La Milano Fashion Week 2018 resterà negli annali della storia della moda. Le scelte stilistiche che hanno contraddistinto e reso indimenticabile questa edizione sono state apprezzate e al tempo stesso criticate dagli attori e i cultori del fashion system, tanto da causare una spaccatura fisiologica tra due macro-correnti di pensiero: i conservatori dell’eleganza senza tempo ed i visionari progressisti.

Tra scandali, polemiche e mormorii sono parecchie le sfilate che, nel bene e nel male, hanno fatto parlare di sè. Ma vediamo nel dettaglio le passerelle più esilaranti della settimana della moda milanese cercando di andare a scovare il messaggio che si cela dietro ogni ispirazione creativa, dalla più classica alla più stravagante.

  • GUCCI

Gucci – Photo Credit: dilei.it

L’ultima trovata di Alessandro Michele scuote gli animi più sensibili e borghesi degli amanti del lusso tradizionale. Da quando, nel 2015, A. Michele è passato al timone della direzione creativa della maison, l’accostamento Gucci-tradizionalismo è diventato quasi un ossimoro. L’ennesima conferma l’abbiamo avuta nell’ultima presentazione della collezione autunno inverno 18/19, in cui i modelli sfilano con in mano la loro testa mozzata in una sala operatoria. Un elogio al mondo cyborg, che Alessandro Michele riesce a ricostruire rivolgendosi ad un team di professionisti di effetti speciali. Emerge poi il parallelismo tra il lavoro di un designer e quello di un chirurgo “per riflettere sul mestiere dello stilista che taglia, cuce e ricostruisce materiali e tessuti per creare una nuova personalità e identità”.

  • GIORGIO ARMANI

Giorgio Armani – Photo Credit: iodonna.it

Non tutti hanno apprezzato il carattere visionario e ibridato della collezione Gucci, frutto della sconfinata estrosità del direttore creativo. Il primo ad esporsi ed opporsi è stato Giorgio Armani, fautore di un’eleganza pulita ed incontaminata. “Uno può fare ciò che vuole ma, fatemelo dire, se metto in pedana una testa, sotto un braccio, mozzata, siamo al limite e io non sto a questo gioco, mi tolgo da questo gioco. Non vorrei neanche che i miei guardassero ciò che hanno fatto gli altri. Se quello che fanno gli altri è questo, meglio che stiamo a casa nostra”– ha dichiarato Re Giorgio, la cui collezione ben si discosta da estrosità e stravaganza. Attingendo dalle culture più disparate, Armani si ispira ad abiti tradizionali e modi di vestire di diversi Paesi regalandoci un vero e proprio giro del mondo.

  • MOSCHINO

Moschino – Photo Credit: i-d.vice.com

Dal fascino retrò degli anni 60, proviene l’ispirazione di Jeremy Scott per Moschino. In particolare, le due memorabili icone di eleganza e femminilità che J. Scott intende omaggiare sono Jackie Kennedy e Marilyn Monroe. La bellezza senza tempo viene riproposta in chiave ironica, in riposta alle ultime dichiarazioni di Donald Trump sulle forme di vita aliena. Così oltre portare in passerella tailleur, tubini e berretti dai colori vivi, attraverso la tecnica del body painting, Jeremy Scott trasforma le modelle in extra-terrestri senza rinunciare alle acconciature e allo charme degli anni 60. Le protagoniste dello show sono i tre diamanti di Jeremy: le sorelle Hadid e Kaia Gerber.

  • PRADA

Prada – Photo Credit: Ansa

Nel mondo della moda è possibile passare dalla grazia antiquata degli anni ’60 all’estetica pop degli anni ’90, nell’arco di un solo giorno. Per la collezione autunno inverno 2018-2019 Miuccia Prada sceglie colori fluo e materiali tecnici a richiamo dei nostalgici Nineties, rivisitati con elementi futuristici. Outfit sportivi e occhiali biker, nelle creazioni Prada regna il nylon e le stampe richiamanti i videogiochi. Un ulteriore valore aggiunto è dato dalla location in cui si svolge la sfilata: la torre di Rem Koolhaas, il nuovo spazio all’ultimo piano della Fondazione Prada.

  • FENDI

Fendi – Vogue.it

Per l’ultima collezione donna ready to wear, Fendi incontra Fila. Un connubio inaspettato tra la maison di lusso ed artigianalità per eccellenza ed uno dei colossi dello sportwear. Così il noto monogram Fendi, prende nuova vita e si riveste di contemporaneità grazie all’interpretazione di Karl Lagerfeld. In passerella sfilano poi, per la prima volta, borse Double F con catena e Pekabook X-Lite. Attingendo dalla collezione uomo, Lagerfeld e Silvia Venturini Fendi creano una collezione femminile forte e rigorosa. Cappotti in fantasia Principe di Galles, felpe over e stivali texani sono già tra i must have della prossima stagione.

Sulle passerelle della Milano Fashion Week oltre a extra-terrestri, cyborg e cuccioli di draghi, abbiamo poi visto sfilare insieme alle modelle dolcissimi bull dog francesi, chihuahua e Cavalier King nello show di Tod’s. Dolce & Gabbana, poi, si servono di droni per far sfilare le ultime borse della maison.

Chiude questa edizione della MFW lo show di Tommy Hilfiger, con un allestimento da Formula 1. La passerella sembra non avere fine e ricorda un vero e proprio circuito. Maxi-schermi, pit stop e macchine da corsa riempiono la scenografia. Outfit sportivi, ispirati ai campioni di Formula 1 e alle ragazze immagine che scendono in pista nel pre-gara.

Con l’ultima teatrale trovata, Hilfiger vince il suo Gran Premio!

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