Altaroma 2019: una Capitale alla moda

Squadra che vince non si cambia: la versione estiva di Altaroma 2019 è ritornata nella stessa location dell’edizione precedente, il PratiBus District. Situato nell’elegante quartiere Prati, fino al 7 luglio l’ex deposito ATAC farà da sfondo alle collezioni di 100 designer e di circa 400 studenti appartenenti alle più prestigiose accademie di moda.

Gli eventi si svolgono principalmente presso il PratiBus District, ma gli appuntamenti in calendario vedono coinvolte altre zone di Roma, da Palazzo Dama a Piazza Colonna e via Nazionale. Inoltre, tra gli eventi di moda capitolina, è doveroso menzionare anche la sfilata di Fendi presso il Tempio di Venere sul Palatino, che ha esaltato una delle bellezze storiche di Roma e contribuito al suo restauro, come accadde tre anni fa con la sfilata tenutasi a Fontana di Trevi.

altaroma 2019

PratiBus District – Photo Credit: altaroma.it

Altaroma 2019: A.I. “The Shape of Water”

Reinvenzione, sostenibilità e trend migrante sono state le parole chiave dell’esposizione A.I. (Artisanal Intelligence) “The Shape of Water”, posta all’interno della sezione Fashion Hub. L’exhibit, curata da Clara Tosi Pamphili e Alessio de Navasques, è stata incentrata sul tema della nascita e rinascita dello stile in acqua, mettendo al centro di tutto il rapporto tra uomo e acqua e l’importanza della salvaguardia del pianeta, esortandoci a vivere in modo più responsabile e sostenibile.

In quest’ottica, sono stati esposti alcuni pezzi d’archivio della collezione ‘From Somewhere’ di Orsola de Castro (vincitrice dell’H&M Conscious Award 2017), in collaborazione con Speedo, brand noto ai nuotatori amatoriali e professionisti. A partire da diversi materiali di scarto erano stati realizzati nuovi capi, venduti poi attraverso piattaforme come Yoox e Asos; un esempio brillante e innovativo di moda sostenibile.

Dove si colloca il tema del trend migrante all’interno di “The Shape of Water”? Sempre partendo dal concetto di ‘reinvenzione’, l’esibizione di Altaroma 2019 porta in primo piano l’argomento attraverso il progetto B&W Black & White. Quest’ultimo mira a far diventare lo stile migrante una vera e propria tendenza di moda, grazie all’aiuto di immigrati come Moustapha Sulla Nosakhara Ekhator, che ha imparato l’arte sartoriale in Nigeria, per poi seguire un corso nella Capitale e lavorare in un laboratorio sartoriale.

L’obiettivo di questo progetto è capovolgere gli stereotipi e creare all’interno della moda un nuovo filone, che individua le caratteristiche e i punti di forza dello stile migrante, rendendolo un vero e proprio trend in cui possano essere rappresentate e coesistere diverse realtà:

“Nello stesso abito unisco la stoffa africana a quella europea. L’una valorizza l’altra. E poi è la mia firma. Io, nato in Nigeria, ho radici africane, ma mi sento anche italiano e quindi europeo” – Nosakhara Ekhator.

Altaroma 2019: Accademia Moda Maiani

Sempre per la sezione Fashion Hub, nella prima giornata di Altaroma 2019 abbiamo assistito alla sfilata di Accademia Moda Maiani. Se a gennaio gli studenti dell’Accademia ci avevano stupito con il loro “Barocco Tropicale“, questa nuova collettiva non è stata da meno. Infatti, l’Accademia ha dato il via ad Altaroma con una sfilata mattutina intitolata “Legati alla vita”, che ci ha posto davanti ad esempi di abilità sartoriale coniugata a storie personali e messaggi sociali.

Questa collezione dedicata alla vita è stata disegnata da 16 aspiranti stiliste che hanno perso il lavoro e che partecipano gratuitamente al corso di moda dell’Accademia Maiani grazie al bando Mestieri, promosso e finanziato dalla Regione Lazio. In virtù di ciò, queste donne hanno avuto l’opportunità di intraprendere un nuovo percorso e riscrivere l’inizio della loro storia.

Il leitmotiv dei lavori proposti da queste stiliste è stato quello del ‘legame’, rappresentato dall’inserimento di elementi come laccinastri, stringhe e corde all’interno degli abiti. Ognuna di loro ha interpretato il tema in maniera diversa e personale, ma mai banale.

Tiziana Ceraso si è ispirata al ginkgo biloba, pianta unica nel suo genere, considerata un albero fossile vivente. Questa pianta è conosciuta per le sue proprietà di resistenza e adattabilità, che riflettono a pieno anche il carattere resiliente di queste giovani donne, che hanno avuto la forza di rimettersi in discussione e ricominciare.

Anche la studentessa Sara Santelli ha deciso di veicolare un importante messaggio con il suo lavoro, facendo sfilare in passerella un abito premaman. Questa scelta intenzionalmente provocatoria ha voluto normalizzare la maternità e far riflettere sul ruolo della donna, che in quel momento della sua vita è spesso oggetto di emarginazione e penalizzazione sul luogo di lavoro.

Photo Credit immagine di copertina: altaroma.it
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