La stagione delle sfilate si è appena conclusa con la Paris Fashion Week. La capitale francese ha fatto da sfondo ad alcune delle Maison più prestigiose, che hanno mostrato capi di alto design. Questa settimana non è stata solo all’insegna dell’haute couture. Ogni stilista ha scelto un leitmotiv nella propria collezione che rispecchiasse il proprio punto di vista sulla donna.

Martedì 28 febbraio hanno sfilato molti esponenti della moda francese: Lucien Pellat Finet, Jacquemus, Paskal, Paule Ka, Liselore Frowijn, Jour/Ne, Aalto, Olivier Theyskens, Koché, Y/Project.

Saint Laurent ha chiuso la prima giornata, con le creazioni di Anthony Vaccarello, che ha deciso di svolgere l’evento nel futuro quartiere generale del brand, ancora in costruzione, a Rue de Bellechasse. Lo stilista italo-belga, alla sua seconda stagione per YSL, ha scelto pelle e strass per realizzare dei look giovanili ed edgy. “Io associo YSL ai party“, ha affermato Vaccarello, descrivendo ciò che l’ha guidato verso questa collezione.

I pezzi più ammirati, tuttavia, sono state le calzature, in particolare i maxi stivali interamente ricoperti di piccoli specchi. Una vera disco-ball da mettere ai piedi, dalle vibrazioni anni Ottanta. Hanno fatto ugualmente parlare le scarpe alte senza tacco, che sembrano sfidare le leggi della fisica.

Saint Laurent stivali

Saint Laurent – Fonte: www.vogue.it

Saint Laurent - scarpe senza tacco

Saint Laurent – Fonte: www.vogue.it

Mercoledì 1 marzo è stata la volta di Couraggès, Maison Mariangela, Lanvin, Lemaire, Rochas, Nehera, Anne Sofie Madsen, Dries Van Noten, Guy Laroche, Wanda Nylon e Kenzo.

Quest’ultimo brand ha guardato al passato, lasciandosi ispirare dalla visione del suo fondatore, Kenzo Takada, per la collezione Memento N°1. L’omaggio si è reso subito evidente con le stampe floreali dai colori caldi, usate da Takada nelle sue prime collezioni. Inoltre, Humberto Leon e Carol Lim hanno costruito uno spazio che celebrasse le radici di Kenzo, in perfetta sintonia con i capi in passerella. L’ambiente è stato decorato con le locandine delle campagne del 1983, con una giovane e ancora in erba Iman a fare da modella.

Per qualcuno che onora il passato, qualcun altro focalizza lo sguardo sul presente. La stoffa dei capi di Lanvin è stata lavorata per darle delle forme che rappresentassero la figura femminile e le sue sfumature caratteriali. La donna è un concentrato di dolcezza, ma anche di forza e quindi abiti scivolati dalle linee morbide sono alternati a completi dalle forme più rigide.

Lanvin – Fonte: www.vogue.com

Kenzo – Fonte: www.vogue.com

In terza giornata, giovedì 2 marzo, hanno sfilato Chloé, Atlein, Manish Arora, Ann Demeulemeester, Paco Rabanne, Balmain, Alexis Mabille, Rick Owens, Off-White, Barbara Bui, Pascal Millet e Isabel Marant.

La donna decisa e aggressiva è la donna di Balmain, incarnata da Gigi Hadid e Kendall Jenner, che hanno rispettivamente aperto e chiuso la sfilata. La collezione è un tripudio di pelle, frange e colori della terra, come marrone, giallo e rosso. Ha suscitato particolare clamore l’ultima mise con cui Kendall è uscita in passerella: un outfit interamente fatto di pelle coccodrillo.

La borsa di Chloé, invece, è stata uno degli accessori più apprezzati della PFW. La nuova bag è una evoluzione della Nile Bag della scorsa stagione. Questa nuova versione si presenta con manici arrotondati in metallo e una caratteristica impugnatura che la contraddistingue dalle altre semplici borse.

Balmain – Fonte: www.vogue.com

Chloé – Fonte: observer.com

Venerdì 3 marzo hanno mostrato le nuove collezioni Uma Wang, Christian Dior, Andrew Gn, Lutz Huelle, Undercover, Issey Miyake, Loewe, Vanessa Seward, Each X Other e Yohji Yamamoto.

Il fashion designer giapponese, che vive tra Parigi e Tokyo, ha creato una collezione total black. La stoffa è stata piegata, arricciata, drappeggiata, per creare abiti asimmetrici dal forte impatto visivo.

Sulla scia del monocolore, la Maison Dior è entrata nel suo ‘periodo blu‘.  Maria Grazia Chiuri ha dichiarato di aver pensato ai ‘millennials‘, puntando quindi  su un pubblico giovane, come si evidenzia dal tono più casual della collezione. Il prossimo trend? Il basco in pelle, subito indossato da Rihanna.

