Ogni sei mesi le case di moda presentano i trends protagonisti della stagione che verrà. Attraverso runway sempre più ricche e suggestive, la moda reinterpreta e rinnova i codici del bello e del lusso.

Non è facile, infatti, essere in grado di seguire l’andamento di un fenomeno dinamico e prorompente come questo. Capi “in” diventano “out”, abbinamenti “cool” scadono in “agé”, vestiti “trendy” si trasformano in “démodé” in un tempo fisiologico di sei mesi. Ma non sempre è così.

Se è vero – ed è verissimo- che “la moda passa, ma lo stile resta” esistono nella storia della moda dei “pilastri di stile” che hanno sconfitto il passare del tempo, divenendo oggetti di culto, desideratissimi da tutte le amanti del mondo del fashion system.

Questi miti si chiamano “Iconic bags”: la loro bellezza, il loro fascino e la loro storia le hanno rese immortali. Non si parla più di must di stagione, ma di veri e propri status symbol.

Iniziamo questo viaggio dalle borse più iconiche per eccellenza: La Kelly e la Birkin,entrambe di maison Hèrmes.

  • KELLY BAG

Photo Credit: collector square

La Kelly deve il suo battessimo alla principessa di monaco Grace Kelly, che ne adorava le linee sobrie ed il pellame resistente. La storia narra che nel lontano 1956 la principessa di Monaco, scendendo dall’automobile ed assalita dai giornalisti, fu immortalata ad utilizzare la borsa come scudo per nascondere la gravidanza. Non appena la foto fu pubblicata su tutte le riviste ed i tabloid, fu subito un successo. La borsa fu soprannominata Kelly e, ad oggi, è nella wishlist di tante, tantissime donne.

  • BIRKIN BAG

Photo Credit: Pinterest

Anche la Birkin deve il suo nome ad una donna famosa: l’attrice e cantante Jane Birkin. In un volo Parigi-Londra del 1983 sedevano uno accanto all’altro il direttore creativo di Hèrmes, Jean-Louis Dumas e Jane Birkin. In seguito alla caduta della sua borsa , Jane Birkin si lamentò con Dumas di non trovare alcuna borsa che avesse tasche e spazio sufficiente. Dumas le promise che avrebbe creato per lei una borsa che soddisfacesse le sue esigenze. Jane, una volta ricevuta la borsa, se ne innamorò: nasceva cosi la Birkin. Da portare esclusivamente a braccio, la Birkin, spaziosa ma solida con cuciture a sellaio iconiche dell’atelier, divenne “la borsa” must have.

Oggigiorno avere una birkin non è così facile. Bisogna mettersi in lista per almeno due anni e il prezzo di listino è di €6.000.

  • 2.55

Photo Credit: Le stanze della Moda

“Mi sono stancata di dover portare la mia borsa in mano quindi ho aggiunto sottili cinturini, cosicché possa essere usata come una borsa a tracolla”

Era il febbraio del 1955 quando Coco Chanel pensava ad un accessorio che potesse celebrare e soddisfare la nuova donna anni’50: indipendente, impegnata e attiva. Come tutta la produzione stilistica di Gabrielle, più che una borsa è un vero e proprio manifesto di emancipazione femminile.

Una catena regolabile applicata su morbidissima pelle in matelassé: un incontro riuscito tra eleganza e comodità. Così nasce la 2.55, il cui nome proviene dal mese e dall’anno di produzione.

La leggenda vuole che Gabrielle utilizzasse con attenzione gli scompartimenti della borsa. Si dice riponesse nella tasca intera, lontano da occhi indiscreti, le lettere d’amore scritte dai suoi amanti. Dopo la petite robe noire ed il tweed, ancora una volta Coco riuscì a far breccia nel cuore delle donne.

Dopo la sua morte, Karl Lagerfeld, nuovo direttore creativo della maison,aggiunse la chiusura a doppia “C” divenuto logo distintivo della maison.

  • LADY DIOR

Photo Credit: IMORE

Correva l’anno 1995 e Bernadette Chirac, allora première dame francese, chiese alla maison parigina di creare una borsa per omaggiare la visita di Lady Diana a Parigi. Dall’atelier le fu presentata una borsa squadrata dalle dimensioni contenute, in morbidissima pelle di agnello impunturato secondo il motivo cannage iconico di Dior: lievi cuciture a rombi e a quadrati di alternano e si sovrappongono, ed un grazioso lettering riportante il nome della maison. Fu amore a prima vista. Lady Diana ne ordinò una decina. Tutt’ora la si ricorda abbinare questa celebre corsa con i tailleur dai colori più disparati.

Nata sotto il nome di “chouchou”, questa icona passò alla storia con il nome di Lady Dior, in onore alla donna che più la ha amata.

  • BAGUETTE

Photo Credit: La Repubblica

Nata nel 1997 dall’estro creativo di Silvia Venturini Fendi, la Baguette deve il nome alla sua somiglianza all’iconico pane francese che si porta sotto il braccio. In pieno contrasto con lo stile del tempo, la Baguette conquista il cuore delle donne, delle celebrities e del cinema: famosa è la scena della serie tv “Sex and the city” in cui Carrie, all’incalzante richiesta dell’aggressore di consegnarle là borse, tuona: “Non è una borsa, è una Baguette!”.
Con più di un milione e mezzo di pezzi venduti, la Baguette, declinata in pelle liscia o in stoffa, in pellame esotico o con paillettes all over, non hai mai smesso di stupire per la sua bellezza e versatilità. Esempio indiscusso di artigianato Made in Italy e creatività senza tempo.

  • JECKIE O

Photo Credit: bags.allwomenstalk.com

La Jeckie O deve il suo nome a Jacqueline Onassis. Lei era considerata un guru di stile del suo tempo. Ma, a rendere iconica questa borsa di Gucci, fu il gossip. In seguito alla morte del presidente J.F. Kennedy, Jacqueline cominciò a frequentarsi con l’armatore greco Aristoteles Onassis. La loro storia d’amore fu seguita da giornali scandalistici ed immortalata da fotografi di tutto il mondo e al braccio di Jacqueline non mancava mai questa borsa di Gucci , di cui si era innamorata.

Dalla linea morbida a sacco, in canvas logato o in pelle con tracolla a contrasto, la borsa colpisce per i dettagli delicati che la rendono sinonimo di eleganza.

  • SPEEDY by Louis Vuitton

Photo Credit: Pinterest

Least but not last, il bauletto più celebre del mondo della moda firmato Louis Vuitton. La Speedy nasce negli anni ’30 con l’obiettivo di rispondere alle esigenze della nuova società sempre in viaggio. Già all’epoca realizzato in tela monogram, la più riconosciuta al mondo, il bauletto nasce come versione ridotta della borsa da viaggio e diventa immediatamente oggetto di desiderio di tantissime donne. Prima fra tutte Audry Hepburn, che negli anni ‘60 chiese alla Maison francese di produrre una versione personalizzata, più piccola di quelle in commercio. Nasce la Speedy 25 ( da intendere in centimetri) che va a completare e concludere, l’offerta della borsa a bauletto oggi presente in quattro dimensioni: dalla 40 alla 25.

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