Una London Fashion Week movimentata

Questa London Fashion Week è stata sicuramente una delle più interessanti che si siano svolte negli ultimi anni. Tra la solita frenesia della vita della capitale, all’ombra dei grattacieli che si stagliano contro il suo cielo plumbeo, la settimana della moda londinese ha preso numerose svolte inaspettate.

Infatti, a partire da questa edizione, la London Fashion Week ha inaugurato un nuovo tipo di format. Si avvicina la data della Brexit e il British Fashion Council teme perdite fino a 900 milioni di sterline in caso di no-deal. Sarà per questo che, mentre l’Inghilterra si prepara a chiudere le sue porte, la moda inglese cerca invece di avvicinare i suoi consumatori: pagando cifre che vanno da 50 a 250 sterline, il pubblico ‘nip’ ha avuto l’opportunità di assistere ad alcune sfilate, come quella di Alexa Chung, sedendosi addirittura in front row.

Per chi finalmente è riuscito ad entrare nello scintillante e travolgente mondo delle fashion week, c’è anche chi ha voluto contestarlo. Gli attivisti del movimento Extinction Rebellion hanno organizzato delle manifestazioni (chiamate London Fashion Week: Rest in Peace) fuori dalle principali sfilate, per protestare contro il grande impatto ambientale del settore tessile e contro l’uso della pelle nella moda.

Tra proteste ed esperimenti commerciali, c’era il rischio che la moda – vera protagonista di questo evento – passasse in secondo piano; invece, la fashion week londinese ha mostrato una grinta quasi inedita, grazie al lavoro di nomi noti e nuovi nel panorama della moda inglese.

Victoria Beckham

Victoria Beckham è riuscita a crearsi una forte identità come stilista e chi oggi la guarda non pensa ad un’ex Spice Girls o alla moglie di David Beckham, ma ad una designer dal gusto sofisticato e contemporaneo che sa vestire le donne.

Il suo stile è glamour, ma privo di inutili orpelli, optando per un minimalismo elegante e dal taglio sartoriale. Una aggiunta dell’ultima collezione è la vibrazione anni Settanta che si respira in alcuni dettagli, come i fiocchi delle camicie (una tendenza che abbiamo visto anche alla NYFW), la fluidità degli abiti, le stampe floreali.

La collezione SS20 non perde il taglio grintoso e moderno tipico di Victoria Beckham, che porta in passerella anche eleganti overcoats, completi dal taglio maschile e strati sovrapposti di capi con tinte e stoffe a contrasto. In questa occasione, la stilista ha presentato inoltre la sua nuova linea beauty e il suo nuovo sito di moda, beauty e lifestyle, che già minaccia di far concorrenza a quello di Gwyneth Paltrow.

Burberry

La sfilata della storica casa di moda inglese è stata uno dei momenti di punta della fashion week con una collezione uomo/donna estremamente sofisticata, ma dal mood rilassato, i cui look spiccano nonostante il principale utilizzo di toni tenui, come beige, crema, tortora e bianco.

Riccardo Tisci, attuale direttore del brand, continua a dare la sua impronta alle collezioni, tracciando una rotta che punta su un equilibrio tra tradizione e avanguardia sartoriale, come avevamo già visto ad inizio anno nella campagna moda per il Capodanno cinese. All’interno del Troubadour Theatre a West London, lo stilista ha portato in passerella capi chic e dal taglio interessante, come le camicie con maniche a pieghe e gli scampoli di foulard, incorporati e inseriti nei classici trench e vicino ai colletti delle camicie.

La collezione SS20 mescola streetwear e couture, giocando da una parte con felpe, tie-dye e parka tecnici, dall’altra con pizzo, frange ed eleganti completi sia maschili sia femminili. Tutto questo è frutto di una accurata ricerca condotta da Tisci, che ha scavato negli archivi storici del brand per ispirarsi al suo fondatore Thomas Burberry e all’epoca vittoriana.

ERDEM

Erdem Moralioglu ha portato nella fredda Londra le calde atmosfere del Messico, riconoscibili nell’uso di colori brillanti, voluminose balze e voulant. L’ispirazione di questa collezione proviene dalla figura della fotografa italiana Tina Modotti, amica di personalità artistiche come Pablo Neruda e Frida Kahlo e deceduta nel 1942 durante un viaggio a Città del Messico.

“La modernità di Tina Modotti l’ha resa la musa ideale per la collezione SS20 […] Aveva una voce potente e l’ha utilizzata. Non riesco a pensare a nulla di più attuale.” – E. M.

Nel cuore di Bloomsbury, tra i verdi prati dei Gray’s Inn gardens, il giovane designer turco-canadese ha fatto sfilare morbidi long-dress contraddistinti da romantici ricami e stampe, in particolar modo quelle floreali, un trend che ultimamente sembra contaminare lo stile di molte collezioni. Tra i look più interessanti spiccano certamente i poncho frangiati, un interessante capo dal sapore etnico, e gli inserti in tessuto di foulard, visti anche negli outfit di Burberry e che regalano un’impronta innovativa al design.

Alexa Chung

Da modella e conduttrice televisiva, a stilista: anche Alexa Chung ha reinventato se stessa diventando una delle designer di spicco della London Fashion Week con il suo omonimo brand fondato nel 2016.

I suoi abiti uniscono lo chic parigino all’avanguardia newyorkese e nell’ultima collezione questo connubio è evidente nell’unione di pullover patchwork a gonne di pelle, di delicate stampe floreali a soprabiti accessi o oversize; i jeans vengono accostati a top arricchiti da voluminose rouches e le maglie in velluto a gonne a pois con cinture di pelle.

La collezione SS20 di Alex Chung è un inno ai contrasti della figura femminile, che non deve scegliere tra il suo lato vezzoso e quello più edgy, perché è nel bilanciamento di entrambi che ella riscoprire la sua femminilità.

Gli stilisti della London Fashion Week si sono impegnati nella realizzazione di collezioni audaci, che hanno ridato ossigeno ad un evento che stava perdendo la sua lucentezza e vivacità. Ora aspettiamo con ansia di essere altrettanto sbalorditi dalle imminenti passerelle della Milano Fashion Week. Stay tuned.

Photo Credit immagine di copertina: Facebook @londonfashionweek
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