.

Tuttavia, dove c’è denaro entrano in campo gli interessi. Perciò non sorprende il fatto che la produzione e il proficuo commercio di questo frutto abbia attratto l’attenzione della criminalità organizzata, soprattutto quella dei narcos messicani che hanno ribattezzato questo alimento ”oro verde”. Per i narcotrafficanti, il giro di affari costruito con l’avocado è attualmente superiore a quello della marijuana o di altre attività illegali. I cartelli della droga della regione hanno iniziato perciò ad estorcere denaro agli agricoltori, per una stima di 3 milioni di dollari l’anno sottratti mediante il racket. Negli ultimi dieci anni più di 7000 persone sono morte per mano dei narcos. In Costa Rica, dopo il blocco all’importazione di avocado (dovuto ad un virus vegetale che avrebbe potuto intaccare le colture locali), è nato un vero e proprio contrabbando: la polizia doganale ha recentemente identificato camion provenienti da Panama carichi di cassette di avocado importate illegalmente nel paese.

In Cile, la notevole quantità di acqua richiesta dalle piantagioni (1kg di avocado richiede circa 1000 litri d’acqua) ha fatto sì che gli agricoltori attingessero illegalmente ai corsi d’acqua, provocando siccità in moltissimi villaggi, con danni ragguardevoli alla popolazione, agli animali e all’ambiente.

Nonostante il racket dei cartelli di narcotrafficanti, la produzione di avocado in Messico è aumentata in modo massiccio, con gravi ripercussioni anche a livello ambientale. Essendo la coltivazione molto redditizia, ciò ha fatto sì che gli agricoltori convertissero le loro precedenti attività in più estese colture di avocado, abbattendo, nella regione di Michoacan, tra i 6000 e gli 8000 ettari di foresta, con tutti i danni per l’ecosistema che questa operazione comporta. Questa pratica risulta ancor più aberrante se ad essere abbattuti sono ettari interi (circa 37) di riserve naturali protette, luoghi di riproduzione e svernamento di specie in via d’estinzione, per far spazio a piantagioni illegali di avocado.

Certo è che il governo del Messico vorrebbe incrementare l’export di avocado, promettendo ingenti investimenti nell’ambito della sicurezza. Porterà i suoi risultati? Staremo a vedere.

Intanto, l’attenzione si focalizza su quanto anche un gesto apparentemente insignificante come fare la spesa abbia un peso a livello internazionale, e su quanto qualche piccolo accorgimento, come il controllo della provenienza di un prodotto, possa fare la differenza per le persone come per l’ambiente.

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