Helmut Newton, il cui nome è sinonimo di rivoluzione per la fotografia del XX secolo, rientra tra il genere di artisti che hanno a lungo fatto parlare di sé prima di conquistare i meritati riconoscimenti.

Fonte: Travel on Art

Tedesco di origine ebrea, nasce a Berlino nel 1920 e giovanissimo è costretto ad emigrare per via delle persecuzioni razziali dell’epoca. A soli 12 anni acquista, con pochi risparmi, la prima macchina fotografica e sul finire degli anni ’30 inizia il suo girovagare per il mondo tra Australia, Francia e Stati Uniti.

Non c’è dubbio che i difficili trascorsi di vita, insieme alla personalità estrosa e fuori dalle righe abbiano profondamente segnato il profilo artistico di Newton, facendo emergere un nuovo modo di concepire la fotografia fatto di provocazione, nudo e trasgressione.

A seguito della sua scomparsa, nel 2004, è nata la Fondazione Helmut Newton presieduta dalla moglie June Newton, con lo scopo di diffondere i temi distintivi di un immaginario artistico inizialmente incompreso e criticato. Nel 2011 è stata ideata la più grande mostra dedicata al fotografo, oggi allestita al Palazzo delle Arti di Napoli.

“Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes” raccoglie le immagini che hanno contribuito all’esplosione di fama dell’artista tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, periodo in cui pubblica i primi tre libri che lo renderanno celebre. La mostra è articolata in tre sezioni, ciascuna dedicata a un libro diverso.

White Woman è il primo libro monografico, dal quale emergono fin da subito gli elementi caratterizzanti la sua fotografia. Voyeurismo, omosessualità e nudità entrano per la prima volta nel mondo della moda, ispirandosi alle opere d’arte, cavalcando l’onda della donna moderna e del suo nuovo ruolo nella società occidentale.

Anche in Sleepless Nights le protagoniste continuano ad essere donne, quasi sempre seminude e avvolte da inquietudine. Immagini forti a stampo erotico ritraggono figure femminili talvolta legate da funi e catene, in atteggiamenti sensuali e provocanti.

Tale denuncia alla libertà sessuale attirò l’attenzione di grandi stilisti e magazine, primo tra tutti Vogue, con il quale Newton lavorò per diverso tempo.

Con Big Nudes l’artista raggiunge l’apice della sua carriera. Inaugurando una nuova dimensione-misura, quella delle gigantografie: stavolta sceglie di immortalare nudi integrali  a figura intera come espressione di bellezza e armonia del corpo femminile. In questa fase la sua poetica trova espressione e compimento.

La raccolta fotografica sarà esposta al PAN fino al 18 giugno. Non perdete l’occasione di immedesimarvi e comprendere fino in fondo il lavoro di un genio creativo in grado di trasmettere allo spettatore l’esistenza di una realtà ulteriore, celata dietro le immagini, che sta a noi interpretare.

 

25 febbraio – 18 giugno 2017 

PAN Palazzo Arti Napoli, Palazzo Roccella via dei Mille 60 – Napoli 

Tutti i giorni, escluso il martedì, 9,30 -19,30. 

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