Leo Studio Design

La sfilata “Comics Inavaders” del brand di Leonardo Macina è stata sicuramente una delle più colorate e coinvolgenti di questa edizione di Altaroma. Un sottofondo musicale ritmico e trascinante è stato la colonna sonora di una collezione altrettanto elettrizzante, fatta di colori sgargianti e numerose stampe diverse.

Le tonalità accese – dal giallo banana al rosa bubblegam – sono state le protagoniste di ogni design, veri e propri ‘invasori’ dello spazio e della passerella. Infatti, il filo conduttore di questa collezione è proprio l’immaginario pop di Andy Warhol e Roy Lichtenstein, che hanno reso i fumetti parte integrante della loro arte.

Come le altre creazioni di Leo Studio Design, anche queste sono state all’insegna dello streetwear “made in Italy“, costituito da bomber, felpe, tute sportive, capi oversize e sneakers. I disegni ‘comics‘ sono stampati su gran parte della maglieria, abbinati a capi dalle fantasie tartan o animalier, rigorosamente in versione fluo e pop. Anche gli accessori possiedono la stessa verve degli abiti, dalle slipper in pelo ‘fluffy’ e lana check, agli stivaletti in pelle lucida con risvolti in pelo.

L’intera collezione ha la proprietà unica di catturare sin da subito lo sguardo del publico e tenerlo incollato durante l’intero show, mentre sulla passerella si succedono colori e trame sempre diverse. Nulla è abbinato, ma l’ensemble funziona proprio in virtù di questa accattivante disomogeneità, che rimane impressa anche dopo che le luci della passerella si sono spente.

Angelia Ami

Dopo essersi laureata in fashion design a Milano, a febbraio 2016 Angelia Ami partecipa alla Milano Moda Donna grazie ad una sfilata dedicata a giovani stilisti e organizzata dall’associazione no profit A coded world. All’epoca, per coprire i costi della sfilata e creare il campionario, Angelia ha anche raccolto fondi sul portale di crowdfunding Kickstarter.

Sono passati due anni e oggi ritroviamo la giovane stilista sulle passerelle del Fashion Hub di Altaroma con il suo brand omonimo e una collezione moderna, creata da una donna per le donne. In “90 Riverside Drive” Angelia Ami si rivolge ad una figura cosmopolita, una viaggiatrice indipendente, ispirata alle figure iconiche della Manhattan degli anni Novanta, come Carolyn Kennedy, Louise Melhaldo e Marella Agnelli.

Protagonisti della sfilata sono i capispalla, declinati in diverse varianti, sia per stoffa che per colore: dalla lana al velluto liscio e a coste, dal camoscio allo spalmato lucido. I capispalla sono poi abbinati a pantaloni classici con pence, felpe oversize, camicie dal taglio maschile o top fascianti, per i quali sono impiegati stampati, jersey in viscosa, fantasie animalier e gingham giapponesi (un tessuto a trama check).

La collezione è armonica ed eterogenea: parte da una base ‘comfy‘, usando volumi generosi nei cappotti, e si sviluppa verso forme femminili e moderne, servendosi di tessuti eleganti e pregiati. In un unico lavoro si fondono mondi diversi, ma che rispecchiano tutti le varie sfaccettature di questa stilista.

Un aneddoto dal backstage: alla domanda su quale fosse secondo lei il capospalla più iconico della collezione, la fashion designer ha risposto che era un trench in camoscio che però non aveva sfilato, ma che aveva indossato lei quella mattina (speriamo di poterlo ammirare in un’altra occasione!).

Classe 1993, tanta grinta e un design impeccabile: Angelia Ami è sicuramente una degli stilisti che ci ricorderemo di questa Altaroma.

MRZ – Simona Marziali

Tra i vincitori di “Who is the next?” ad Altaroma 2018, Simona Marziali è tornata a far sfilare il suo brand MRZ nella sezione Fashion Hub di questa edizione 2019.

Il focus della collezione è la donna glamour e nomade, che proprio in virtù del suo nomadismo si veste a strati, definendo la silhouette femminile con nuove forme, ma senza farle perdere l’eleganza e lo stile che le appartengono per natura.

Sulla passerella hanno sfilato capi classici accostati a item tipici dello sportswear, come bomber e pantaloni da ciclista abbinati a completi sartoriali. Anche l’idea di un semplice cartone da imballaggio, utilizzato nella vita di strada come protezione, è stata sfruttata nella realizzazione di capi di notevole valore sartoriale, riuscendo nell’intento di rendere glamour il nomadismo.

Nella palette dei colori utilizzati dominano grigio, nero, blu, bordeaux e beige, ma c’è spazio anche per tonalità più forti che accendono i look, come l’arancione e il verde chiaro. Alla fine, il ‘mix and match’ di colori, forme e materiali lega tra loro tutti i capi della collezione, dando vita a degli outfit unici nel loro genere.

In questa sfilata la sovrapposizione dei capi e l’accostamento di volumi e tagli diversi sono riusciti a proiettare l’Alta Moda fuori dalla passerella, facendoci immaginare di essere protagonisti di un viaggio on the road, pur rimanendo all’interno delle mura del Pratibus District.

Accademia Moda Maiani

Altaroma 2019

Photo Credit: Accademia Moda Maiani

Sotto la guida di Maria Maiani, che ha da poco celebrato 50 anni di lavoro nel mondo dell’Alta Moda, gli studenti dell’Accademia Moda Maiani hanno fatto sfilare la loro collezione ad Altaroma. I 33 capi del loro “Barocco Tropicale” sono frutto, oltre che di un’elevata capacità sartoriale, di un complesso lavoro di stile e ricerca.

L’intera collezione si basa sulla contrapposizione tra l’opulenza barocca e lo stile esotico, tramite l’accostamento di tessuti lussuosi e stoffe naturali: canapa, sughero, iuta, lino e seta cruda si inseriscono nel design accanto a broccati e rasi.

In alcuni casi il barocco e l’esotico si fondono in un unico elemento, come negli abiti ‘Tropical Gold‘. Le lamine d’acciaio dorate applicate sui vestiti hanno la forma delle foglie della Foresta Amazzonica, per richiamare contestualmente sia le lontane atmosfere della natura tropicale, sia i decori dorati tipici dello stile barocco.

All’interno della collezione figurano anche riferimenti alle problematiche ambientali. Nei mini-dress ‘Foresta Geometrica‘ le linee morbide degli inserti verdi sono interrotte da decise forme geometriche, così come le paradisiache foreste dell’Indonesia sono distrutte dalle multinazionali. Ad accompagnare i look anche delle maschere antigas decorate di pietre, simbolo di protesta contro la deforestazione causata dalle piantagioni di palme da olio.

 

Per questa edizione del Fashion Hub è tutto! Ma sappiate che ci sintonizzeremo nuovamente sulle frequenze di Altaroma a luglio, pronti a riportarvi nell’affascinante e caotico mondo della fashion week romana.

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