Stiamo per entrare nella seconda parte della fase 2, quella dove il 18 maggio si potrà ricominciare a fare shopping (oltre che andare al ristorante e dal parrucchiere). I negozi di abbigliamento per bambini sono già aperti da settimane, ma è evidente che l’attenzione sia puntata maggiormente sulla categoria ‘adulti’.

Dubbi e paure sulla riapertura di negozi e catene

Se l’esperienza di acquisto sembra sempre più completa quando effettuata in negozio, d’altro canto rimangono alcuni dubbi sullo shopping in fase 2. I negozi sono un ambiente sicuro? Si riuscirà a rispettare le norme di sicurezza senza creare una situazione stressante per il cliente?

Infatti, lo shopping dovrebbe essere un momento rilassante per il cliente, che gira diversi negozi e prova (numerosi) abiti. Con file da fare, mascherine da indossare e il caldo estivo che si avvicina, le perplessità sono legittime.

shopping fase 2

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Anche perché l’alternativa esiste: in questo periodo di quarantena, come era prevedibile, è stato registrato un incremento di acquisti sulle piattaforme di shopping online.
Da questo deriva una certa preoccupazione circa le vendite nei negozi fisici. Gli e-commerce permettono di comprare restando a casa e molte aziende hanno esteso il periodo dei resi.
Gli store fisici saranno capaci di dare una valida alternativa?

Come fare shopping nella “fase 2”: cose da sapere

Ovviamente, la prima regola è assicurare la distanza di sicurezza.
Per questo motivo, per alcuni negozi, come Falconeri Donna, sarà necessario prendere un appuntamento. Altri, invece, adotteranno la strategia degli ingressi contingentati, come avviene già per vari esercizi commerciarli.
Quindi, bisognerà distanziarsi di almeno un metro durante la fila e all’ingresso verrà indicato il numero massimo di persone ammesse nello stesso momento. Questo numero dipenderà dai metri quadri del negozio; ad esempio, sotto i 25 metri quadri sarà consentito l’ingresso di una sola persona alla volta.
Per tutti questi motivi, la permanenza del cliente all’interno del negozio dovrà limitarsi al tempo indispensabile all’acquisto. Insomma, niente più giri fra scaffali e stampelle aspettando il colpo di fulmine con qualche abito!

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Ovviamente, sarà obbligatorio indossare le mascherine, sia per i clienti sia per gli addetti ai lavori, e sarà fornita una soluzione disinfettante per le mani. L’obbligo dei guanti, invece, è esteso solo a chi vuole provare degli abiti.

Dovrà anche essere assicurata un’adeguata igienizzazione di tutto l’ambiente più volte al giorno, ivi compresa quella dei capi d’abbigliamento. Quest’ultimo è il passaggio più complicato, con vari punti interrogativi. Sarà davvero possibile sanificare tutti i capi provati? E come andrebbe fatto? Probabilmente i primi giorni saranno di rodaggio e aiuteranno a capire come applicare le misure di sicurezza nella maniera più idonea.

Il dilemma della moda: saldi ad agosto o sconti anticipati?

La Conferenza delle Regioni ha deciso di approvare la richiesta di Federazione Moda Italia-Confcommercio, spostando i saldi in tutta Italia all’1 agosto. Ciò non farà contenti i consumatori, ma fa felice gran parte dei negozianti. Infatti, durante la quarantena i commercianti hanno chiesto a gran voce il rinvio dei saldi – fissati per il 4 luglio – per cercare di contenere le perdite di questi mesi.

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Tuttavia, questa decisione potrebbe avere un effetto boomerang. Infatti, a causa della crisi economica che ha colpito molti lavoratori, le vendite potrebbero non decollare nonostante la riapertura. Dunque, è rischioso posticipare i saldi e non offrire alcun tipo di promozioni. Tanto è vero che a Roma già si chiede una deroga per poter offrire sin da subito capi scontati alla clientela.

L’impressione è che il settore moda stia camminando sul filo del rasoio. Solo il tempo ci potrà dire se queste scelte ripagheranno, soddisfacendo entrambe le parti in causa: consumatori e negozianti.

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