Come ogni tradizione importata, anche il Black Friday è stato ‘italianizzato’, trasformandosi da un giorno di saldi eccezionali, ad un weekend di spese più o meno convenienti. Tuttavia, se negli Stati Uniti la frenesia di questo giorno è giustificata da una reale convenienza, si può dire lo stesso nel nostro Paese?

black friday

Per gli americani il “Venerdì Nero” segue da tradizione il giorno del Ringraziamento, sancendo così l’inizio della stagione natalizia (e dei suoi acquisti). Una ricorrenza nata negli anni Sessanta, che fa felici sia i consumatori, ben disposti a spendere quando si tratta di fare buoni affari, che i negozianti, contenti di mettere in saldo capi della scorsa stagione o il modello passato di un tostapane.

Ancora più importante, questa giornata di saldi è ogni anno oggetto di studio da parte di vari analisti finanziari, che la usano come indicatore statistico della propensione agli acquisti e della capacità di spesa degli statunitensi. In questo modo viene anche previsto quale sarà l’andamento del periodo dell’anno considerato più economicamente proficuo per i commercianti.

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Per il popolo americano, dunque, il Black Friday è sia una ricorrenza consolidata ormai da tempo, che un guadagno per entrambi le parti. In Italia, invece, più che una tradizione (importata) è un bombardamento di fastidiose mail, chiassosi spot e pubblicità on line, che -con la promessa di grandi occasioni- riescono a convincere la massa ad acquistare prodotti di cui non sempre si ha bisogno, soltanto perché ‘in offerta’.

Bisogna ammettere che nell’oceano di sconti ed offerte, delle occasioni convenienti si trovano davvero e, se già si aveva intenzione di comprare quella macchinetta fotografica, quel cellulare, quella giacca costosa, perché non si dovrebbe approfittarne? Altre occasioni, però, assomigliano ad una “truffa legittimata“, come può essere, ad esempio, alzare il prezzo di un prodotto e metterlo in saldo allo stesso prezzo cui era venduto il giorno prima.

Black Friday

Non si condanna il desiderio di adottare usanze estere, ma si mette in discussione il modo in cui ce ne appropriamo. Fa parte del naturale ed inevitabile processo di globalizzazione integrare tradizioni altrui nei nostri usi e costumi (Halloween ne è la dimostrazione per eccellenza), purché questi non vengano rimaneggiati ‘a modo nostro‘. Come diceva la mia professoressa: “se vuoi copiare, almeno copia bene“.

Alla fine il Black Friday diventa quasi sempre un Black Weekend, che si conclude con il Cyber Monday: in totale sono quattro giorni di spese in cui bisogna destreggiarsi tra folle fameliche a caccia dell’ultimo affare; quattro giorni in cui si apre una finestra sul consumismo immotivato ed irrazionale. Mascherato come un giorno di imperdibili occasioni, il Black Friday assomiglia di più ad un gioco psicologico creato per noi consumatori, dal quale spesso ne usciamo perdenti.

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