A Milano, nelle sale del Palazzo Morando, una mostra dedicata agli effetti luminosi delle paillettes ci guida attraverso più di duecento anni di moda, costume e alto artigianato. Grazie agli oltre venti preziosi abiti, selezionati tra gli oltre quattromila capi delle Civiche Raccolte Storiche, ci tuffiamo nella storia, tra creazioni sartoriali che attraversano tre secoli, dal 1770 fino alla nostra contemporaneità.

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La mostra, a cura di Luca Bovenzi, Barbara De Dominicis e Ilaria De Palma, propone per la prima volta un percorso centrato su una tecnica particolare. Quel dischetto, piccolo e scintillante, fin dal principio diventa un punto di partenza per le più improbabili creazioni artistiche. L’esposizione si pone quindi come un viaggio tra nobili metalli e luce che fino al 2 luglio sarà possibile intraprendere nel Palazzo Morando.

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Ad aprire tale percorso sono alcuni abiti rari del Settecento che mostrano un ricercato uso dei dischetti in metallo sia per la donna che per l’uomo. Era infatti un simbolo di ricchezza che però nell’abbigliamento maschile viene lentamente sempre più trascurato nell’Ottocento. Paillettes e lustrini diventano quindi prerogativa della donna che, impegnata negli eventi alla corte, desidera essere sempre luminosa. Le paillettes vengono poi rilette in chiave più dinamica ed innovativa negli anni Sessanta. Le forme diventano più veloci, richiamando così al nuovo modello sociale e a un nuovo mondo, più ironico e leggero. Un gusto più scenico e teatrale proseguirà anche negli anni Settanta e Ottanta, quando vengono sfruttate le loro potenzialità decorative grazie alle continue scoperte riguardo i materiali impiegati e il modo di applicazione sul tessuto. Ricerche che continuano fino ad oggi come dimostra infatti l’abito di Roberto Cavalli che chiude l’esposizione.

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Il filo rosso di questa esposizione sono dunque i ricami di paillettes, questi capolavori di luce in miniatura, che regalano all’abito quel tocco di spettacolarità in più. Questa scintillante storia della moda, che vede un’importante evoluzione dalla fine del Settecento alle audaci sperimentazioni contemporanee, cammina insieme allo studio sull’alta artigianalità propria della lavorazione delle paillettes. Nei secoli passati infatti i dischetti luminosi erano realizzati in metallo mentre nel Novecento si passa a diverse e numerose varianti: in gelatina animale, in cellulosa e poi in altri materiali sintetici, più versatili e adatti alla mutata visione della femminilità che si afferma a partire dagli anni Sessanta. Il secolo più rappresentato e sentito resta comunque il Novecento, questo Secolo Breve che, con i vestiti della Bella Epoque, i “ruggenti anni 20” e l’opulenza del dopoguerra ha saputo rendere omaggio a quel grande settore della moda che vive di forti personalità e di brillanti sogni.

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