Chic e sauvage, due termini che così accostati possono apparire contraddittori, eppure esprimono appieno il duplice fascino della nuova collezione donna firmata Attilio Carota.

Il designer abruzzese lavora da anni nel mondo dello spettacolo.  Diplomato come scenografo presso l’Accademia delle Belle Arti di l’Aquila, si cimenta poi negli studi di modellistica di moda specializzandosi presto in haute couture. Il suo stile si contraddistingue grazie a un’attenta ricerca nell’utilizzo dei tessuti e all’estrema cura per i dettagli, così come conferma l’ultima collezione Autunno/Inverno.

Il sapiente utilizzo delle differenti stoffe abbinate tra loro, manifesta l’intento di raccontare una donna fiera della sua femminilità e al tempo stesso in grado di osare, giocare e ingannare con un’identità multiforme. Così, pur mescolando con audacia elementi stilistici apparentemente discordi, la donna di Attilio Carota ottiene sul proprio corpo un risultato perfettamente armonico.

L’ispirazione della creazione proviene da terre lontane.  Scovando tra i segreti degli antichi popoli del Mediterraneo, tra i deserti dell’Africa e i templi orientali, il designer riporta nei suoi abiti il fascino di principesse, concubine e gitane, protagoniste nei secoli di miti e leggende. Trasparenze, boleri cesellati, long dress in chiffon e organza, gonne in tulle e piquè sottolineano l’animo romantico e femminile della collezione; sovrapposizioni, corpetti in pelle, ricami di pizzo, blazer destrutturati e collari macramè ne esaltano, invece, l’animo temerario e selvaggio. Tra le nuances risalta un intenso verde petrolio a cui si contrappongono i delicati platino e carta da zucchero.

Attilio Carota ci regala una collezione caratterizzata dai forti contrasti, capace di trasmette a coloro che la indossano un influsso sensuale e al tempo stesso sfuggente.

Photo credit: ©Davide Di Padova