Francesco Murano, giovane stilista di origini salernitane, è la prova vivente che a volte i sogni diventano realtà e che spesso questo accade quando uno meno se lo aspetta. In una settimana la vita di questo giovane stilista è stata stravolta, passando dall’essere uno studente di moda dello IED di Milano, a vincere un premio ed essere contattato dalla personal stylist di Beyoncé.

francesco murano beyoncé

Photo Credit: immagini per gentile concessione di Francesco Murano

Tra tutti gli abiti delle sfilate di Milano Moda Graduate 2019, quelli di Francesco ci avevano particolarmente colpito per il modo in cui, con creatività e destrezza, era riuscito a coniugare eleganza, innovazione e vestibilità: nella sua collezione non c’era un capo che non avremmo indossato immediatamente!

Per questo motivo non ci sorprende che i suoi lavori abbiano catturato l’attenzione di una professionista quale è la stilista personale di Beyoncé: un video postato su Instagram al momento giusto e la carriera di questo giovane designer ha preso una svolta che neanche lui si sarebbe mai aspettato.

Francesco Murano è senza dubbio uno dei talenti italiani da tenere d’occhio quando si parla di modaArtwave ha voluto conoscerlo meglio, perché il suo è un nome di cui sentiremo ancora parlare, fidatevi.

L’intervista a Francesco Murano

Ciao Francesco! Artwave è lieta di intervistarti, in quanto riteniamo che tu sia uno dei simboli della moda italiana del futuro. Per iniziare, raccontaci un po’ la tua storia. Da dove vieni? 

Io vengo da Buccino, un piccolo borgo nella provincia di Salerno; lì ho frequentato la scuola primaria e la scuola media, ma poi ho proseguito i miei studi ad Eboli, iscrivendomi al Liceo Artistico Carlo Levi e specializzandomi in “Arti plastiche e design”.

Come è nata la tua passione per la moda e in quale momento hai capito che volevi diventare uno stilista?

Fin da piccolo sono sempre stato affascinato dalla bellezza in generale: mi servivo di lenzuola e fazzoletti per creare i miei abiti, mi facevo ispirare da ciò che mi circondava all’interno del mio paese, come feste religiose o architetture presenti nel centro storico. Ho fatto anche danza nell’unica scuola che c’è a Buccino, diretta da Elena Baldi, una mia grande amica; questa disciplina mi ha aiutato molto nel mio percorso creativo, quindi posso dire che arte e danza sono le mie fonti principali di ispirazione.
Per questi motivi non c’è stato un momento preciso in cui ho deciso di studiare moda, ma piuttosto è stato tutto un susseguirsi di sviluppi che mi hanno portato a questa scelta. Già anni prima del trasferimento a Milano, mi ero informato sulle scuole di moda in Italia, decidendo poi di frequentare lo IED Moda a Milano.

Hai qualche modello di riferimento nel tuo lavoro e se sì, quali sono?

Più che ad un modello di riferimento, solitamente mi rifaccio a quella che è l’estetica degli anni Ottanta: la sfrontatezza e l’esagerazione di quegli anni mi ispirano molto più di qualsiasi altro periodo. Quella che provo io è una nostalgia nei confronti di questi anni che non ho mai vissuto, ma a cui in un certo senso sento di appartenere.

Un mese fa la tua collezione ‘Ossimòro Plastico’ ha sfilato a Milano all’interno del progetto di Camera Nazionale della Moda Italiana. Da che cosa deriva il nome ‘Ossimòro Plastico’?

Ossimòro Plastico nasce da un’analisi introspettiva degli opposti di una persona: razionalità e irrazionalità. Quello di cui voglio parlare attraverso i miei abiti è l’unione e l’armonia che c’è negli opposti e come da questa unione nasca un individuo, un’unità, ognuna unica nel suo genere. Da qui la scelta del nome ‘Ossimòro Plastico’. Tutti sappiamo che l’ossimoro è una figura retorica che accosta due parole che esprimono concetti contrari, ma che nel loro insieme assumono un nuovo significato ancora più forte. Io ho semplicemente cercato di dare una forma, una plasticità, a questo ossimoro, perché credo che l’uomo sia un vero e proprio ossimoro vivente.

Cosa ti ha ispirato nella realizzazione della tua collezione e in che modo ti rappresenta?

Come ho già detto, l’ispirazione è partita dal concetto degli opposti. Sono partito da un’analisi degli opposti che mi caratterizzano, perché ogni persona ha i suoi contrasti, compreso me. Successivamente ho cercato di trasformare questo concetto in un discorso universale, rivolto a tutti.
Per quanto riguarda l’estetica mi sono rifatto alla scultura classica, che è una scultura rigorosa e razionale, e alla scultura barocca, che invece è dinamica e impulsiva. La scultura è sicuramente il comune denominatore di due concetti e canoni estetici completamente opposti.

