di Daniele Stucchi

Parigi, 19 febbraio 2019: Karl Lagerfeld, l’imperatore della moda soprannominato Kaiser Karl, si è spento all’età di 85 anni. A darne triste notizia è stato il magazine francese “Closer” durante la mattinata di martedì.

L’annuncio è stato un vero e proprio shock che ha letteralmente immobilizzato il frenetico mondo della moda, in questi giorni impegnato con le prime sfilate della Milan Fashion Week.

Per molti, questa è stata una notizia annunciata. Alla sfilata Chanel Haute Couture della stagione primavera/estate 2019, il Kaiser, atteso per la consueta uscita a fine défilé, ha preferito essere sostituito da Virginie Viard, suo braccio destro da oltre 30 anni e da oggi ufficialmente nuovo creative director di Chanel.

Si era temuto il peggio, ma, a tranquillizzare momentaneamente gli animi, erano state le dichiarazioni della Maison, che in un comunicato stampa aveva affermato: “Per il tradizionale saluto alla fine dello show, mr. Lagerfeld, direttore artistico di Chanel, sentendosi stanco, ha chiesto a Virginie Viard, direttore creativo dell’ufficio stile della maison, di rappresentarlo e di salutare gli ospiti”.

Il mondo della moda ha così, per poco, tirato un piccolo sospiro di sollievo.

Karl Lagerfeld e Virginie Viard – Photo Credit: diredonna.it

Karl Lagerfeld non era solo un’icona di sé stesso, ma un artista poliedrico, fotografo, illustratore, stilista, designer; in una parola: un genio.

Un genio in cui la creatività scorreva a fiumi, tanto da essersi definito con queste parole: “Amo essere sempre creativo. Se non lo fossi mi annoierei e la noia è un crimine”.

Il suo aspetto lo ha reso unico, insieme alla sua “divisa d’ordinanza”, fatta di occhiali scuri, capelli raccolti in una coda di cavallo, camicia bianca dal collo alto, abito nero, guanti neri e un’innumerevole quantità di anelli.

 

A chi gli aveva domandato da dove provenisse questa sua ossessiva cura per l’immagine, aveva risposto:

“Sono impeccabile e pulito prima di andare a letto. Come se dovessi uscire. Quando ero piccolo, mia madre mi diceva sempre che potevo svegliarmi nel cuore della notte e morire improvvisamente, quindi dovevo essere sempre perfetto. Ora ci rido su, ma penso che tutti dovrebbero coricarsi come se avessero un appuntamento”.

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Una mente attenta e curiosa e un uomo instancabile, questo era Lagerfeld. Nato ad Amburgo il 10 settembre 1933, lo stilista discendeva da una famiglia di facoltosi banchieri, mentre il padre era proprietario di un’azienda casearia e la madre vendeva lingerie femminile a Berlino. 

A Parigi, dopo aver studiato arte e disegno, nel 1955 Karl Lagerfeld vince il Woolmark Prize, un concorso lanciato dal Segretariato Internazionale della lana, per aver realizzato un bozzetto per un cappotto.

Inizia la sua carriera lavorando nell’atelier di Balmain prima e per le collezione haute couture di Jean Patou dopo, per poi aprire un suo atelier a Parigi, grazie ai capitali di famiglia.

Nonostante il suo debutto iniziale non fu un successo, a giudicare dalla reazione di alcune giornaliste di moda, tra il 1963 e il 1978 Lagerfeld lavorò per Chloé, dove la sua immagine di donna vera, reale e sexy prese vita.

È nel 1965 che inizia la sua liason con Fendi, lavorando a stretto contatto con le sorelle Fendi e diventando “l’uomo di casa” all’interno della Maison.

Qui, Karl mostrò subito tutto il suo talento diventando il deus ex machina, un vero rivoluzionario. Tra le sue più importanti rivoluzioni c’è quella che porta il nome di “fun fur”, che abbandona il concetto di pelliccia come simbolo dello status borghese e la fa diventare terreno di contaminazioni e sperimentazioni.

Sempre lui, nel 1965, inventa il logo con la “doppia F”, divenuto il leitmotiv inconfondibile della casa di moda. 

Una collaborazione quella tra Fendi e Karl Lagerfeld che ha celebrato il suo primo ventennio con una mostra retrospettiva a Roma intitolata “Un percorso di lavoro Fendi-Karl Lagerfeld”.

Proprio oggi, è Silvia Venturini Fendi a ricordarlo con queste parole:

“Ero una bambina quando ho visto Karl per la prima volta. Il nostro rapporto era molto speciale, fondato su un profondo e genuino affetto. Tra noi c’era un grande apprezzamento reciproco ed un rispetto infinito. Karl Lagerfeld è stato il mio mentore e punto di riferimento. Bastava uno sguardo per comprendersi l’un l’altro. Per me e per Fendi, il genio creativo di Karl Lagerfeld è stato e sarà sempre la luce guida che ha plasmato il DNA della Maison. Mi mancherà moltissimo e porterò sempre con me i ricordi dei giorni passati insieme”.

Photo Credit: arttribune.com

Il 1983 resterà per sempre l’anno in cui si è aperto un nuovo capitolo nella vita di Lagerfeld: a dieci anni dalla morte di Gabriel Chanel, gli viene affidato l’arduo incarico di ridare lustro alla Maison ormai in decadenza.

Sebbene scoraggiato da molti, Lagerfeld accetta l’incarico e riesce a riportare Chanel agli antichi fasti, puntando sui simboli che poi l’hanno resa famosa nel mondo: le perle, la bigiotteria, i cappellini, la scarpa bicolore, il vestito in tweed, il tubino nero noto come “petit robe noire”; ovviamente tutto reinterpretato e stravolto per essere proiettato nella visione futuristica dello stesso Kaiser.

Sotto la sua guida, Chanel è tornata ad essere il riferimento per la moda francese e non, un simbolo di eleganza capace di accumunare le dame borghesi, le dive e le giovani ragazze benestanti.

Con la morte di Karl Lagerfeld il mondo dice addio a colui che per 60 anni ha rivoluzionato la moda e, ancor più triste, perde una fonte inesauribile di creatività e cultura. Noi lo ricorderemo sempre come l’uomo che detestava la noia e che definiva l’intelligenza il vero lusso.