Abbandonato il Pratibus District – scenario delle ultime due edizioni – , Altaroma 2020 si è tenuta all’interno dei 72000 mq del Guido Reni District, ex-caserma della Capitale riqualificata dalla società Urban Value Ninetynine.

Altaroma

In questa location post-industriale, dal 23 al 26 gennaio si sono svolte le sfilate della Fashion Week romana. Ben 56 designer hanno avuto l’occasione di presentare le proprie collezioni autunno/inverno 2020-2021, tra ecofashion, audaci sperimentazioni e omaggi alla tradizione artigianale italiana.

1. CATERINA MORO e le atmosfere autunnali

Caterina Moro è una designer romana con una laurea in Musicologia e Beni musicali e un Master in Haute Couture. Le sue creazioni esprimono cura per il dettaglio, per i materiali e la tradizione sartoriale, nonché un’attenzione alla sostenibilità con le sue tinte bio e tessuti ricavati da scarti di materiali.
La morbidezza e il calore in cui ci rifugiamo in inverno e i colori delle foglie autunnali sono il fulcro della sua ultima collezione Wood A/I 20-21.

Durante Altaroma 2020 ci siamo innamorati di ogni look della collezione e delle nuance calde e delicate, come bianco, beige, celeste e senape. Infatti, la Moro ci dimostra di sapere ideare sia capi eleganti, che casual, al tempo stesso sofisticati e comodi.
Metteremmo subito nel nostro armadio la gonna plissettata abbinata ad un morbido maglioncino, il long dress arricchito da ricami e frange lignee e il completo giacca-pantalone con maxi fascia in vita. 

2. GIADA CURTI e il sapore d’Oriente ad Altaroma

Allontanandosi dal romanticismo lezioso dell’anno scorso, Giada Curti ha deciso di portare sulle passerelle di Altaroma di quest’anno una ventata d’aria orientale.
Infatti, la femminilità delle donne immaginate dalla stilista richiama lo stile delle geishe e l’atmosfera giapponese. In particolare, l’ispirazione proviene dal film del 1992 L’amante, in cui una ragazza europea intraprende una relazione clandestina con un uomo d’affari giapponese.

Ad esempio, nei suoi abiti di raso e seta rivive uno stile elegante e moderno, in cui si integrano perfettamente stampe floreali e cinture orientali.
La collezione di Curti è stata sicuramente una delle protagoniste indiscutibili di questa edizione. I suoi abiti – pronti per essere indossati sul red-carpet dalle più famose celebrità – esprimono lusso, raffinatezza, modernità. Cos’altro si può desiderare?

3. ROI DU LAC e la magia delle fiabe 

Chi ha deciso che i look colorati non si addicono ai mesi freddi? Marco Kinloch e Antea Brugnoni – fondatori del brand Roi du Lac – certamente non lo pensano.
Dopo averci conquistati nell’edizione estiva di Altaroma 2019 con una collezione sgargiante dal taglio contemporaneo, la nuova collezione Russian Fairy Tailes non delude il nostro senso fashion.

Anche se in tonalità più scure, i colori la fanno di nuovo da padrone. Infatti, carta da zucchero, navy, rosso, verde, marrone terra si mescolano tra loro nelle splendide stampe disegnate a mano da Kinloch. Uccelli di fuoco, cavalli, cavalieri magici ed elementi naturali accendono outfit dal taglio classico e sartoriale.
Da comprare subito l’accessorio must della collezione: le belt-bags ton-sur-ton!

4. SABRINA PERSECHINO e l’architettura romana ad Altaroma

Sei mesi fa Sabrina Persechino ci portava nel 1920 omaggiando la scuola del Bauhaus. Al contrario, nella prima edizione di Altaroma 2020 facciamo un tuffo nel passato fino all’epoca degli antichi romani.
Tellenae è il nome della nuova collezione prêt-à-couture primavera/estate 2020, che si riferisce ad una misteriosa città romana il cui sito non è ancora stato identificato. A dire il vero, è proprio il background da architetto della stilista ad averle permesso di ispirarsi alla distribuzione geometrica degli spazi delle città romane, spesso a forma di quadrato o rettangolo suddiviso.

Rigore e forme geometriche danno un’impronta inconfondibile ai suoi abiti, mentre per le lavorazioni in ferro, acciaio e rame le sarte sono state affiancate da fabbri e carpentieri dei cantieri di Sabrina Persechino Architetto. Alla fine, il risultato è la creazione di un’elegante donna guerriera in cui coesistono le due anime – di designer e architetto – della Persechino.

5. MORFOSIS e le sue ‘imperfezioni’

Similmente al passato, Alessandra Cappiello ha portato la creatività e l’audacia del suo brand Morfosis ad Altaroma. La collezione Going on… (Imperfection 5) rappresenta ancora una volta la sintesi perfetta tra i suoi studi classici e l’arte pittorica. Nel complesso, la nuova linea di abiti è un’armonia di stili differenti legati dal filo conduttore della vestibilità.

In particolare, alla sfilata di questa edizione abbiamo potuto osservare un mix and match di capi, declinati in colori decisi come blu, nero e ruggine (con qualche tocco di rosa e fucsia). Inserti in lurex illuminano abiti e bluse, mentre pesanti giacche sono abbinate a pantaloni e leggere gonne con fantasia a contrasto.
Per quanto riguarda i capi più belli ed interessanti visti, vi sono certamente i look total pelle e gli eleganti abiti-cappa.

Voi siete d’accordo con la nostra top five? Qual è la stata la vostra sfilata preferita?

Photo credit immagine di copertina e all’interno dell’articolo: Press Area Altaroma.it
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