Qual è il tuo capo preferito all’interno della collezione? Personalmente ho adorato il completo total white con i pantaloni alla zuava e il mini dress con spalle strutturate e drappeggio sulla gonna.

Posso dire di trovarmi d’accordo con te, anche quelli sono i miei due pezzi preferiti della collezione! Quello a cui tengo maggiormente, tuttavia, è l’abito con drappeggio e con la scollatura vertiginosa in crepe di lana grigio. È l’abito che più di tutti rispecchia il concetto di ‘ossimoro plastico’, dalla struttura delle spalle alla fluidità e irrazionalità del drappeggio.

Come è stato vincere il ‘Premio Milano Moda Graduate 2019’? Al di là della modestia, ti aspettavi questa vittoria?

È stata una bellissima e inaspettata sorpresa. Partiamo dal presupposto che eravamo già grati e onorati di essere lì per mostrare il nostro lavoro e chi siamo, quindi vincere il premio non era il primo obiettivo, almeno per me. Vincere è stato pazzesco! Certe mattine ancora non realizzo. Camera Nazionale della Moda mi ha dato una grandissima opportunità e non smetterò mai di ringraziarli per il riconoscimento e il sostegno che mi danno e che continuano a dare ai nuovi talenti come me.

Ti facciamo i complimenti anche per la vittoria del ‘Premio Franca Sozzani’ in occasione dell’evento “IED Graduate Fashion Show 2019 – Euritmia del Sussurro”.  Tutti questi premi rappresentano un grande riconoscimento al tuo talento, a cui si aggiunge un altro recente onore: Beyoncé ha indossato le tue scarpe nel video della canzone ‘Spirit’ per il film ‘Il re leone’!

Sappiamo che la personal stylist di Beyoncé, Zerina Akers in persona, ha visto il video della tua sfilata su Instagram e si è innamorata dei tuoi abiti e, soprattutto, delle tue ‘Pedestal Shoes’. Raccontaci nel dettaglio come è andata.

Era mattina, credo fossero passati tre giorni dalla sfilata di Milano Moda Graduate, e mi trovo questa mail di Zerina dove mi diceva di aver visto e adorato la collezione e che per questo mi richiedeva alcuni pezzi della sfilata per il nuovo video di Beyoncé. Io – ovviamente – non ci ho creduto subito, era talmente incredibile come cosa! Poi, però, mi sono reso conto che era tutto vero e velocemente ho organizzato la spedizione per Los Angeles.

Cosa hai provato nel sapere che Beyoncé avrebbe indossato proprio le tue scarpe [e solo le sue, perché nel resto del video la cantante è sempre scalza – ndr]?

Parto da un presupposto molto importante di questa vicenda: sono un grande fan di Beyoncé. La seguo assiduamente dal 2010, ho assistito a due concerti qui in Italia, conosco ogni sua canzone e coreografia, non sto scherzando! È una forza della natura e una grande donna, oltre ad essere una degli artisti più bravi su questo pianeta.
In pratica nel giro di una settimana ho realizzato il sogno di sfilare in passerella e vestire il mio idolo, Beyoncé. Quindi penso si possa immaginare il mio stato d’animo nel momento in cui sono stato informato che proprio lei aveva indossato le mie scarpe nel nuovo video di Spirit per l’uscita de Il Re Leone. Per me è stato un momento importante e surreale.

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A sinistra le ‘Pedestal Shoes’ di F. Murano alla sfilata di MMG; a destra Beyoncé indossa le scarpe in una clip del video ‘Spirit’ – Photo Credit:  immagini per gentile concessione di Francesco Murano

Hai condiviso subito la notizia con qualcuno o hai dovuto mantenere il segreto?

Quando Zerina mi ha contattato, ho cercato di contenere la notizia, l’ho detto solo alle persone fidate, che ovviamente sono impazzite. Beyoncé è brava a sorprendere il suo pubblico e di conseguenza a mantenere i segreti, quindi da grande fan ho cercato di fare lo stesso.

Finora il 2019 è stato un anno di grandi soddisfazioni personali per te. Hai già altri progetti in cantiere? Cosa pensi abbia in serbo per te il futuro?

Quest’anno per ora è stato pazzesco e spero continui ad esserlo. Nonostante gli accaduti, però, cerco di rimanere con i piedi ben piantati a terra. Ci sono dei lavori di cui non posso parlare, ma spero al più presto di poterlo fare.

Sappiamo che è difficile pensare a qualcun altro che regga il confronto con Beyoncé, ma c’è qualche altro personaggio famoso che ti piacerebbe vestire? 

È vero, ora come ora per me è davvero difficile pensare a qualcun altro che non sia Beyoncé, ma sono aperto a qualsiasi richiesta e sarei onorato di vestire chiunque me lo chiedesse!

Ti ringraziamo per averci concesso questa intervista e ti facciamo un grande in bocca al lupo per la tua carriera! 

Grazie a voi di Artwave, è stato un vero piacere parlare con voi!

 

Photo Credit immagine di copertina: @murano.francesco Instagram
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