Osservare la realtà con “nuovi occhi” per scoprire prospettive e sfumature mai colte prima. E’ questo il tema della mostra fotografica collettiva “What I’ve Seen So Far” che verrà inaugurata sabato 15 febbraio presso la Dorothy Circus Gallery di Roma. Allestita in contemporanea anche presso la sede della DCG di Londra, che ha aperto al pubblico lo scorso 13 febbraio, l’esposizione è la prima della programmazione 2020 della galleria, intitolata Mirrored Souls: The Year Of Love.

Arash Radpour Credits: @Dorothy Circus Gallery

WHAT I’VE SEEN SO FAR

Si tratta di una “sperimentazione curatoriale” nata da un’idea di Alexandra Mazzanti, fondatrice e direttrice della DCG Rome & London, e di Valentina Ilardi, Editor in Chief della rivista culturale GREY Magazine. La mostra si discosta leggermente dalla tradizione espositiva pittorica della galleria, mantenendo, però, un’attenzione particolare per i temi legati alla spiritualità e all’Animismo. Interessata alle nuove tendenze della fotografia contemporanea, infatti, la Dorothy Circus ha deciso di investire in un nuovo progetto culturale con la rivista GREY Magazine, selezionando le opere più interessanti di fotografi di spicco nel panorama artistico contemporaneo e proponendole al pubblico in una rassegna annuale. Laurent Chehere, Billy Kidd e Caitlin Cronenberg sono alcuni dei dodici artisti che presteranno i loro occhi, o meglio, quelli delle loro macchine fotografiche, ai visitatori, invitandoli a compiere un viaggio introspettivo per riscoprire se stessi.

LE STORIE E GLI ARTISTI

Fissate in un’immagine, e intrecciate tra loro, le storie narrate rivelano, infatti, le molteplici forme dell’animo umano. Così, un insieme di corpi, segni, materiali e oggetti, risvegliano i sentimenti e le sensazioni dell’osservatore, consentendogli di interpretare e vivere in modo soggettivo le esperienze altrui. Accanto ai nomi dei fotografi più affermati, citati in precedenza, compaiono quelli di talenti emergenti, quali Iness Rychlik, Anka Zhuravleva, Arash Radpour, Karel Chladek e Jesse Herzog. Ognuno esporrà, in parallelo tra Roma e Londra, un numero massimo di sei lavori.  Infine, internazionale quanto basta, la DCG ha lasciato spazio anche alle proposte italiane, completando la lista dei presenti con i promettenti Mirko Viglino, Peppe Tortora, Claudia Pasanisi, e Giuseppe Gradella.

Karel Chladek Credits: @Dorothy Circus Gallery

UN PROGETTO COMPLETAMENTE NUOVO

Il primo capitolo del progetto culturale Grey Circus si prospetta, dunque, come un evento decisamente innovativo, ma sempre fedele allo stile pop surrealista della galleria e al suo interesse per le nuove tendenze. Sarà un’occasione di confronto anche per gli stessi artisti, le cui foto entreranno in dialogo generando nuove prospettive e nuovi percorsi, poiché, come scrive Marcel Proust: il “ vero viaggio della scoperta consiste non nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi”.

Iness Rychlick
Credits: @Dorothy Circus Gallery

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