L’azienda della famiglia Dassler

La “guerra” tra Adidas e Puma è più di una battaglia tra due brand sportivi: è un affare di famiglia iniziato nel 1924 dai fratelli Dassler, figli del calzolaio Christoph von Wilhelm Dassler.
Infatti, quell’anno Adolf Dassler cominciò a realizzare scarpe da calcio nella lavanderia della madre, in una piccola città della Baviera. Poco dopo, insieme al fratello Rudolf Dassler, fondò la Gebrüder Dassler Schuhfabrik.

adidas

A sinistra Rudolf Dassler; a destra Adolf Dassler – Credit: commons.wikimedia.org

Nella fabbrica di scarpe i fratelli Dassler si dividevano i compiti: Adolf si occupava di produrre le scarpe, mentre Rudolf della loro distribuzione. In breve tempo le loro calzature ottennero il consenso dei tedeschi, ma furono i Giochi olimpici a consacrare il loro successo internazionale. Nel 1928 Lina Radke vinse l’oro negli 800 metri piani e otto anni dopo il velocista Jesse Owens vinse quattro medaglie d’oro, entrambi indossando le scarpe della Gebrüder Dassler Schuhfabrik.

Lina Radke ai Giochi olimpici di Amsterdam del 1928 – Credit: adidas-group.com

La scissione e la nascita di Adidas

Eppure, nonostante il successo ottenuto, una nube incombeva sul sodalizio dei fratelli Dassler. Nonostante si fossero entrambi iscritti al partito nazista nel 1933, Rudolf fu subito tra i primi sostenitori del nazismo. La Seconda guerra mondiale non fece che acuire i dissapori, finché alla fine, nel 1947, i due si separarono.

Il 18 agosto 1949 Adolf Dassler registrò il nome della sua nuova azienda: Adidas AG. Il nome derivava nient’altro che dall’unione di Adi, il suo diminutivo, con le prime tre lettere del suo cognome.
Anche Rudolf fondò la sua azienda, che all’inizio chiamò Ruda (sempre dall’unione del suo nome e cognome), ma che poi ribattezzò Puma Schuhfabrik Rudolf Dassler, oggi Puma

La creazione del logo a tre strisce

adidas

Locandina del 1967 – Credit: adidas-group.com

Alla Gebrüder Dassler Schuhfabrik vennero realizzati diversi modelli di scarpe, ma uno in particolare conquistò l’attenzione del pubblico. Questo modello, indossato anche da Lina Radke, si distingueva per la presenza di due strisce laterali sulla tomaia della scarpa. All’inizio la loro presenza era puramente funzionale, dovendo aiutare a mantenere la struttura della scarpa, ma presto divenne il simbolo dell’azienda.

Quando Adolf fondò Adidas non potè usare il logo dell’ex-azienda. Tuttavia, l’imprenditore non voleva abbondare l’idea delle strisce e pensò semplicemente di aggiungerne una terza. Anche qui, però, ebbe delle difficoltà, perché quando provò a brevettare le tre strisce come simbolo del suo brand, scoprì che era stato battuto sul tempo. Infatti, le tre strisce erano già marchio registrato di una piccola azienda finlandese, che però si convinse a cederne la proprietà in cambio di una piccola somma di denaro.

Adidas vs Puma: chi vince?

Credit: millenialsofficial.com

La rivalità tra i fratelli Dassler e l’avvincente storia della creazione dei due brand sportivi è stata narrata nel film del 2016 “Adidas vs Puma“. Come si vede nel film, ingegno, resilienza e determinazione sono le fondamenta su cui sono nate e cresciute entrambe queste aziende.
Nonostante al momento le vendite risentano dell’effetto Coronavirus, ancora oggi questi brand si pongono come riferimento nel campo dello sportswear.
Ma chi vince questo scontro tra titani? Il sito statista.com riporta che nel 2019 Adidas ha registrato un utile netto di 1,98 miliardi di euro, mentre Puma di 68,5 milioni di euro.
Dunque, la medaglia d’oro va all’azienda fondata da Adolf Dassler, che deve il successo alla sua innovazione e versatilità, dalle scarpe di plastica riciclata alla super collezione con Beyoncé.

 

Credit immagine di copertina: gameplan-a.com
© riproduzione riservata