1. Il Tiffany Blue Box Café

Tiffany Café

Tiffany Blue Box Café a Londra – Foto: Harrods

La London Fashion Week è iniziata sulle dolci note del Tiffany Blue Box Café. In uno spazio allestito all’interno del famoso Harrods, è stato ricreato un piccolo gioiello di ristorazione brandizzato Tiffany & Co., realizzato sui toni in contrasto del bianco e dell’azzurro, iconico colore del marchio.
Le settimane della moda danno sempre più spazio al “fashion gourmet“. Infatti, già quest’estate abbiamo avuto un assaggio di ciò con il pop-up store di Fendi X Steccolecco nella Stazione Centrale di Milano e ancora prima con il Fendi Caffè, sempre dentro Harrods.
Dopo eleganti pasticcini e gelati fashion, per le prossime fashion week ci pare legittimo pretendere colorati bastoncini di zucchero filato griffati!

2. Una settimana ‘ribelle’

Photo Credit: @extinctionrebellion Instagram

Non è stata una settimana solo dolce, quella della London Fashion Week. Infatti, ci ha pensato Extinction Rebellion ad aggiungere un tocco amaro all’esuberanza e frenesia di questo evento. XR – questo l’acronimo – è un movimento socio-politico non violento che contesta al mondo della moda uno scarso attivismo ambientale.
Il gruppo ha protestato bloccando il traffico a Strand e Gatwick, oltre a creare scompiglio all’aeroporto.
Si tratta del loro secondo ‘boicottaggio’ della settimana della moda, dopo quello dello scorso anno. E se la fashion week londinese di settembre non verrà cancellata – come chiedono i membri di XR – prepariamoci ad assistere ad altri originali ‘atti ribelli’.

3. Una Londra sempre più sostenibile

Credit: @naomi e @tommyhilfiger Instagram

Nonostante le proteste di Extinction Rebellion, l’attenzione all’ambiente è sempre più presente nelle creazioni degli stilisti. Le collezioni della London Fashion Week non sono state da meno, soprattutto grazie a Vivienne Westwood, la regina della moda punk, che crea con materiali a supporto della produzione locale e ad impatto ambientale minimo. Anche Mulberry ha dato l’esempio, invitando gli ospiti a “riciclare” le loro vecchie borse durante un evento di sostenibilità.
Non possiamo non citare Tommy Hilfiger, che ha preferito Londra alla settimana della moda newyorkese. TommyxLewis, collezione in collaborazione con il pilota di Formula 1 Lewis Hamilton, si concentra sulla sostenibilità. I suoi look sportivi, comfy e dagli abbaglianti colori sono sostenibili e alla moda, dal taglio giovanile, ma adatti a qualsiasi età, come ci dimostra la bellissima Naomi Campbell in passerella.

4. Coronavirus: da epidemia ad ispirazione fashion

Credit: @theblondsny Instagram

Le conseguenze dell’allarme Coronavirus non hanno risparmiato neanche la settimana della moda. La grande maggioranza della stampa cinese, nonché stilisti, fotografi, modelle, rivenditori e influencer, non sono stati in grado di partecipare, a causa delle restrizioni di viaggio imposte per l’epidemia.
Questa situazione ha senza dubbio danneggiato economicamente l’industria della moda. La Cina è il maggiore consumatore mondiale di articoli di moda di lusso e le fashion week sono un evento importante di business sia per stilisti, che per buyer.
Tuttavia, c’è chi ha saputo sfruttare “l’effetto Coronavirus” per le sue collezioni. Alcune modelle hanno sfilato indossando mascherine per il viso, ovviamente rivisitate in chiave fashion e perfettamente abbinate ai loro outfit! Billie Eilish ha fatto da apripista ed ora le mascherine sono l’accessorio must-have per eccellenza.

5. London Fashion Week: tra sacro e profano

Le face masks non sono state l’unico accessorio unconventional di questa London Fashion Week. Gareth Wrighton ha sfidato la passerella inglese con una coroncina di patatine Cheetos. Avete capito bene: durante il suo show, una modella ha sfilato con in testa una corona di patatine, che ricordava quella di spine di Gesù. Provocazione? Semplice goliardia? Quel che è certo è che ormai il binomio moda-buon gusto è sempre più in discussione.
Simone Rocha, designer irlandese, ha invece elaborato una collezione in cui compaiono abiti ispirati al bianco battesimale. I vestiti, di cotone bianco e arricchiti da fiocchi e pizzi, sono completati da inserti e accessori luminosi e da perle. Le perle hanno rifinito anche i look di Moschino alla MFW, confermandosi ancora per un anno dettaglio irrinunciabile nei nostri outfit.

6. Le sfilate più ‘wow’ della London Fashion Week

Sicuramente il fashion show di Burberry ci ha regalato un momento di alta moda. La nostalgia è stata il leitmotiv della collezione di Riccardo Tisci, che ha scavato nei ricordi del suo periodo londinese per regalarci un mix e match di tessuti, usando sia colori classici e tenui, che il celebre motivo a quadri del brand, anche reinventato in versione colorata.
Re della passerella è stato il trench in pelle, un capo che non è mancato neanche nella collezione Erdem. Se nella scorsa LFW il brand ci aveva portato nelle calde atmosfere messicane, questa stagione ci ha fatto viaggiare nei ruggenti anni Venti.
Il giovane ed eccentrico Richard Quinn, invece, ci ha trasportato in una versione ‘fetish‘ e volutamente kitsch dell’epoca vittoriana, tra maschere in latex e borchie, corsetti, guanti e scarpe in latex, gonne floreali e ampi volumi.
Ancorata al presente, ma con uno sguardo verso la couture del futuro, Victoria Beckham si è confermata una grande stilista. Sotto gli occhi della famiglia Beckham al completo e di Anna Wintour – seduti in prima fila – ha sfilato una collezione come sempre elegante e minimalista, ma dagli abbinamenti altamente fashion.

 

 

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