È difficile descrivere un evento che va avanti dai primi anni 2000; nel corso del tempo si è guadagnato un posto nel cuore di una cerchia quasi elitaria di amanti della poesia a Roma e sembra ormai essere destinato negli anni ad entrare nel mito (o forse la mitopoiesi è già avvenuta) e nell’Olimpo delle manifestazioni culturali, letterarie, poetiche, della Città Eterna. È necessaria però una piccola premessa: in questo caso si parla di Poetry Slam che ha delle differenze sostanziali con la poesia di stampo classico o accademico. Genere proveniente dai bassifondi di Chicago, ha lo scopo di portare la poesia dove prima non c’era sviluppando un delicato equilibrio tra profondità dei testi e performance dal vivo. Qualche poeta della vecchia scuola l”ha definita persino come “antipoesia” ed è comprensibile visto che, a volte, conta più lo stile di declamazione del contenuto stesso dei versi.

Il Poetry Slam del Lettere Caffé di Roma

Ogni lunedì, da vent’anni ormai, questo evento letterario ha visto persone di ogni età avvicendarsi sul piccolo palco del locale Lettere Caffè per recitare poesie, dalle 22:30 fino a mezzanotte, con le votazioni del pubblico “ammonticchiato” tra sedie e divanetti, pronto ad esultare e lanciarsi in scrosci di applausi a ogni declamazione. È doveroso sottolineare che assistere al Poetry Slam del Lettere Caffè è un’esperienza unica a Roma.

Pagina Facebook: Quelli del Poetry Slam di Claudia D’Angelo.

La formula è semplice, iscriversi è facile: è sufficiente presentarsi un po’ prima dell’inizio della serata con materiale originale e dare il proprio nome alla vulcanica e scoppiettante conduttrice Claudia d’Angelo. In base al numero dei partecipanti si svolgono gironi di 4, 3 o 2 poeti per volta che declameranno le proprie poesie di fronte al pubblico.

A questo punto si arriva alla modalità di votazione che merita una descrizione a parte: ogni poeta può ricevere un massimo di 4 punti, ogni mano o piede ne vale 1. Come si vota? Alzando in aria mani…e piedi ovviamente! Claudia D’Angelo girerà per la sala contando le preferenze ed il poeta che avrà raggiunto il numero più alto passerà il girone fino a decretare il vincitore.

Il Poetry Slam del Lettere Caffè è aperto a tutti, amanti della poesia e non, questo perché si tratta di uno spettacolo in piena regola. Tra una declamazione e l’altra, la divertentissima presentatrice/attrice girerà tra i tavoli per coinvolgere gli spettatori, con commenti ironici, a volte piccanti ma mai volgari, e spesso rivolti agli stessi poeti in gara e alle liriche appena recitate. La tipologia di concorrenti che passa il convento del leggendario Caffè Letterario non potrebbe essere più variegata. Se ne possono incontrare davvero di tutti i tipi e di tutte le penne. Al Poetry Slam ci sono habitué che non mancano un’edizione e autori girovaghi di passaggio, studenti liceali, lavoratori,  ricercatori e professori universitari: ci sono poeti seri ed introspettivi ma anche leggeri e guasconi, provenienti da studi letterari o dalla stand-up comedy, ci sono coppie di amici legati dalla poesia ed anche poeti maledetti della scuola romana stile “Baudelaire de Noantri”.

Il tempo passa ma lo Slam no

Certo, la manifestazione culturale negli anni è cambiata: per molto tempo si è svolta perentoria ogni lunedì, persino il lunedì di Pasquetta portata avanti dalla bravissima Claudia D’angelo e dallo zoccolo duro di irriducibili poeti romani e laziali. Oggi si svolge il primo ed il terzo lunedì del mese e consigliamo vivamente di prenotare per assicurarsi un posto. Nonostante il tempo, la rassegna di poesie non ha perso la sua anima: è una di quelle serate piene di poesia, di arte, di risate, di avvenimenti eccezionali, di dispute poetiche, e di sorprese, perché nessuna edizione è uguale alla precedente; è un evento che è bello ricordare negli anni a venire con un pizzico di saudade. Al Poetry Slam tutto può succedere, poeti affermati possono arrivare all’improvviso e sfidare un loro collega con l’aulico verbo della poesia.

Pagina Facebook: Quelli del Poetry Slam di Claudia D’Angelo.

E tra un verso e l’altro alla fine cosa si vince? Una bottiglia di vino, un souvenir multietnico e magari la qualificazione alla competizione di Poetry Slam Nazionale. Forse, a decretare la vittoria ci sarà qualcuno che urlerà solennemente “li mortacci de Pippo!” in quel caffè letterario trasteverino che è già entrato nel mito.

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