In un fluire continuo di voci, suoni e immagini che oscillano e favoriscono il dialogo tra la sfera intima e quella pubblica, sono vari i protagonisti che nella mostra personale di Anna Raimondo Fronte Nazionale Naso Partenopeo – inaugurata il 16 gennaio presso lo spazio indipendente per l’arte contemporanea AlbumArte – trovano uno spazio e un tempo per essere ascoltati. La mostra – aperta fino al 29 febbraio – nasce infatti dall’interazione e dai processi relazionali che insorgono nei luoghi pubblici, tanto che lo stesso titolo, confessa l’artista, deriva da una scritta anonima letta per caso sui sedili di una funicolare di Napoli. Il filo narrativo che collega i lavori esposti è il controverso tema dell’identità. Perché, ci si chiede, la parte più caratterizzante del nostro volto, il naso, è, allo stesso tempo, l’elemento che produce più imbarazzo nelle persone? Cosa distingue un naso partenopeo da un altro? Raimondo invita il visitatore alla ricerca dell’identità, dalla sua dimensione più intima a quella sociale, come la de-costruzione di genere o il diritto alla mobilità, in un percorso, a cura di Marco Trulli, che combina lavori sonori, relazionali e atti performativi, realizzati in varie parti del mondo. 

Foto Sebastiano Luciano, courtesy AlbumArte, Anna Raimondo, Nada que declarar, 2019, installation view, AlbumArte, 2020 Trittico di foto in bianco e nero (1.40x84cm). Foto in bianco e nero su dibond (67×1.00 m). Documentazione video della performance. Disegni. Installazione sonora su megafono.

Una serie di foto audaci, poste all’entrata dello spazio espositivo, rompono le regole classiche della rappresentazione dominante e binaria di genere. Nuda, con un megafono tra le gambe, l’artista cattura l’attenzione del visitatore, componendo un’immagine ambigua. Se da una parte, infatti, la posizione del megafono allude alla forma fallica, dall’altra i suoni che esso diffonde nella sala, provenienti dall’apparato riproduttivo dell’artista, ne affermano la sua femminilità. Il risultato è un potente messaggio contro i modelli raffigurati convenzionali, un grido che conquista il pubblico con il suo “Nada que declarar” (Niente da dichiarare). Per contrasto, degli schizzi su una parete, realizzati da alcuni studenti dell’Accademia di Belle Arti di Buenos Aires, ritraggono Raimondo in pose riprese da alcuni dipinti famosi della tradizione pittorica. 

L’indagine identitaria prosegue nelle sale di Derrier la mér (2018)  e Nel dubbio (2016), in cui vengono affrontati temi religiosi e culturali, quali il diritto alla mobilità internazionale. Raimondo individua nel mare l’elemento comune a tutti i popoli e lo celebra con un’installazione sonora che alterna estratti di interviste a passaggi tratti dalla Bibbia e dal Corano, interpretati dalla mezzosoprano Edka Jarząb e dal baritono Jérôme Porsperger. Il mare e il suono sono infatti due costanti nel lavoro dell’artista. 

In tempi di continue migrazioni, si viaggia “verso”, “attraverso” e “oltre” il mare, e la diversità diventa un elemento comune. Ne sono prova le collanine degli amici e dei conoscenti a Bruxelles dell’artista, che sfilano sul collo di Raimondo nel video dell’opera “Nel dubbio”. La città belga è, infatti, una delle più internazionali d’Europa e qui, con i loro amuleti, giungono, come la stessa artista, persone da tutto il mondo. Dall’ascolto delle persone e delle loro storie nasce il progetto relazionale che dà il titolo alla mostra. Il Fronte Nazionale Naso Partenopeo riflette una nuova concezione di appartenenza, non più territoriale ma di idee. In un video, alcuni cittadini e attivisti partenopei raccontano le loro esperienze e proposte, aprendo una riflessione corale su tematiche sociali e politiche. Numerosi sono gli spunti di riflessione che emergono dalle loro parole, come ad esempio il monito di “non perdere la propria umanità” o le denunce contro la discriminazione e la violenza di genere. Gli argomenti del vissuto quotidiano, nelle sue molteplicità e dissonanze, dominano, così, la campagna elettorale e si contrappongono alla povertà del dibattito politico attuale. 

Le ipotesi insolite e talvolta inconcepibili – come quella del lavoro esclusivamente su base volontaria o la necessità di studiare, oltre che per poter guidare, per avere dei figli o votare – mostrano il volto di una società profondamente diversificata, il cui unico elemento in comune risulta essere il naso. Su un banchetto blu, dei volantini e dei gadget propagandistici con sopra disegnato, per l’appunto, un naso giallo, invitano il visitatore a diventare attivista nel progetto con il motto “Usa gli occhi. Usa le orecchie. Abbi naso”. Una mostra fresca e decisamente originale – realizzata in collaborazione con Ex Elettrofonica e Cantieri d’Arte – La ville ouverte con il supporto di Wallonie-Bruxelles International – che testimonia l’apertura della capitale alle nuove tendenze artistiche contemporanee.

Dettagli evento

Luogo:
AlbumArte, Via Flaminia, 122, 00196 Roma RM
Date:
17/01/2020 - 29/02/2020
© riproduzione riservata