L’universo di Condé Nast Italia continua a perdere pezzi. Esattamente due anni fa la casa editrice, responsabile delle pubblicazioni di magazine come Vanity Fair, GQ, Glamour, Condé Nast Traveller, Architectural Digest e La Cucina Italiana, interrompeva per sempre la stampa di Wired, ridimensionandolo a sito internet.

Oggi la stessa sorte infausta travolge le riviste satelliti di Vogue: Vogue UomoVogue bambiniVogue Sposa e Vogue Gioiello scompariranno presto dalle nostre edicole, lasciando il posto sugli scaffali alla sola rivista madre.

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Vogue Sposa, giugno 2012 – Photo Credit: style.it

La notizia arriva inaspettata, nonostante da qualche tempo ci fossero tutti i segnali per capire il cambio di rotta di Condé Nast. Da quattro anni a questa parte l’azienda ha stipulato contratti di solidarietà, accordi con cui viene sancita la riduzione degli orari di lavoro, onde evitare di dover ricorrere ad una riduzione del personale, che comunque si è resa necessaria.

Condé Nast ha deciso di velocizzare il processo di chiusura, aprendo a settembre una finestra per le uscite volontarie. Ai giornalisti che accetteranno vengono offerte 40 mensilità, l’incentivo più alto nella storia editoriale italiana. La proposta non lascia indifferenti, se si pensa che alla chiusura della finestra saranno inevitabili i tagli al personale e che i giornalisti coinvolti non saranno riassorbiti dall’editore.

A salvare le filiazioni di Vogue non è servito neanche un aumento degli utili (3 milioni nel 2016 contro i 2,3 del 2015) e un fatturato di 127,3 milioni. Pare che queste decisioni fossero nell’aria già da tempo e che siano state accelerate dalla recente scomparsa di Franca Sozzani, direttrice editoriale di Condé Nast Italia dal 1994, nonché storica direttrice di Vogue Italia e, dal 2004, anche di L’uomo Vogue.

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Franca Sozzani – Photo Credit: vogue.it

Emanuele Farneti, già direttore di GQ, le è succeduto al timone di Vogue Italia. A lui va la critica di non aver dedicato neanche un numero o uno speciale alla giornalista che ha lasciato il segno nel mondo dell’editoria e che ha fatto dell’edizione italiana di Vogue la seconda rivista al mondo per importanza, dietro soltanto all’originale americano.

Nonostante la morte della ‘madre’ di Vogue Italia sia passata inosservata all’interno della sua stessa casa e, anzi, sembri aver velocizzato alcune dinamiche aziendali, l’importanza della giornalista mantovana è stata riconosciuta altrove. Al Festival di Venezia di quest’anno Colin Firth consegnerà a Julianne Moore il primo Franca Sozzani Award. L’attrice si è resa meritevole di questo premio in quanto “con la stessa forza e determinazione di Franca, ha unito l’eccellenza nel campo artistico a un forte impegno civile e sociale”.

A settembre, dunque, mentre alla 74esima Mostra del Cinema Internazionale verrà consegnato questo riconoscimento, Condé Nast avrà già avviato le pratiche per chiudere tutte le testate del mondo Vogue. Una parte dell’eredità lasciata dalla Sozzani si appresta ad essere per sempre cancellata, così come uno storico capitolo dell’editoria volge al termine.

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L’Uomo Vogue, marzo 2017 – Photo Credit: bookspics.com

Perché L’uomo Vogue non solo viene stampato da 50 anni, ma è stato anche il primo giornale di moda maschile di Condé Nast e l’unico nel suo genere, fino alla creazione dell’edizione americana Men’s Vogue nel 2005. Vogue bambini, invece, è stata fino ad ora l’unica rivista internazionale di moda e lifestyle dedicata agli under 12. E che dire di Vogue Sposa, il giornale più sfogliato sia dalle future spose, che dalle ragazzine dagli occhi sognanti?

Queste riviste sono più che semplice carta stampata e resteranno sempre un pezzo importante della storia dell’editoria italiana, conservate gelosamente da noi appassionati lettori.

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