Il Festival di Venezia è uno dei primi eventi artistici ad avere luogo dopo il lockdown e le restrizioni degli ultimi mesi. La 77esima edizione della Biennale è senza dubbio una delle più particolari mai avvenute, tra distanziamenti e mascherine che si tolgono giusto per il tempo di una foto. Ma nonostante questo, il Festival di Venezia resta un evento mondano e glamour, fatto di arrivi in barca al Lido e outfit eleganti.

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Cate Blanchett al Festival di Venezia 2020 – Credit: LaBiennalediVenezia Facebook

Un red carpet diverso

Immancabile come sempre il red carpet di fronte a decine di fotografi, con star e influencers che fanno a gara a chi ha il vestito più bello. Arrivati a metà del Festival, che si concluderà il 12 settembre, alcune pagelle degli abiti sono già pronte.

Tra tutte, ha spiccato Cate Blanchett in un luminoso abito Esteban Cortazar, “riciclato” dalla prémiere londinese di Carol di ben cinque anni fa.
Un’altra regina del tappeto rosso è stata Tilda Swinton, poi premiata con il Leone d’Oro alla Carriera. Ma prima di abbinare il suo Chanel bianco e nero alla celebre statuina dorata, aveva abbinato i suoi outfit ad un altro accessorio dorato. Si tratta di due tipiche maschere da ballo Veneziane, dal design “a farfalla”.

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Tilda Swinton al Festival di Venezia 2020 – Credit: LaBiennalediVenezia Facebook

Infatti, abiti a sirena, nuvole di tulle o spacchi vertiginosi sono all’ordine del giorno al Festival di Venezia. Tuttavia, i look più belli sono indubbiamente quelli che riportano dettagli legati alla bellissima “città sull’acqua”. In questo senso, la Swinton non è stata l’unica a porre i suoi omaggi a Venezia; c’è qualcun’altra che l’ha fatto in grande stile.

L’abito-scultura che rappresenta la bellezza di Venezia

Antonia Sautter è una stilista nata a Venezia da madre italiana e padre tedesco. La designer è da sempre legata alla sua città natale, tanto da organizzare dal 1994 il celebre Ballo del Doge, a cui gli invitati possono accedere solo indossando un costume d’epoca scelto nel suo atelier.

Anche per quest’ultima edizione del Festival di Venezia Sautter ha espresso il suo amore per la città con un abito-scultura che la rappresenta. Ad indossare questa creazione è stata l’attrice Beatrice Schiaffino, protagonista insieme a Favino del cortometraggio di Federico Brugia per l’azienda di imbarcazioni di lusso Riva.

Antonia Sautter e Beatrice Schiaffino – Credit: Antonia Sautter Creations & Events Facebook

Il vestito realizzato da Sautter è una allegoria che rappresenta tutto ciò che rende speciale Venezia. Questo capolavoro scultoreo ha conquistato le lenti dei fotografi per la sua meravigliosa appariscenza e per il suo significato. Infatti, anche se realizzato per la Biennale d’Arte nel 2017, questa creazione è il modo perfetto per festeggiare e omaggiare la città, che il prossimo 25 marzo compie 1600 anni.

I colori dell’abito virano sulle diverse sfumature della laguna, dall’azzurro al verde acqua, con alcuni riflessi iridescenti, come quelli che si vedono tremolare sui canali all’alba.
Sul davanti spiccano alcuni “vortici” di organza di seta, mentre il lungo strascico rappresenta il meraviglioso Canal Grande.
Ogni colore e ogni piega dell’abito sono stati studiati per creare una realistica personificazione di Venezia. Infatti, anche gli accessori completano questa illusione visiva, dal voluminoso copricapo da dea del mare, alla mascherina bianca “a retina” sul volto.

In questo modo, durante un evento che celebra la cinematografia, anche la moda fa la sua parte, per una volta non in maniera superficiale e vanesia, ma come ancella dell’arte in tutte le sue forme.

 

Credit immagine di copertina: Beatrice Schiaffino Facebook
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