“È il dispositivo della sessualità a istituire la nozione di sesso”, scriveva così il filosofo francese Michel Foucault. Appare lontano il tempo in cui ci si scandalizzava soltanto a sentir parlare di moda genderless (pioniera nel low cost fu HM con Denim United); oggi esiste il gender fluid e a cambiare non è più solo il modo in cui ci vestiamo, ma la rivoluzione parte dalla scelta del profumo.

I profumi genderless, dalla loro nascita ad oggi

Quante volte ci è capitato di ritrovarci, volontariamente o meno, davanti allo specchio a spruzzarci qualche goccia di profumo del partner, prima di infilarci scarpe e cappotto per poi correre in uffici? Questo è un simpatico gioco del nostro cervello, chiamato meccanismo naso-memoria, o forse è solo l’inconscio, che ci guida a conoscere la parte più intima di una persona e a lasciarci sulla pelle la sua impronta. Così, il profumo diventa lo strumento che stimola la nostra memoria al ricordo di un momento felice e non fa più distinzione di genere.

In principio ci fu Musk, la fragranza di Alyssa Ashley nata nel 1968 in seno alle rivoluzioni studentesche e giovanili, pensata per chi si sentiva a volte di vestire i panni di un ragazzo e altre quelli di una ragazza. Negli anni Novanta ci fu Calvin Klein con Ck one, la prima fragranza unisex, un perfetto accordo di tè verde, mandarino, bergamotto e limone, dove le note speziate della noce moscata si mescolano al gelsomino, al mughetto e alla rosa.

“Il profumo è il fratello del respiro. La mia fede è uno scandalo”, così Yves Saint Laurent lanciava nel 1971, con lo scatto di un nudo in bianco e nero, il suo primo profumo maschile, Pour Homme. Carine Roltfeld, ex direttrice di Vogue Paris, per il lancio delle sue nuove fragranze ‘no gender’ ha seguito le orme dello stilista tappezzando Parigi con 4000 manifesti che la ritraggono nuda, di schiena, davanti a una finestra.

Lei ha pensato di creare sette fragranze genderless, ispirate a sette diverse città del mondo, a sette amori immaginari, a sette amanti inesistenti: Orson a New York, Sebastian a Buenos Aires, George a Londra, Vladimir a San Pietroburgo, Aurélien a Parigi, Lawrence a Dubai (riferimenti al film Lawrence d’Arabia) e Kar-Wai a Hong Kong (ispirato a Wong Kar-Wai, regista di In the Mood for Love).
Le fragranze esclusive sono acquistabili esclusivamente da Net-a-Porter fino al prossimo novembre.

Oramai la moda non distingue più un capo maschile da uno femminile, come abbiamo visto anche all’ultima Paris Fashion Week, e anche in cucina non si fanno più distinzioni, con l’avvento del queer food. Dunque, perché dovremmo lasciarci definire da un profumo, nato esclusivamente per suscitarci emozioni e farci rivivere ricordi?

Qui di seguito vi elenchiamo le Maison che, per questo autunno/inverno 2019, hanno miscelato essenze particolari per comporre assoli di note profumate perfettamente in linea con la filosofia del gender fluidity.

1. Mémoire d’une Odeur

Mémoire d’une Odeur è il nuovo profumo firmato Gucci, prima fragranza universale della Maison, ideata da Alessandro Michele per trascendere i generi ed esplorare il potere dei ricordi.

L’olfatto è il senso che, anche a occhi chiusi, ti trasporta in un preciso momento dello spazio e del tempo. Ho provato a immaginare un profumo che non potesse essere facilmente identificato, un odore ibrido, che assomigliasse quanto più possibile a un ricordo” – Alessandro Michele.

Un elisir miscelato dal maître parfumeur Alberto Morillas, il profumo dà origine a una nuova famiglia olfattiva: Minerale Aromatica. Cresciuta nei giardini dei dintorni di Roma fin dal XVI e XVII secolo, la camomilla romana fonde la sua intensa nota verde con quella del gelsomino corallo indiano, un fiore il cui profumo si fa più intenso di notte.
La fragranza è disponibile nel flacone 60ml e 100ml.

