Il crescente successo Zara è dovuto ad un’ottima strategia di produzione, che vede realizzato il 65% dei suoi capi in Spagna, Portogallo e Turchia, vicino ai suoi principali mercati di vendita. Così facendo, la catena spagnola fa arrivare i prodotti sugli scaffali dei negozi in cinque settimane, riuscendo a competere con gli online store come Asos Amazon, al contrario di H&M (ve ne avevamo parlato qui).

È anche grazie ai profitti che provengono da Zara che il gruppo Inditex – la società spagnola che possiede anche Bershka, Pull & Bear, Oysho- ha chiuso il 2018 con un fatturato di 26,145 miliardi di euro, confermandosi uno dei marchi di moda europei più ricchi in assoluto.

In un mercato così agguerrito, dove tutti i brand devono competere fra loro, ma anche confrontarsi con le crescenti richieste e le aspettative dei consumatori, Zara continua a rinnovarsi. Questa volta la “rivoluzione” del brand low cost è passata attraverso tre step.

1. Un nuovo logo

Il primo passo è avvenuto due mesi fa, quando Zara ha cambiato logo per la seconda volta in 44 anni, di cui l’ultima nel 2011, quando il brand aveva solamente aggiunto più spazio tra le lettere.

Il nuovo logo, invece, non solo vede sovrapposte tra loro le quattro lettere che lo compongono (motivo, questo, di ilarità e ironia sui social), ma utilizza anche un nuovo font, che richiama quello della rivista Harper’s Bazaar. Una scelta non casuale questa, che vuole rendere più elegante l’immagine del brand e associarla ad un concetto di moda da rivista patinata.

zara denim

L’evoluzione del logo di Zara – Photo Credit: allaboutwomen.in

 

2. Un nuovo servizio: Zara Trf Edited

Esattamente un anno fa vi parlavamo di come Zara stesse introducendo la realtà aumentata in 120 dei suoi negozi. Oggi, invece, il marchio spagnolo si rimette in discussione con una nuova proposta: capi di moda personalizzabili.

La “customizzazione” di vestiti e scarpe non è cosa nuova, ma sta diventando un vero e proprio fenomeno nel mondo della moda, tanto da essere rinominata “fashion 4.0”. Seguaci di questo trend sono stati per primi i brand di alta moda, come Gucci e Ermenegildo Zegna, seguiti poi da catene commerciali come Calzedonia e ora Zara.

Come annunciato del gruppo Inditex pochi giorni fa, dal 27 marzo sarà disponibile il servizio Zara Trf Edited con cui sarà possibile personalizzare i jeans e una selezione di capi denim della linea TFR di Zara.

Questo servizio sarà attivo online in Spagna, Italia, Regno Unito e Paesi Bassi, e in alcuni store selezionati: il punto vendita di Milano a Vittorio Emanuele, di Barcellona a Plaza Cataluna e di Amsterdam a Kalverstraat.

Potrete far cucire lettere e parole, per un massimo di 11 caratteri, scegliendo sia il carattere che il colore del ricamo; il range di prezzo varia tra i 19,95 e i 39,95 euro.

L’idea della “customizazzione” è sicuramente una carta vincente che attrarrà una grande fetta dei consumatori (chi non vorrebbe provarlo?). Sul retro della giacca o sul taschino dei jeans, dovete solo decidere dove e cosa far ricamare, in modo da rendere unico un capo prodotto in serie!

3. Una nuova Zara Home

L’ultima novità in casa Zara riguarda la catena Zara Home, dedicata agli articoli per la casa e all’abbigliamento da camera. Inditex ha annunciato la decisione di incorporare Zara Home all’interno dei negozi Zara, mettendo in vendita all’interno degli store ‘madre’ una selezione di prodotti ‘home’.

Photo Credit: thenest.com

Questo non vuole dire che i negozi di Zara Home scompariranno: la linea Home continuerà ad avere un suo shop online e 603 negozi fisici, ma l’obiettivo a lungo termine, come ha spiegato il presidente del colosso spagnolo Pablo Isla, è quello di farla diventare una vera e propria sottosezione di Zara, oltre alle linee donna, uomo, bambini e Trf.

L’importanza commerciale di Zara Home è in costante crescita, come ci dicono i dati di vendita che riportano un income di 600 milioni. Per questo motivo Inditex ha deciso di farla diventare un altro dei suoi cavalli di battaglia, seguendo per di più un modello già collaudato con successo da catene come Primark e Urban Outfitters, che hanno creato delle sezioni per la casa all’interno dei loro negozi di abbigliamento.