L’estate è arrivata e – nonostante l’emergenza sanitaria abbia inizialmente messo a repentaglio la possibilità di andare in vacanza – man mano che cadono le restrizioni imposte dal governo, torna la voglia di programmare uscite e gite fuori porta.
Soprattutto nel nostro bel Paese, non mancano luoghi da visitare e spiagge da favola. Che abbiate passato la quarantena a fare esercizi a casa o sperimentare con ricette gustose, ora bisogna prepararsi alla prova costume! Per quanto riguarda i modelli, anche quest’anno il costume intero si riconferma come una delle tendenze dominanti, complice anche l’interesse sempre maggiore verso l’estetica e la cultura del vintage.

Costume intero: perché ci piace tanto?

costume intero

Credit: Dunia Algeri pagina ufficiale Facebook

Negli ultimi anni il pezzo intero è tornato prepotentemente ad impossessarsi del favore delle fashioniste, conquistando spiagge ed Instagram stories. Abbinato a shorts di jeans cortissimi oppure sotto un prendisole ricercato, questo modello emana un fascino senza tempo, che fa gola soprattutto alle nostalgiche. Inoltre, la silhouette intera ha la capacità di nascondere i difetti e vestire e valorizzare al meglio corpi differenti, da quelli più morbidi ai più spigolosi.
Molto dipende dalla scelta del taglio, dal colore e dal materiale, ma con un po’ di accortezza si può individuare il modello più adatto ad ogni forma e taglia. Per questi motivi, la scelta dell’intero non è assolutamente considerata démodé, ma al contrario è diventata sinonimo dell’essere cool e sofisticate al tempo stesso. Questa moda dilagante, inoltre, ci dimostra come il concetto “pelle scoperta = sensualità” sia ormai superato e come anche coprendosi si possa risultare altrettanto seducenti ed eleganti.

Dove trovare il perfetto costume intero 

Ciò che rimane da fare è orientarsi e scegliere tra le moltissime opzioni a disposizione. Tutti i brand, infatti, propongono la soluzione intera sia in declinazioni neutre sia in modelli particolari e ricchi di dettagli. Si passa dalle bretelle sottili allo scollo all’americana, dall’alternativa più sgambata fino all’austero taglio a culotte, dal nero tinta unita alle fantasie e ai colori più accesi.

Chi vuole rimanere sul classico non può non optare per un costume intero di e Oséree Erès, iconico brand francese di costumi e lingerie, che però difficilmente sposano le esigenze di tutte le tasche. Altro brand molto interessante, ma sicuramente non low-cost, è quello di Dunia Algeri, designer italiana che realizza dei bellissimi pezzi in crochet.

Per le appassionate di shopping online basterà setacciare per filtri di prezzo, modello e colore le maggiori piattaforme di e-commerce, come Asos e Zalando, tra la loro vastissima selezione di costumi. Se invece non avete voglia di comprare online e preferite provare il modello, potete farvi coraggio e mettervi in fila davanti alle catene di fast fashion, come Zara, H&M e Mango.

Se non siete pigre e amate la ricerca, i negozi dell’usato sono un’alternativa. Infatti, le fodere interne dei costumi possono essere sostituite con altre nuove e per pochi euro ci si può portare a casa dei pezzi davvero particolari, se non unici.

Il fascino senza tempo del modello “intero”

La storia del costume da bagno è lunga ed antica. L’idea di avere un indumento specifico per andare al mare nasce nella seconda metà dell’Ottocento, quando in realtà i costumi erano più che altro dei vestiti corti e meno ingombranti, realizzati in materiali leggeri. È con il Novecento e con la crescente moda della villeggiatura al mare che il “costume” si accorcia e snellisce. Si arriva poi agli anni Trenta, quando i costumi da bagno iniziano a scoprire le gambe e a dividersi in due pezzi staccati.

Siamo ancora lontani dall’invenzione del bikini, avvenuta solo nel 1946. Considerando, però, che fino alla metà del secolo scorso mostrare troppa pelle veniva considerato audace – se non scandaloso -, la maggioranza delle donne continuava ad esibire coloratissimi costumi interi. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta il pezzo intero acquista fascino nell’immaginario collettivo, anche grazie alle dive del cinema come Esther Williams, star del nuoto sincronizzato.

Con i movimenti di liberazione e il dilagare del femminismo le donne iniziano ad abbandonare ogni remora nei confronti del due pezzi. Ma la passione per l’intero è rimasta fino agli anni Ottanta. Tutti, infatti, abbiamo nell’album di famiglia almeno una foto delle nostre mamme abbronzatissime in pezzi interi super sgambati dalle fantasiose combinazioni di colori. Negli anni Novanta la fama del costume intero si è nuovamente cementata nell’immaginario collettivo grazie a Pamela Anderson in Baywatch e oggi ritorna ancora una volta, dimostrando come la moda sia una ruota che gira.

 

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