Yohji Yamamoto – Fonte: www.vogue.com

Dior – Fonte: www.vogue.com

Dopo quattro giorni di sfilate, sabato 4 marzo hanno incantato con le loro proposte Elie Saab, Nina ricci, Vivienne Westwood, Junya Watanabe, Haider Ackermann, Véronique Leroy, Mugler, Acne Studios, Comme Des Garçons, Rahul Mishra e Sonia Rykiel.

Lo stile di Elie Saab si è come sempre contraddistinto per eleganza e romanticismo. Quest’anno lo stilista ha aggiunto un tocco dark al suo solito tema, ispirandosi alla storia del fantasma di Giselle, una ballerina di danza classica. Ecco nascere così abiti fluttanti, dalle nuance del viola e del rosa.

Dall’intangibilità dei fantasmi, all’energia delle cowgirls. Guillaume Henry, direttore creativo per Nina Ricci, ha affermato di aver pensato ad una donna con un look contemporaneamente femminile e spavaldo. Da questa idea hanno preso forma eleganti abiti dai colori autunnali -beiges, marrone terra e ruggine- in cashmere e seta.

Elie Saab – Fonte: www.vogue.com

Nina Ricci – Fonte: www.vogue.com

Domenica 5 marzo la passerella è stata calpestata dalle creazioni di Balenciaga, Céline, John Galliano, Givenchy, Maison Rabih Kayrouz, Valentino, Akris, Masha Ma, John Galliano, Hood by Air.

L’innovazione di Céline non riguarda solo i vestiti, ma anche il modo in cui poterli osservare. Il pubblico ha ammirato la sfilata grazie a piattaforme girevoli che seguivano la camminata delle modelle. Tramite questo originale espediente, gli spettatori hanno potuto osservare nel dettaglio e da diverse angolazioni i completi dal taglio maschile, ideati seguendo il concept della donna forte e indipendente.

Valentino ha osato al massimo, unendo stili e stoffe che pochi altri avrebbe accostato. Stampati floreali da Belle Epoque, sofisticati pizzi e abiti moderni dal pattern geometrico, sono stati aggregati in un’unica collezione. PierPaolo Piccoli è partito dalle forme femminili del passato per avvicinarsi pian piano alla donna del futuro. “Volevo aggiungere profondità e romanticismo alla modernità delle forme”, ha spiegato il direttore artistico.

Céline – Fonte: www.vogue.it

Valentino - Fonte: www.vogue.com

Valentino – Fonte: www.vogue.com

Al settimo giorno della Fashion Week, lunedì 6 marzo, hanno preso parte Stella McCartney, Hermès, Giambattista Valli, Alexander McQueen, Sacai, Leonard Paris, Veronique Branquinho, Valentin Yudashkin, A.P.C., Esteban Cortazar.

Cavalcando l’onda della silhouette maschile, Stella McCartney ha creato abiti chic e dal taglio contemporaneo. Anche qui, si sente in alcuni capi un influsso anni Ottanta rivisitato, come nei cappotti oversize o nei blazer a quadri indossati come abiti. Il filo conduttore è l’ispirazione alla sfera maschile per definire un’identità femminile sempre più emancipata.

Chi invece si è soffermato sulla parola ‘femminilità‘ è stato Giambattista Valli. La Maison ha fatto sfilare abiti di organza, giocando con trasparenze, voulant, balze e colori accessi.  Il modello di donna cui fa riferimento è quella parigina, sicura di sé, frizzante ed elegante nel vestire. Un particolare della sua collezione sono i leggins Nike total black, indossati sotto bluse ricche di volant, che sanciscono definitivamente la fine della dicotomia moda-sport.

Stella McCartney – Fonte: www.vogue.com

Giambattista Valli – Fonte: www.vogue.com

Per l’ultimo giorno della PFW, che segna anche la fine di questo periodo di sfilate, il pubblico ha potuto ammirare le collezioni di Chanel, Miu Miu, Louis Vuitton, Agnès B., Moncler Gamme Rouge, Ellery, Junko Shimada, Paul & Joe, Moon Young Hee e Shiatzy Chen.

Chanel ha aperto in grande stile l’ultima giornata. All’interno del Grand Palais, il genio di Karl Lagerfeld ha concepito una passerella circolare intorno ad un razzo spaziale targato Chanel, che successivamente ha spiccato il volo. Il tema spaziale si è integrato con sia le mise ispirate agli anni Sessanta, sia con i capi con le stampe di astronauti. Una perfetta unione tra il passato e il futuro e uno spettacolo unico, degno di concludere le Fashion Week.

Chanel – Fonte: www.yahoo.com

Chanel – Fonte: www.yahoo.com

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