di Martina Antinozzi

Tutto ruota attorno ad un’unica parola: hygge. Un sostantivo difficilmente traducibile in italiano con una sola parola, ma che in danese e norvegese viene usato per indicare un sentimento, un’atmosfera sociale, un’azione correlata a concetti di comodità, sicurezza, accoglienza e familiarità.

Se vi state chiedendo cosa abbia a che fare tutto questo con la moda, la risposta la trovate semplicemente, si fa per dire, nel concetto di felicità o, meglio, nella ricerca della felicità.

Qualche giorno fa è uscito il World Happiness Report che analizza le varie nazioni del mondo prendendo come metro di giudizio proprio il fattore felicità: la Danimarca e gli altri Paesi scandinavi si posizionano in testa alla classifica mondiale per felicità dei cittadini, mentre l’Italia si posiziona “solo” trentaseiesima.

Naturalmente sono molti i parametri in gioco, ma tra i vari elementi qualcuno si è chiesto se anche la moda potesse in qualche modo influenzare la felicità.

Secondo alcuni stilisti l’essere felici passa attraverso un’accurata scelta di abiti e accessori; da qui la creazione del nuovo filone hygge fashion, che prende a modello le donne nordiche, principalmente danesi, come paradigma di moda che rende felici.

hygge moda

Photo Credit: Alina Kovalchuk, unsplash.com

D’altronde è innegabile che la moda aiuti l’umore: a quanti di noi è successo di provare appagamento semplicemente dopo una giornata di shopping o indossando proprio quel particolare outfit, che tanto ci rallegra e ci fa sentire in pace con noi stessi?

Ma il modello hygge va ben oltre, indirizzandoci nella scelta di capi specifici che contribuiscano al nostro benessere.

Si parte dalla comodità e così si spazza via alla velocità della luce il vecchio detto “Chi bello vuole apparire un po’ deve soffrire”, perché secondo i Danesi per essere felici si deve stare comodi. Quindi largo a soffici sciarpe, morbidi calzettoni, strati su strati di vestiti che ci facciano stare caldi, perché un corpo che soffre il freddo non potrà mai essere felice; dunque al bando le modelle in bikini anche in pieno inverno!

Si passa poi alla scelta dei colori: tenui o accesi, purché tinte unite, con una particolare predilezione per beige, bianco e nero.

Tuttavia, queste direttive sembrano addirsi più all’inverno, cosa comprensibile considerando che a dettar moda in questo caso sono Paesi che l’estate non sanno davvero cosa sia. Quindi come importare la felicità nella moda anche quando le temperature rasentano i 30 gradi?

Niente paura, basta avere piccole accortezze e si può essere hygge anche in estate. Si parte scegliendo colori chiari, anche qui prediligendo beige e bianco, e poi ampio spazio al lino, fresco e leggero e al contempo confortevole ed elegante, a scarpe comode e signorili, in primis mocassini e ballerine dai colori chiari o nere, e a sneakers per il massimo del comfort. Rimane importante la mancanza di pattern estrosi all’interno del look.

A concludere il tutto, un tocco di hygge anche tra i capelli, con chignon, trecce e fiori tra le ciocche o semplicemente lasciando la chioma al vento, per il massimo della comodità.

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A questo punto rimane solo una domanda da fare ai cari amici Danesi: se è proprio vero che per essere felici bisogna stare comodi, di questo passo non si corre il rischio di uscire di casa in pigiama?

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