Per strada le persone corrono; corrono per andare a lavoro, perché stanno per perdere la corsa dell’autobus, perché il supermercato sta per chiudere. Catturati dalla frenesia della vita quotidiana, non cogliamo i particolari dei luoghi che incrociamo, che diventano inesorabilmente uno sfondo sfocato che ci lasciamo alle spalle.

Il fotografo Joseph Ford ha voluto restituire valore al background delle nostre giornate, riportandolo in primo piano e facendo ‘scomparire’ le persone. L’idea è nata per caso dall’incontro con Nina Dodd, esperta magliaia, la quale gli ha mostrato un maglione che aveva lavorato a maglia ricalcando il pattern di un sedile dell’autobus.

“Tutto è iniziato perché amo lavorare a maglia […] Un giorno mi sono seduta sull’autobus e ho pensato ‘perché non ho mai lavorato a maglia un maglione che sembra un sedile di un autobus?’. Sono scesa dal bus e sono andata in un negozio di lana” – Nina Dodd.

Invisible Jumpers

Photo Credit: Joseph Ford

All’istante Ford ha pensato che quella creazione fosse visivamente geniale; poco dopo ha trovato un modello e ha scattato la prima foto della serie “Invisible Jumpers“, che sarebbe diventata la copertina del loro omonimo libro.
Invisible Jumpers è il risultato di un progetto durato quattro anni e che ha richiesto più di 1000 ore di lavoro a maglia e molti ‘maglioni mimetici’, che si integrano nello sfondo urbano, divenendo parte di esso: c’è una bambina sull’altalena che si mimetizza con i fiori di ciliegio, uomini che diventano parte integrante di murales, viadotti e muri piastrellati, e addirittura banane che si ‘fingono’ angurie.

“Le illusioni ottiche sono affascinanti, ti fanno pensare due volte. In un momento in cui la nostra capacità di attenzione sta diventando sempre più breve, richiedono la tua piena attenzione. Mi piace scattare foto che abbiano quell’effetto sulle persone e mi è piaciuto molto usare le persone per creare quell’effetto. L’elemento umano li rende ancora più interessanti” – J. Ford.

Le creazioni di maglieria di Nina Dodd sono frutto di un lavoro minuzioso e dettagliato volto a rendere ogni capo perfettamente in linea con la scena da fotografare, riflettendone fedelmente i colori e le trame. Non è stato sempre facile lavorare a maglia: per molti dei maglioni ci sono volute dalle 40 alle 100 ore di lavoro per ricreare perfettamente le sfumature esatte degli sfondi, come il maglione per cani e l’abito a fiori di ciliegio, che hanno richiesto non solo l’utilizzo di una dozzina di sfumature di filo, ma anche il cambio di diversi punti maglia e ferri.

In alcune immagini è chiaramente e volutamente visibile la trama del lavoro a maglia, in quanto era nelle intenzioni del fotografo di Brighton usare qualcosa di reale per formare una fantasia.

“Come la maggior parte dei miei colleghi, io uso Photoshop e CGI. Per queste immagini, oltre al bilanciamento del colore e simili in post-produzione, non ha avuto importanza per me avere un mezzo lento, imperfetto –  il lavorare a maglia – come catalizzatore dell’illusione” – J. Ford.

Anche la preparazione delle immagini è uno step che ha richiesto attenzione e molto tempo. Dopo aver trovato un luogo interessante da fotografare, Ford scattava foto sia del luogo ‘vuoto’ sia di se stesso o di qualcun altro nella posizione dove poi avrebbe voluto collocare il modello; infine realizzava lo schizzo di come sarebbe dovuto essere il maglione per aiutare Dodd a pianificare il lavoro a maglia.
Una volta trovato il set adatto e realizzato il maglione, si passava finalmente a scattare la fotografia, un processo che poteva richiedere anche mezza giornata, poiché bisognava regolare ripetutamente la posizione e gli abiti dei modelli, fino ad ottenere il giusto allineamento tra fotocamera e scenario.

Tra i modelli che si sono prestati a partecipare a questo progetto ci sono il dj britannico Fatboy Slim, che ha posato come parte di un gigante smile, e le gemelle parigine Mady e Monette Marloux, che da sempre si vestono in maniera uguale tra loro. Anche gli artisti internazionali di graffiti PopayMonsieur Chat hanno posato per delle opere realizzate appositamente da loro per Invisible Jumpers.

 

Photo Credit immagine di copertina: Joseph Ford
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