Mancano pochi giorni al Black Friday e molti di voi avranno già iniziato a preparare la propria wishlist, magari proprio su Amazon, uno dei cinque migliori siti di shopping online. Solo gli occhi più attenti, però, si saranno accorti che tra le marche di abbigliamento sportivo non si incontra una delle più famose. Stiamo parlando di Nike, il colosso americano dello sportwear, che ha deciso di cessare la vendita dei suoi prodotti su Amazon.

I motivi della scelta

La decisione è stata ufficializzata dopo la nomina di John Donahoe come amministratore delegato dell’azienda. Donahoe, precedentemente top executive di Ebay, ha maturato un certo fiuto negli affari, che stavolta gli ha suggerito una mossa a dir poco coraggiosa.

Alla base della scelta c’è l’esperienza del consumatore:

“Come parte della volontà di Nike di incrementare l’esperienza del consumatore con una più diretta e personale relazione, abbiamo deciso di concludere il nostro progetto pilota con Amazon Retail. Continueremo a investire in forti e importanti partnership per Nike con altri rivenditori e piattaforme per servire i nostri clienti su scala globale”, ha affermato uno dei manager Nike.

Vi è, inoltre, la volontà di conseguire una maggiore autonomia e un completo controllo sui prodotti venduti, senza dover ricorrere ad un importante player come Amazon. Dopo la notizia, il titolo di Amazon è sceso in borsa dello 0.8%, mentre quello di Nike è salito dell’1%.

Verso il mercato cinese

Tra le nuove strategie di vendita del brand di abbigliamento vi è quella di puntare al mercato cinese. Con l’aumento dei campioni su Tmall, uno dei più importanti e-commerce cinesi, Nike ha venduto in soli 45 secondi prodotti per centinaia di milioni di yuan. Oltre a Tmall, tra gli altri siti cinesi in cui Nike è presente vi sono Alibaba e Jd.com, piattaforme che hanno permesso al brand di chiudere il primo trimestre con utili e ricavi in aumento.

Sembrerebbe che, a differenza di Amazon, il mercato cinese permetta di semplificare i problemi legati alla distribuzione di terzi ed è per questo che sempre più marchi lo prediligono.

Al momento non ci resta che chiederci: come si difenderà Amazon da questo affronto? Aspettiamo con ansia la prossima mossa di Jeff Bezos!

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