Notebook, Facebook, sketchbook… oggi le parole che terminano in “book” sembrano essere diventate di moda: si vedono dappertutto e non solo nella lingua inglese. E ultimamente l’attenzione è caduta su un nuovo *book, che spopola sulle riviste di moda, tra i consigli di fotografia, nelle guide di marketing: è il lookbook.

Questo nuovo strumento di presentazione, pratico, moderno e versatile, sta rimpiazzando il classico catalogo: il suo scopo è infatti lo stesso – presentare un prodotto o una linea di prodotti sotto varie sfaccettature – ma la forma è molto più libera ed eclettica. Il lookbook è infatti uno strumento creativo, pensato per mostrare le potenzialità del prodotto e farne un oggetto del desiderio.

cookbook photoshooting

Cos’è un lookbook

Ma che cosa si intende, concretamente, quando pensiamo a un lookbook? Come dice la parola stessa, si tratta di un book, un libro, o meglio una raccolta che può essere presentata in formato cartaceo o digitale, in base ai gusti e alle necessità di chi lo crea. Lo scopo del book è quello di mostrare un oggetto in una serie di look diversi, quindi in contesti, pose, situazioni, angolazioni differenti. Nella sua forma più diffusa, un lookbook si presenta come una raccolta di fotografie compilate ed accuratamente impaginate – secondo precisi criteri editoriali e in base a scelte di design ben ponderate – per mostrare un modello, un fotografo, un oggetto, ad eventuali acquirenti o sponsor. Protagonista del lookbook possono essere anche uno stile, o chi lo propone (uno stilista), una linea di abbigliamento o di arredamento, una collezione o un serie.

Ma non è detto che l’oggetto del lookbook sia esclusivamente qualcosa di concreto e tangibile: il lookbook si adatta, molto meglio e in modo più empatico di un semplice catalogo, anche a beni immateriali quali servizi e attività, esperienze e soggiorni. Il lookbook si presta benissimo ai nuovi modi di concepire cataloghi per percorsi benessere, viaggi e avventure, soggiorni di lusso, servizi legati al turismo e alla cura della persona.

Insomma, che si tratti di qualcosa che i può ritrarre e illustrare dal vivo tramite l’obiettivo di una macchina fotografica, o che si tratti invece di ricreare le suggestioni e le emozioni del servizio che si vuole offrire, il lookbook sembra lo strumento adatto per comunicare il messaggio e offrire ai suoi lettori idee, suggerimenti e desideri riguardo al prodotto mostrato.

Cadesenyo-Fashion Lookbook

Cadesenyo-Fashion Lookbook on Behance.net

La differenza fra lookbook e catalogo

A questo punto sarà bene specificare qual è, generalmente, la caratteristica che distingue il lookbook da un catalogo. In una parola, essa potrebbe riassumersi in “creatività”, o in “immaginazione”. Il lookbook non serve semplicemente a mostrare un prodotto, ma a inserirlo in un preciso contesto d’uso, così che il lettore possa immaginare di possederlo già, di utilizzarlo, di scoprirne le varie qualità. Il lookbook, ovvero, suggerisce e ispira l’acquirente, fornisce idee su come abbinare il prodotto a quelli che già si posseggono o si vogliono possedere, dimostra la versatilità del prodotto nel suo ambiente, nel suo habitat naturale.

Il caso più frequente è sicuramente quello della moda. Il lookbook, molto meglio di quanto faccia un catalogo, può mostrare ai suoi lettori come abbinare abiti e accessori in base alle tendenze del momento, come fare accostamenti di colori o tessute, trame o pattern, come rendere il prodotto attuale e originale in base al contesto in cui è inserito.

Il lookbook è uno degli strumenti prediletti da blogger e vlogger, che riescono ad ideare dei look creativi, delle presentazioni intriganti, delle vere e proprie esposizioni artistiche del prodotto che pubblicizzano o sponsorizzano. Il loro ampio pubblico può immedesimarsi nelle immagini ricreate, che siano esse cartacee o online.

Nella loro forma digitale, i lookbook possono essere confezionati come veri e propri diari personali, in cui i blogger aggiornano costantemente – anche su base settimanale o addirittura giornaliera – le proprie idee e i canali d’ispirazione per l’uso di determinati prodotti. Attraverso l’uso accorto dei social network, inoltre, i lookbook possono ottenere ampia visibilità, essere condivisi da celebrità ed influencer, arricchirsi di spunti e ulteriori idee proposte dal pubblico. Particolarmente adatto a questa forma di presentazione è Instagram, dove le immagini costituiscono il canale di comunicazione preferenziale.

Instagram influencer

Progettare un lookbook in modo creativo e innovativo è la chiave del successo del lookbook stesso. Perché sia credibile, deve avere una sua coerenza interna, deve essere ordinato e accessibile, non eccessivamente lungo e sovrabbondante, ma nemmeno scarno e incompleto. Il minimalismo può essere una strada, così come l’uso di immagini barocche, colorate, con illuminazioni e ambientazioni particolari. L’impaginazione deve seguire un layout ben studiato: spesso si usano soluzioni asimmetriche o originali, lontane dalla classica esposizione di un catalogo.

L’immagine stessa deve poter rimandare al concetto che illustra: un caso esemplare è quello di un celebre lookbook che illustra usi e applicazioni di stoffe e tessili, in cui in ogni immagine viene predisposta una serie di oggetti che ricreano o semplicemente si ispirano al pattern del tessuto messo in mostra. Ma questo è solo un esempio: le potenzialità del lookbook sono molto ampie, almeno quanto quelle di un portfolio.

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