Il genio Thierry Mugler

Nato a Strasburgo e formatosi a Parigi, non ci è voluto molto tempo prima che Thierry Mugler diventasse un astro nascente della moda e fondasse la propria Maison.

Come stilista ha organizzato alcune delle sfilate di moda più spettacolari al mondo e vestito innumerevoli celebrità, dai corsetti per i concerti di Madonna e Beyoncé, ai sensuali abiti di una giovane Sharon Stone, di Diana Ross, David Bowie, Lady Gaga, Liza Minnelli e Céline Dion, fino al famoso black dress di Demi Moore in Proposta indecente. Nel 2002 il designer ha lasciato il mondo della moda, spiegando l’abbandono così: “la moda è bellissima, è arte in 3D, ma non era abbastanza; per questo ho iniziato a creare in altri modi. Per me, non era più lo strumento adatto“.

Thierry Mugler Couturissime

Credit: photopin.com

Durante la sua carriera, Manfred – il primo nome di Thierry Mugler con cui ha iniziato a farsi chiamare dopo il 2002 – è stato anche fotografo, regista (nel 1992 diresse l’emblematico video Too Funky di George Michael), costumista (tra i lavori si annoverano i costumi per Macbeth e il Cirque du Soleil), profumiere (Angel è uno dei profumi più venduti al mondo). Visionario e poliedrico, Mugler nel corso della sua vita si è trasformato e reinventato più volte, diventando una parabola vivente di talento e successo multidisciplinare.

“Sono sempre stato affascinato dall’animale più bello della Terra: l’essere umano. Ho usato tutti gli strumenti a mia disposizione per sublimare questa creatura: moda, spettacoli, profumi, fotografia, video. Non sono una persona che vive nel passato, ma il MMFA è stato il primo a propormi di mettere in scena le mie creazioni e di immaginare una visione artistica libera, globale e reinventata. Come potevo rifiutare?” – M.T. Mugler.

La mostra dedicata al designer francese

L’esposizione Thierry Mugler: Couturissime, partita a marzo dal Montreal Museum of Fine Arts, è arrivata in Europa, dove, come prima tappa, si fermerà fino al 20 marzo 2020 al Kunsthal Rotterdam, una delle più grandi istituzioni d’arte dei Paesi Bassi. È stato possibile raggiungere questo traguardo grazie alla collaborazione tra il Clarins Group, la Maison Mugler e i curatori dei due musei coinvolti, Thierry-Maxime Loriot e Nathalie Bondil.

“Siamo molto orgogliosi di presentare un’altra icona della moda al pubblico olandese. Il Kunsthal ha stabilito una forte tradizione nella programmazione di mostre di moda di fama mondiale nei Paesi Bassi – da Jean Paul Gaultier e Peter Lindbergh a Viktor & Rolf – e riteniamo un grande onore essere il primo luogo in Europa a mostrare questa speciale retrospettiva di Thierry Mugler” – Emily Ansenk, ex direttore Kunsthal.

Thierry Mugler Couturissime

Credit: Kunsthal Rotterdam Press

Per promuovere questo evento, all’interno della stazione centrale della città olandese è stato installato un grande cartellone pubblicitario che incuriosisce e rallenta il passo della folla che ogni giorno ne attraversa velocemente l’atrio.

Perché Thierry Mugler: Couturissime è una mostra da non perdere

1. È una mostra inedita a livello mondiale

Questa retrospettiva riunisce per la prima volta le creazioni prêt-à-porter e haute couture dello stilista, con 150 abiti realizzati tra il 1977 e il 2014 a disposizione del pubblico. Il “mistero Thierry Mugler” verrà svelato in un percorso espositivo che non solo ne ripercorre i grandi successi, ma che spiega le idee e le motivazioni dietro le ardite scelte dello stilista.

“Siamo molto orgogliosi di presentare un’altra icona della moda al pubblico olandese. Il Kunsthal ha stabilito una forte tradizione nella programmazione di mostre di moda di fama mondiale nei Paesi Bassi – da Jean Paul Gaultier e Peter Lindbergh a Viktor & Rolf – e riteniamo un grande onore essere il primo luogo in Europa a mostrare questa speciale retrospettiva di Thierry Mugler” – Emily Ansenk, ex direttore Kunsthal.

2. Si viaggia oltre i confini della couture tradizionale

Sono pochi gli stilisti che si sono spinti così audacemente fuori dagli schemi, cosa che Mugler ha fatto sin da subito con le sue creazioni scultoree, che esaltano la silhouette femminile unendo creatività, stile iperfemminile e linee rigorose, come nei sensuali corsetti o nelle spalle strutturate da supereroina.

Thierry Mugler Couturissime

Un abito di Thierry Mugler – Credit: photopin.com

Con il designer francese ci si muove allo stesso tempo tra l’erotismo e la fantascienza, approdando poi su sponde esotiche od oniriche, in un continuo divenire creativo che non viene limitato da canoni estetici esterni o dall’uso di materiali tipici (metallo, finta pelliccia, vinile e lattice sono stati spesso impiegati nelle sue collezioni).
Il suo stile particolare, che rivede in chiave futuristica il New Look di Dior con un tocco di fantasia e feticismo, influenza ancora oggi gli stilisti. Dunque, osservare da vicino i suoi abiti, spesso considerati irriverenti, sarà un’esperienza nuova per chiunque abbia mai visto delle mostre di moda.

3. Include i lavori di famosi fotografi e artisti internazionali 

Oltre alla parte ‘couture’, la mostra è divisa in altre sezioni in cui sono presenti molti accessori e costumi di scena mai visti prima, documenti d’archivio, schizzi inediti e un centinaio di scatti dei più grandi fotografi di moda contemporanei come David LaChapelle, Helmut Newton,Guy Bourdin, Jean-Paul Goude, Herb Ritts e Dominique Issermann.

Molte di queste gallerie espositive sono state progettate dallo studio di effetti speciali Rodeo FX, dal designer londinese Tord Boontje, che ha creato i lampadari di cristallo Swarovski, e da artisti internazionali come Michel Lemieux e Philipp Fürhofer, che si sono calati nella mente dello stilista per creare qualcosa di unico “che solo il Mugler del 2019 avrebbe potuto realizzare“.

“Ero molto interessato al lavoro di Mugler, al concetto dell’essere umano sublimato fino a raggiungere altre dimensioni. Ho usato metalli vecchi e corrosi, tubi e cavi presi da una fabbrica in rovina, trasformandoli in qualcosa di nuovo per renderli eterni. Ho realizzato metalli trapassati dalla luce che diventano un cosmo pieno di stelle e disposto sette abiti in uno spazio in modo da potersi riflettere in orizzontale e in verticale fino a sembrare un esercito, interpretando il concetto caro a Mugler del voler uniformare i volumi del corpo umano attraverso la mia tecnica dell’infinito” – Furhofer.

 

Photo Credit immagine di copertina: David LaChapelle via Kunsthal Rotterdam
© riproduzione riservata