Profumi genderless

Photo credit: gucci.com

2. Signature of the sun

Acqua di Parma ha da poco presentato Signature of the sun, la sua nuova linea di fragranze gender fluid che  comprende sei profumi per sei differenti essenze pure, rilette attraverso Colonia, fragranza simbolo della Maison, e diventate protagoniste di epifanie olfattive uniche.

La prima è Ambra, che esalta l’intensità delle note salmastre e muschiate dell’ambra grigia, commerciata attraverso la via della seta da Marco Polo e rintracciata dopo millenni di cristallizzazione sulle coste del Mar Baltico, della Normandia, del Giappone e dell’Inghilterra.
Leather è il profumo dell’artigianalità esclusivamente italiana. Le sue note agrumate riprendono Colonia, mentre dal fondo emerge l’inebriante fragranza dei pellami e del cuoio attraverso una sinfonia di note: l’olio di betulla, la resina di cisto e olibanol.
A completare la linea Signature of the sun ci sono Oud, Quercia, Sandalo e Vaniglia.

Profumi genderless

Photo credit: Press Office Acqua di Parma

3. BDK

David Benedek, parigino classe 1989, è il fondatore di BDK Parfums. Negli anni Cinquanta i nonni, esiliati dalla Trasilvania e arrivati a Parigi, divennero i primi rivenditori autorizzati per le prestigiose fragranze di Worth e Christian Dior. Cresciuto tra scaffali di profumi, lui ha poi studiato dai maître profumieri di Givaudan e si è diplomato all’Institut Français de la Mode.
Benedek, per la sua linea Parisienne, con l’aiuto dei maître parafumeur Marie Schnirer e Mathilde Bijaouiha, ha confezionato due nuove fragranze ispirate a Parigi.

“Dopo il lancio di Rouge Smoking e Crème de Cuir nel 2018, ho deciso di concentrarmi su Parigi e su due temi che mi stanno a cuore: il quartiere del Palais Royal di Parigi con Nuit de Sable e il sex appeal dei parigini con Gris Charnel” – David Benedek.

Gris Charnel racconta, attraverso le note di iris, bourbon e sandalo dell’india, una passeggiata notturna e solitaria sulle rive della Senna; Nuit de Sable ha un cuore di rosa turca che incontra le note del cardamomo del Guatemala e della noce moscata e fa tornare alla mente un incontro inaspettato nel giardino del Palais Royal.

Profumi genderless

Photo credit: Negri and Firman Press Office

4. Diptyque

Diptyque è la Maison francese nata nel 1961 dall’incontro di tre amici sconosciti – Christiane Montadre-Gautrot, Yves Coueslant e Desmond Knox-Leet – che aprirono al numero 34 di Boulevard Saint-Germain un surreale bazar, un universo di piaceri soavi e arte di vivere. Oggi, il vasto universo di fragranze Diptyque si è ampliato con nuove profumazioni pensate per essere perfettamente no gender.

Eue de Minthé esalta la freschezza dell’aroma di menta che incontra le note floreali del geranio e quelle profonde del patchouli, richiamando il mito dell’amore tra la ninfa Minthé e il dio degli inferi Ade, che la trasformò in una pianta di menta per proteggerla dall’ira di Persefone.
Philosykos, creata nel 1996 da Olivia Giacobetti, è la fragranza pensata per essere il ricordo intenso di un viaggio fatto in Grecia. Philosykos – dal greco “amico del fico” – è un omaggio alla pianta del fico, che secondo Platone avrebbe il merito di risvegliare l’intelligenza.

Eau de Sense è un accordo armonioso tra il fiore d’arancio, l’arancia amara, la bacca di ginepro, l’angelica e il patchouli; è la confusione dei sensi in un perfetto equilibrio.
Tam Dao, ricorda l’India, dove l’albero del sandalo, il legno più sacro, brucia lentamente nei templi per onorare con il sublime aroma le divinità della foresta. Fleur de Peau, letteralmente “fiore di pelle”, odora di pellami scamosciati e cuoio, con un tocco di muschio del Tibet e la nota vivace della rosa turca.

Profumi genderless

Photo credit: Negri and Firman Press Office

Photo credit immagine di copertina: gucci.com
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