È solo febbraio, ma per la fashion industry è già febbraio! Questo significa che sono uscite le campagne Spring/Summer 2019, tra cui spiccano in particolar modo quelle di Gucci, Max Mara e Balmain.

Tre Maisons diverse, tre campagne diverse, tre modi completamente differenti di vedere e di interpretare il mondo: non è forse questa la magia della moda? C’è, però, un elemento che accomuna ognuna di queste campagne S/S19 e la celebre frase di Tancredi tratta dal Gattopardo vi si addice benissimo: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”.

Gucci – Showtime

Gucci guarda al futuro, ma anche al passato, omaggiando il culto delle celebrità e l’età d’oro dei musical hollywoodiani. Con la campagna “Showtime“, Alessandro Michele, direttore creativo del brand, si è concentrato sullo spirito gioioso e giocoso di quell’epoca.

I protagonisti della campagna, infatti, impersonano famose star degli anni Trenta e Quaranta che indossano abiti ultra-colorati e scintillanti. L’ispirazione viene dai film An American in Paris, Singin’ in the Rain, The Band Wagon, Gentleman Prefer Blondes, Cover Girl e There’s No Business Like Show Business.

Proprio l’omonima canzone di Irving Berlin fa da colonna sonora al corto pubblicitario diretto da Glen Luchford per la campagna di Gucci. Le clip in technicolor dall’atmosfera vivace e retrò si alternano a quelle in HD, creando un risultato d’impatto.

Il tutto è enfatizzato dalla scelta di aggiungere al corto tre video in cui i protagonisti degli scatti vengono intervistati sul red carpet, uno scenario perfettamente in linea con il tema dell’intera campagna ideata da Alessandro Michele.

WEEKEND Max Mara – Nantucket

Weekend Max Mara presenta “Nantucket”, la sua collezione S/S19 in collaborazione con l’interior designer Anthony Baratta. Il nome della collezione la dice già lunga sulla sua natura; infatti, essendo ispirata alla vacanziera cittadina di Cape Code in Massachusetts, è composta da capi con stampe vivaci e tagli fluidi.

La protagonista dell’intera campagna è Hailey Baldwin, nota anche per aver prestato il suo volto a marchi come Tommy Hilfiger e Guess. In questa collezione nulla è banale, a partire da alcuni capi, come i pantaloni a gamba larga, lo spolverino leggero senza colletto, l’ampia gonna a ruota e il prendisole a righe.

Inoltre, le stampe fanno sì che, anche non sapendo della collaborazione con Baratta, si possa immaginare che dietro ad esse ci sia il pensiero e la mano di un interior designer.

Basta osservare i vasi cinesi sullo spolverino e sulla borsa, i complementi d’arredo sui pantaloni gialli e i motivi bianchi su sfondo blu (ovviamente ispirati alle maioliche). Tutti questi elementi, insieme alla fantasia a quadrettoni, fanno pensare che le influenze italiane non siano per nulla lontane da questa collezione (d’altronde, le origini di Baratta sono chiaramente nostrane).

Infine, si può notare come nessun elemento utilizzato per il servizio fotografico sia stato lasciato al caso. Il ritorno di fantasie animalier e geometriche, le statue dallo stile classico (riprese anche dalle stampe sui cuscini) e le costruzioni dal sapore antico sullo sfondo creano un leitmotiv retrò che, però, non predomina mai sugli originali pezzi della collezione.

Balmain

Focalizzandosi non sui pezzi della collezione, ma sulle personalità dei due soggetti che la rappresentano, Balmain infrange completamente le classiche regole che la campagna di una Maison “dovrebbe” seguire.

La collezione S/S19 del brand è plasmata sulla modella Cara Delevingne e su Olivier Rousteing (sì, proprio il direttore creativo della Maison). Gli scatti mostrano entrambi i soggetti in una luce intima e senza veli, come ha sottolineato Rousteing:

Cara incarna la donna moderna di Balmain, è autentica e trasparente, un’amica e una musa. Amo ciò che Dan Beleiu è riuscito a catturare in questi scatti: una riflessione sulla bellezza e sull’onestà della nudità, la forza impressionante di una donna sicura di sé e l’importanza dell’amicizia”.

Nelle due foto principali della campagna, Cara posa nuda davanti ad una grande “B” di marmo ed è poi ritratta in uno scatto frontale insieme a Rousteing, indossando solo un paio di jeans a vita alta. In entrambe le foto, il logo bianco di Balmain è posto bene in vista.

Infine, non ci si può non soffermare sulla precisa scelta stilistica che lega tutti gli scatti: il “black & white” è una scelta che sa di passato, ma che, al contempo, suggella l’innovatività di questa campagna.