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La mela dell’Alto Adige, è un simbolo della tradizione secolare della regione che ha permesso di far conoscere questa regione, e l'Italia, in tutto il mondo.

La Mela dell’Alto Adige è uno dei prodotti tipici ed enogastronomici che ha contribuito a portare l’Italia sul tetto del mondo quando si parla di mangiare bene.

La mela è il frutto, anche se sarebbe meglio parlare di falso frutto, che da sempre accompagna la storia dell’uomo sulla terra, quello specifico frutto che ogni singolo essere umano mangia. Questo frutto originariamente nasce in Asia Centrale nel periodo del Neolitico per poi diffondersi in Grecia, attraverso le vie della seta, e infine raggiunge la zona dell’Alto Adige nell’epoca dell’Impero Romano. Storicamente, la mela, è il frutto più diffuso e apprezzato al mondo, nonché quello più coltivato, fondando le sue origini tra storie e leggende.

Questo frutto è sempre esistito sulla terra, è stato da sempre impugnato dall’uomo dal momento della sua ascesa, fin dall’alba dei tempi, facendo cadere in tentazione Adamo ed Eva e dando vita al peccato originale. La mela, inoltre, è frutto di narrazioni epiche, frutto di immortalità che Ercole ha saputo cogliere nel giardino delle Esperidi, oltre che simbolo degli dei. Una mela poi, di color oro, è stata il pomo della discordia che ha scatenato la guerra di Troia e oggetto che ha fatto intuire a Newton il meccanismo della forza di gravità. La mela è favola con i fratelli Grimm, è La Grande Mela del sogno americano, è il logo di una delle più grandi aziende telefoniche al mondo.

I tanti colori della Mela dell’Alto Adige (fonte: wikimedia commons)
I tanti colori della Mela dell’Alto Adige (fonte: wikimedia commons)

La Mela dell’Alto Adige

Quando la mela arrivò in Italia, come novità ricca di proprietà, veniva coltivata dai monaci, i conoscitori più forbiti delle tecniche di coltivazione. Questa meravigliosa risorsa venne poi utilizzata dalle famiglie contadine come prodotto per una personale auto-sussistenza, esportandola oltre i sentieri delle Alpi. Il terreno fertile, il clima mite e le grandi montagne che proteggono la regione dai forti venti del nord hanno dato la possibilità di far nascere le prime cooperative di frutticoltori già alla fine del 1800.

Ad oggi l’Alto Adige, coi i suoi oltre 18.000 ettari di terreno coltivato, rappresenta la più grande area chiusa di coltivazione di mele dell’Unione Europea che, partendo dal sud della regione raggiunge la Val Venosta, il tutto passando per la Valle dell’Adige.

La coltivazione della Mela dell’Alto Adige

Una coltivazione di Mela dell’Alto Adige (fonte: wikimedia commons)
Una coltivazione di Mela dell’Alto Adige (fonte: wikimedia commons)

Coltivare è curare un terreno e una pianta attraverso il lavoro, concimare e sfruttare al meglio le risorse per far nascere un frutto. La coltivazione nel nord Italia è sempre stata incentrata sulla passione e sulla diligenza, così che ogni mela sia unica e gustosa.

Le aziende sono il braccio coordinatore della produzione, e più del 90% pratica una coltivazione integrata, che si attiene alle direttive AGRIOS. Le altre cooperative, invece, adottano il metodo biologico, che prevede sia un processo di tipo naturale, privo di pesticidi e fertilizzanti chimici, sia una tecnica di coltivazione in linea con gli insegnamenti di Rudolf Steiner, che si muove tra corpi celesti ed ecosistemi. Questa tecnica, inoltre, ha portato l’intero Alto Adige ad essere il primo esportatore di mele biologiche d’Europa.

Tutta questa meticolosa attenzione dà vita ad un frutto di ottima qualità, percepibile morso dopo morso.

Tra le tante mele prodotte nella regione a Nord, tredici varietà, hanno ottenuto la denominazione di IGP (Indicazione Geografica Protetta); questo significa che sono riconosciute a livello europeo come specialità regionali. Di fatto, la Mela Alto Adige IGP deve soddisfare precisi standard a livello di produzione e sottostare a un rigido sistema di controlli per confermare la garanzia dell’originalità e della produzione tradizionale dei prodotti che possono investirsi del titolo di “indicazione geografica protetta”. Numerosi sono i marchi che si spartiscono i terreni: nella zona del Trentino si hanno Melinda e La Trentina, mentre nella zona dell’Alto Adige i più noti sono Südtirol e Marlene.

Ogni cooperativa si impegna nel produrre al meglio ogni singola mela, accompagnandola nel suo processo di maturazione, ma tra le tante e tutte buone, ve ne è una che capeggia dall’alto: una mela dorata, a pasta fine e molto dolce.

La Mela Golden Delicious

La Golden Delicious, conosciuta in tutto il mondo come Golden Melinda, è la madre di tutte le mele, nonché prodotto unico che ha ricevuto nel 2013, per la sua unicità, il riconoscimento di D.O.P. Mela Val di Non. Questa è la mela che ogni settembre fa brillare le colline del posto, colorando di bontà e dolcezza ogni singola cesta di frutta. La Golden è buona, dolce e acidula contemporaneamente, ha una forma tronco-conica è si colora di verde e giallo intenso, rivestendosi poi, a maturazione ottenuta, con una pelle liscia al tatto. Inoltre, forte delle sue radici, la Golden è compatta, scrocchiarella al morso e morbida.

Nel mucchio, dal fruttivendolo, al supermercato, si distingue per il suo segno particolare, ovvero la faccetta rossa: una sovra colorazione che si estende lungo il dorso e che si manifesta per via delle forti escursioni termiche tra la notte e il giorno che si verificano nel periodo immediatamente antecedente la maturazione in alcune zone.

La mela è il terreno nel quale, un’intera regione, ha coltivato la sua storia. La Mela dell’Alto Adige è il frutto, che da secoli, racchiude la storia di questo paese.



Michela Andritti
Michela Andritti

Editor della sezione food

Mi occupo di cibo e ristorazione da molti anni. Amo la pizza e la cucina vegetariana, anche se di tanto in tanto apprezzo un buon hamburger o una tagliata.