Non sono state ancora chiarite le cause del decesso del grande fotografo milanese Bob Krieger, avvenuto lo scorso 7 maggio a La Romana, nella Repubblica Dominicana. L’artista si trovava in vacanza ospite di amici e sarebbe dovuto rientrare a Milano a febbraio, ma a causa dell’emergenza Coronavirus è rimasto confinato per altri due mesi sull’isola.

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Foto Bob Krieger – Photo Credit: Facebook Bob Krieger

Nonostante numerosi voci si rincorrano (da un possibile suicidio, ad malore improvviso), le autorità locali devono ancora accertare le cause della morte, anche per rilasciare il nulla osta per il rimpatrio in Italia. Il funerale si svolgerà in forma strettamente privata, sempre vista l’emergenza sanitaria.
Gli amici intanto escludono l’ombra della depressione. “L’ho sentito mercoledì, era molto felice, perché finalmente sarebbe potuto rientrare a Milano“, ha detto Maria Grazia Vernuccio, amica e assistente di Krieger e curatrice di altre mostre di moda.

Chi era Bob Krieger

Krieger era nato ad Alessandria d’Egitto nel 1936 da una famiglia cosmopolita. Il padre era un nobile prussiano, mentre la madre era un’artista siciliana. La sua istitutrice fu Iolanda Margherita di Savoia, figlia di Vittorio Emanuele III.
Nel 1967 si trasferisce a Milano, dove inizia la sua carriera di fotografo. In pochi anni si afferma professionalmente lavorando soprattutto nel mondo della moda e collaborando con alcune tra le più importanti griffe a livello internazionale. Il suo talento emerge soprattutto nell’arte del ritratto fotografico, di cui era il maestro indiscusso.
Fotografo ufficiale dell’avvocato Gianni Agnelli, nel corso della sua lunga carriera ha fotografato i volti più noti della moda (tra cui Giorgio Armani, Gianni Versace, Renzo Rosso, Dolce & Gabbana, Krizia, Linda Evangelista). Inoltre, ha scattato tre copertine per Time Magazine, di cui la più celebre è quella che nel 1982 incoronò Armani “Re della moda”.

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Giorgio Armani, 1982 – Photo Credit: Bob Krieger/Ufficio Stampa

Il fotografo che ha consacrato gli anni Ottanta

Il settore del fashion ebbe un ruolo centrale negli anni Ottanta, periodo di massimo splendore e di conquista dei mercati mondiali da parte degli stilisti italiani. In quegli anni Krieger si afferma sempre di più nella sua professione: fu corrispondente del New York Times Magazine per otto anni, nonché collaboratore di testate prestigiose come Vogue, Esquire e Harper’s Bazaar.
Il fotografo ha lavorato anche per molti grandi stilisti. Oltre a Giorgio Armani, si ricordano Prada, Valentino, Moschino, Emilio Pucci, Krizia, Gianfranco Ferrè, Mila Schoon.

Negli ultimi vent’anni la sua produzione artistica si è estesa all’arte contemporanea, utilizzando gli scatti come vere e proprie tele. Le sue opere sono state esposte in diverse mostre in Italia e all’estero, ad esempio all’Imago Art Gallery di Londra (nel 2010), a Palazzo Reale di Milano (nel 2011) e l’ultima a Palazzo Morando a Milano (nel 2019), dal titolo Bob Krieger Imagine e dedicata al made in Italy.
E proprio il capoluogo lombardo è la città che il fotografo milanese ha contribuito a consacrare come capitale della moda grazie alle sue foto.

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Mostra Bob Krieger Imagine, Palazzo Morando – Photo Credit: Bob Krieger/Ufficio Stampa

Il ricordo di Bob Krieger dagli occhi dei suoi amici

Il mondo della moda e dell’arte è dunque in lutto per l’improvvisa scomparsa del grande fotografo e ritrattista milanese. Molti sono i volti noti che hanno deciso di salutare l’artista per l’ultima volta. Sui social, Simona Ventura ricorda Bob Krieger con queste parole:

“Aldilà dell’enorme bravura…eri una persona gentile e cordiale…un vero artista…mi mancherai tanto.”

Giorgio Armani in una recente intervista ha raccontato di lui:

“Bob Krieger per me è stato un amico, è stato Milano, è stato la moda prima ancora che la moda diventasse il fenomeno sfolgorante degli anni Ottanta. In anticipo sui tempi e sempre perfettamente contemporaneo. […] Era un vero gentiluomo, una parola che oggi è quasi uscita dal nostro vocabolario.”

Bob Krieger era un artista gentiluomo ed eclettico, che amava la moda e che non ha mai perso l’entusiasmo e l’amore per il suo lavoro, come ha rivelato lui stesso:

“Ho conosciuto la moda italiana nel suo momento glorioso e in quell’entusiasmo c’era qualcosa di infantile, era un po’ come essere Alice nel Paese delle Meraviglie: tutto sembrava impossibile e possibile al tempo stesso. E lo era.”

Questa scomparsa lascia un grande vuoto nel mondo della moda e della fotografia, ma anche in ogni individuo semplicemente amante delle sue affascinanti opere.

Photo Credit immagine di copertina: Bob Krieger/ Ufficio Stampa
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