Cara Manami ti scrivo per chiederti un consiglio. Sono mamma di un figlio bellissimo e giovane, ha 24 anni, studia architettura e per ora sembra non avere una ragazza. Abbiamo un bellissimo rapporto ma spesso si dimentica che io non sono soltanto sua madre ma prima di tutto una donna sposata, che ha bisogno del tempo per sé e di intimità con suo marito. Mio figlio passa la maggior parte del suo tempo a studiare e giocare ai videogiochi a casa. Mi chiede sempre di portargli questo, di preparargli quello, di comprargli questo. Insomma, non è per niente indipendente e cosa più brutta, non mi lascia mai da sola. Appena sa che esco a fare la spesa, viene con me. Non appena mi siedo sul divano a leggere, arriva lui perché vuole giocare ai videogiochi. Io sono stufa. Non riesco più a gestire questo mammismo. Non riusciamo neanche a fare l’amore con suo padre perché fino a tarda notte gioca a questi maledetti videogiochi. Vorrei che uscisse un po’ di più e soprattutto mi concedesse più tempo libero. Come devo fare?

Cara Mamma, hai provato a parlargli? Diciamo a brutto viso? Spesso con i figli, per avere un risultato significativo, bisogna usare toni forti. Ovviamente dovresti provare anche a parlargli in maniera serena come primo approccio. Vedi se il suo atteggiamento cambia, qualora il risultato fosse sempre lo stesso, allora scatena la bufera che è in te. Ti suggerisco un tono più forte perché da come me l’hai descritto sembra uno "zombie". Una scossa di emozioni lo porterebbe ad un’azione immediata. Sai che anche Andy Warhol era un mammone? Eppure fu uno degli artisti più celebri della Pop Art. Questo per sottolineare che la figura del “mammone” non è sempre da interpretare in maniera negativa o come dispregiativo. Warhol era un mammone, ovvero una persona che aveva come punto di riferimento sua madre. Come disse una volta “Temo che mi manchino alcune sostanze chimiche e questo è il motivo per cui ho questa tendenza ad essere più mammone. Credo che mi manchi qualche sostanza chimica della responsabilità e qualcuna della riproduzione”. Un abbraccio, Manami

Ciao Manami, ho una situazione imbarazzante, necessito di aiuto immediato. Sono fidanzata con il mio ragazzo da 4 anni e da poco abbiamo iniziato a convivere. C’è un problema però, io non piaccio a sua madre. Fin dalle prime uscite ci ha sempre tenuto a farmi sapere che non ero la benvenuta. È una signora di altri tempi, tradizionale e conservatrice. Infatti, mi ritiene la principale causa dei problemi con suo figlio. Lei anche non mi piace, quindi non mi sforzo di piacerle, sinceramente per me può anche sparire. Ma c’è un problema, lei sta diventando vecchia e recentemente si è sentita male per via di un malore, ovviamente nulla di grave, ma ha bisogno di essere sorvegliata poiché potrebbe succederle di nuovo. Ed indovina un po’ chi deve sorvegliarla? Esatto, io. Si è trasferita a casa nostra, il mio ragazzo lavora tutto il giorno, io lavoro da remoto quindi passo la maggior parte del tempo a casa. Mi sta già facendo uscire fuori di me. Come faccio? P.s. è divorziata, chissà perché...

Cara Anonima, mi dispiace per questa sgradevole situazione. L’unica cosa che mi sento di suggerirti è di abbassare le barriere e mostrare le proprie fragilità. I casi in cui regna l’egoismo, l'orgoglio e la superbia bisogna usare la dolcezza, la sincerità e il cuore. La superbia si combatte con la sincerità, ovvero con una conversazione onesta e diretta, dove vi raccontate le proprie esperienze dimostrando che siete entrambi fragili. L’orgoglio sparisce se si lascia il posto alla dolcezza. Infine l’egoismo, quello si può curare con l’amore. Anche se non vi piacete è importante capire il perché di questo distacco e cosa più importante, trovare una lingua comune per comunicare. Falle comprendere che non sei lì per toglierle suo figlio, ma per creare una famiglia. Un pilastro importante che richiede la collaborazione e comprensione di tutti. Un abbraccio, Manami

Ehilà Manami, domanda al volo: è giusto cambiare per qualcuno che ami? Fumo da quando ero al liceo ed il mio ragazzo insiste che io smetta. Quando ci siamo conosciuti non gli dava così fastidio, ma ora che il rapporto è consolidato non c’è un momento in cui non mi chieda di smettere. Ultimamente discutiamo solo, secondo me lo usa come pretesto per litigare e lasciarci. Ho questa sensazione, sennò non me lo spiego.

Caro Anonimo, penso che potresti avere ragione. Ora non saprei dirti con precisione come mai e se effettivamente è una scusa, poiché mi mancano alcune informazioni importanti, come l’età, da quanto tempo state insieme e come vi siete conosciuti. Apprezzerei molto se mi inviassi una seconda mail con queste info e magari qualche ricordo che ti è rimasto impresso in particolare. A parte questo, ti rispondo alla domanda. Il cambiamento, vuoi o non vuoi, avverrà sempre. L’essere umano, in coppia o non, è in costante evoluzione. Non solo dal punto di vista genetico e fisiologico, ma anche sotto quello caratteriale poiché assorbe ogni cosa che lo circonda. Siamo costantemente influenzati dall’ambiente, dalle persone che frequentiamo (volontariamente ed involontariamente), dal mondo in cui viviamo e soprattutto dai social media. Quindi sì, cambiare è giusto ma non sotto ricatto di qualcuno. Da una parte, ti sta chiedendo un salto di qualità, ovvero di smettere di fumare, mentre dall’altra fa prevalere il proprio pensiero sulla tua volontà. Spetta a te decidere se la sua richiesta ti potrà migliorare e quindi rendere anche felice in un certo senso. Un abbraccio, Manami