di Chiara D’Andrea

 

Barbara Bologna: i punti chiave della collezione F/W 20/21 

Ciao, sono Barbara Bologna e voglio cambiare il mondo. Ancora meglio, voglio potermi mutare geneticamente, quando voglio e dove voglio. Mangiare caramelle tutto il giorno, guardandovi. E potermi scordare dei dolori, soprattutto quelli che fanno più male”. Con queste parole Barbara Bologna ha voluto introdurre agli invitati la sua seconda sfilata alla Milano Fashion Week. Infatti, il debutto della stilista alla settimana della moda rimase allo scorso ottobre, con la sua collezione ‘extra-ordinaria’.

Il desiderio di cambiamento e autodeterminazione hanno accompagnato una passerella fuori dagli schemi, che ha saputo coinvolgere gli spettatori. Questi ultimi, invitati ad indossare delle tutine bianche, hanno potuto osservare da vicino una ricca e variegata “tribù” – titolo alla collezione F/W 20/21 – di modelli/performer.

Barbara Bologna ha scelto di puntare sull’accostamento di materiali differenti, sul colore e sulla varietà delle forme. A colpire il pubblico sono stati soprattutto alcuni dettagli che rimandano al mondo animale, come i copricapi con orecchie da coniglio. Una collezione composta da abiti destrutturati e realizzati per vestire corpi maschili e femminili, in cui si mescolano raffinatezza e stravaganza. L’universo della stilita è fatto di sete stampate, cotoni rilavati, tulle plissettato, morbide lane, denim dilavati e flanelle.

Moda, musica e performing art alla MFW

Lo show di Barbara Bologna – fondato sull’intreccio non solo di stili e materiali, ma anche di mondi creativi – ha mostrato quanto possa essere virtuosa la convivenza tra moda e performing art. Non è stata solo la passerella ha sapere sorprendere lo spettatore. Durante l’evento, la designer ha chiesto all’artista e tatuatrice Dalila Iardella di realizzare in diretta un tattoo sulla sua pelle!

Barbara Bologna

Credit: Daniele Golia DSC via Press Office

La sfilata ha raccontato otto storie diverse, scandite da ritmi latino-americani, punk, elettro pop, rap e dance anni Novanta, come “Suavemente” di Elvis Crespo, “Mono” di Courtney Love, “Lollipop” delle Chordettes, “Cant help falling in love” di Elvis e “90MIN” di Salmo. Ad accompagnare i modelli che hanno attraversato il Teatro Arsenale di Milano, ci sono state anche delle video proiezioni 3D.
Le molteplici sonorità, atmosfere e identità messe in scena hanno permesso al pubblico di entrare in contatto e di sentirsi parte della ‘tribù’ creata della stilista.

Dunque, la collezione e la sfilata sono state una celebrazione della diversità e del dialogo tra gli opposti. Inoltre, nel suo atto conclusivo, si è trasformata in una grande festa. Infatti, il momento finale dell’evento è stato un’esplosione di gioia e libertà: i modelli, rivolti verso il pubblico e armati di colorate pistole ad acqua, hanno iniziato a schizzare i presenti e a ballare sulle note della hit dance “Freed from desire”.

Credit: Daniele Golia DSC via Press Office

Crediti immagine di copertina:
© riproduzione riservata