Il 9 novembre sarà il 30esimo anniversario della caduta del Muro di Berlino, uno degli eventi più celebrati e importanti della storia europea del XX secolo.
Il Muro, costruito nel 1961, divideva a metà l’attuale capitale tedesca, impedendo totalmente la comunicazione e il passaggio tra Berlino Est e Ovest.
Questo fino a quando nel 1989 il governo della Germania Est aprì le frontiere e migliaia di abitanti di questa parte si riversarono in quella Ovest, alcuni scavalcando addirittura il Muro, come immortalato da alcune foto che hanno fatto la storia.

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Photo Credit: pixabey.com

Il Muro di Berlino ha influenzato vari aspetti della vita della Germania, compresa la moda e l’abbigliamento. Basti pensare che dopo il crollo del Muro interi guardaroba della parte Est furono bruciati dai cittadini, ormai insofferenti anche agli abiti. Come mai una simile reazione? In Germania il partito socialista regolava tutto, compresa la moda, che era dettata da canoni di funzionalità e concretezza: l’abbigliamento doveva essere anonimo, neutro e appropriato, tutto molto semplice e senza distinzione fra le classi sociali.
E gli stilisti? Naturalmente solo quelli approvati dal Regime potevano lavorare e i loro disegni venivano controllati attentamente prima di realizzare gli abiti.

La moda chic di Berlino Ovest VS lo stile socialista di Berlino Est

La moda tra il 1961 e il 1989 era lo specchio della società tedesca di allora, che si divideva in due tendenze molto diverse fra loro. Quella di Berlino Ovest era caratterizzata da un governo federale e risentiva degli influssi culturali dell’occidente e di tutte le mode europee, a partire dagli eleganti anni Sessanta fino ad arrivare ai movimentati ed eclettici anni Ottanta.
Le donne potevano ostentare trucchi ricercati e avere capelli lunghi e fluenti, indossavano tute acetate, jeans a vita alta – in particolare gli iconici ed amatissimi Levi’s -, gli scaldamuscoli anni Ottanta alla ‘Jane Fonda’, t-shirt oversize e cappotti lunghi fino ai piedi. Non era inusuale seguire la moda delle celebrità come Gina Lollobrigida.

La Berlino Est degli anni Ottanta, invece, non risentiva minimante di influssi esterni e tra i suoi abitanti alcuni ostentavano un look alternativo e dark, con abiti e trucchi molto scuri e capelli colorati, volti a respingere lo stile socialista imposto (‘Meglio i capelli blu delle camicie blu‘).
Anche i tessuti erano più poveri rispetto a quelli dell’altra parte, perché i tessuti naturali come il cotone erano scarsi e troppo costosi, quelli sintetici erano di cattiva qualità e il pizzo non esisteva.

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Riviste di moda all’epoca – Photo Credit: Ansa.it

In generale, la moda di Berlino Est era sempre più di un passo indietro rispetto alla moda occidentale e lo stile della DDR rifletteva il suo isolamento rispetto al resto d’Europa. Le donne sognavano l’iconica moda occidentale di Parigi, Londra e Milano e riciclavano e riutilizzavano i tessuti con impegno e sforzo creativo (da qui il detto ‘da tre ne fai quindici‘), prendendo spunti dalle riviste di moda dell’epoca, come Pramo, Sibylle e Saison.

La moda poteva anche essere il modo con cui esprimere la propria individualità, in contrasto con la politica di omologazione della DDR. Attraverso gli abiti era possibile riflettere il proprio dissenso politico e ‘ribellarsi’; anche indossare un semplice paio di jeans nella Berlino Est equivaleva ad una dichiarazione politica contro il  governo.

Berlino e la caduta del Muro ispirano la moda di oggi

Max Mara ha reso omaggio alla rinascita della città di Berlino, prendendo spunto dalla sua architettura e dalle sue atmosfere per la collezione Resort 2020, che ha sfilato proprio nella capitale, al Neues Museum.
La collezione è sofisticata ed elegante e tra i capi più chic è presente l’iconico cappotto Berlino, un capo in bianco candido di cashmere e lana, con le spalle decorate da fiori ricamati che ricordano le famose porcellane di Meissen.

Adidas Originals, famoso brand tedesco di abbigliamento sportivo, celebra i 30 anni della caduta del Muro di Berlino lanciando il pack “A Better Berlin Since 1989. Si tratta di quattro sneakers ZX8000 in una speciale confezione, la cui grafica richiama l’abbattimento del muro.

Ciascuna delle quattro scarpe dà una reinterpretazione estetica della silhouette ZX8000 – amatissima in Germania –  e si presta senza dubbio ad un originale mix & match. Sul tallone quattro esclusivi simboli omaggiano temi chiave come uguaglianza, individualità, libertà e unità.
Il pack ZX8000 sarà disponibile dal 9 novembre in selezionati negozi Adidas e sul sito del brand e simbolicamente in una quantità limitata di 1989 paia.

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Adidas Pack ZX8000 – Photo Credit: Press Office

Non solo la moda celebra i 30 anni della caduta del Muro: a Bologna è in corso una mostra che durerà fino al 29 novembre, Sky ha in programma una serie di appuntamenti televisivi dedicati a questo evento, mentre nelle sale cinematografiche torna, in versione restaurata, il famoso e indimenticabile film Il cielo sopra Berlino.

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