In seguito alle impressionanti immagini dell’Amazzonia in fiamme, che hanno fatto il giro di tutto il web, ma anche agli incendi dell’Artico e dell’Africa, questo preoccupante fenomeno non sembra più arrestarsi. Sono già sei le persone che hanno perso la vita in Australia e quasi 700 gli edifici che sono stati distrutti nella regione del New South Wales. Purtroppo non si tratta di un episodio senza precedenti nella storia del continente, ma il bilancio è secondo le stime, destinato a crescere. Non è la prima volta, anzi, e non sarà l’ultima, che osserviamo una delle catastrofi che il cambiamento climatico porta con sé. Con temperature sempre più alte, caldo record, uragani e tempeste, desertificazione e innalzamento dei mari, l’estinzione di specie di piante e animali è solo una delle estreme conseguenze di questo tanto discusso fenomeno. Ricercatori parlano di “sesta estinzione di massa“, riferendosi alla nostra epoca. Il numero degli esemplari di animali sul nostro pianeta, infatti, si è dimezzato, e le valutazioni sul futuro prossimo non sono rassicuranti.

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I KOALA SONO FUNZIONALMENTE ESTINTI

Il koala, o “piccolo orso”, ha subito un costante declino negli ultimi vent’anni, minacciato da problemi di deforestazione, ondate di calore e siccità estrema, e così la sua popolazione è diminuita del 28%. Questo piccolo animale vive la maggior parte della sua vita sugli alberi di eucalipto, il suo piatto preferito; infatti, attraverso l’assunzione delle foglioline e gemme di questa pianta, i koala traggono tutto il loro nutrimento e l’acqua. Questi animali erano già stati dichiarati una “specie vulnerabile” dal 2012: dal 1997 al 2015 circa 6000 koala sono stati trovati morti nella regione del Queensland e oltre 350 sono deceduti a causa degli ultimi incendi. Dalle ultime stime pare che al mondo, e quindi sul continente australiano (facendo eccezione per quelli che vivono in cattività o all’interno di zoo), siano rimasti circa 80 mila esemplari del marsupiale arrampicatore, tanto da iniziare ad essere dichiarato un animale funzionalmente estinto.

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Cerchiamo di fare chiarezza e capire cosa significa l’espressione “funzionalmente estinto“.

Decine di specie si estinguono ogni giorno e, secondo gli scienziati, più di 20.000 specie tra piante e animali sono sul punto di sparire per sempre. Quali sono i termini utilizzati quando si parla di estinzione? Lo IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) è l’ente che si occupa di monitorare il declino della specie e di valutare il suo stato in natura, attribuendo poi un livello di vulnerabilità nella “lista rossa“.

• In pericolo critico: sono tutti quegli animali che hanno un’altra probabilità di estinguersi (come il rinoceronte e l’orango di Sumatra)

• Specie estinta in ambiente selvatico: sono quelle che non vivono più nel loro habitat nativo e sopravvivono soltanto in cattività (ad esempio i condor della California, reintrodotti faticosamente in natura nel 1991, ma ancora estremamente in pericolo)

• Funzionalmente estinta: una specie con troppi pochi esemplari affinché la specie possa svolgere la sua funzione nell’ecosistema (Steve Beissinger, biologo conservazionista alla University of California, Berkeley)

• Estinta: scomparsa ovunque (come la tigre di Giava o la foca monaca dei Caraibi)

• Specie estinte riscoperte: animali che si pensavano estinti da decenni, ma che vengono ritrovati in luoghi e habitat remoti o difficili da individuare perché sopravvivono in popolazioni molto piccole

IL KOALA NON È L’UNICA SPECIE A RISCHIO ESTINZIONE

In Australia, dove il Koala è diventato ormai un simbolo della nazione, il pensiero della sua estinzione è sconvolgente. Sempre più spesso i continui richiami degli scienziati, ricercatori, studiosi e organizzazioni rimangono inascoltati. Ricordiamo ad esempio la notizia pubblicata, nel settembre 2018, dal WWF che annunciava il rischio di estinzione della specie. Rimane un nostro compito, o dovere, raccontare quello che sta succedendo e continuare a denunciare tutte le azioni dell’uomo che contribuiscono all’impoverimento del nostro pianeta.

Il koala è solo una delle tantissime specie a rischio. Il suo lungo periodo di gestazione e la sua difficile alimentazione, oltre al suo stile di vita sedentario (è un animale arboricolo, che vive sugli alberi, sui quali dorme circa venti ore al giorno) lo sfavoriscono. Ma le gravi conseguenze del cambiamento climatico, che si aggiungono alla minaccia di specie invasive, lo sviluppo residenziale e commerciale, la deforestazione e la costruzione di infrastrutture stradali e ferroviarie sono la minacce principali per questa specie.

Il 10 maggio di quest’anno l’Australian Koala Foundation” si è rivolta alle autorità politiche australiane affinché prendessero provvedimenti per salvaguardarne l’habitat. Attendiamo una risposta.

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