Si dice che, per un radicato fatto di costume, sia poco elegante domandare o rivelare l’età di una donna, ma, come ogni buona regola ci insegna, esistono anche quelle rare eccezioni per cui trasgredire è consentito e questa in fondo è un’ottima occasione per farlo. Infatti, oggi Anna Wintour, l’intoccabile Lady Vogue US, compie 70 anni e noi le facciamo tanti auguri! 

La stagione che ama? La primavera. Il suo fiore preferito? La tuberosa. Il libro del cuore? Orgoglio e pregiudizio.
Così la donna dall’aura glaciale più amata, venerata e odiata nel fashion system ha confessato di possedere un animo romantico e lo ha svelato nel 2014 quando, in una breve intervista-video realizzata per Vogue, ha risposto a 73 domande scomode sul suo conto.

Ma questi non sono gli unici segreti che nasconde Anna Wintour; ecco alcune interessanti curiosità su questa imperscrutabile fashion icon.

1. Quando il giornalismo è nel DNA

Per Anna Wintour, nata a Londra il 3 novembre 1949, il giornalismo è un affare di famiglia. Suo padre, Charles Wintour, è stato direttore per il London Evening Standard dal 1959 al 1976 e uno dei suoi due fratelli, Patrick, oggi riveste il ruolo di redattore diplomatico per il The Guardian.

Cresciuta a pane e ambizione, a soli 16 anni fu cacciata dall’esclusiva North London Collegiate School per le sue mise, definite “troppo audaci” per il contesto.

“Non mi piacciono le persone che diranno di sì a tutto ciò che potrei sollevare. Voglio persone che possano discutere, non essere d’accordo e avere un punto di vista che si riflette sulla rivista. Mio padre credeva nel culto della personalità. Ha portato grandi scrittori e editorialisti allo Standard. Cerco di farlo anche qui”  – A.W. 

Il suo è un curriculum di tutto rispetto: a 16 anni già vestiva i panni di una giovane giornalista per Harpers and Queen a Londra, mentre una volta arrivata a New York ha iniziato a scrivere per Harper’s BazaarHouse and Garden.
Al suo colloquio con Grace Mirabella, l’allora direttrice di Vogue US e diretta erede di Diana Vreeland, la giovane ambiziosa Wintour si fece conoscere subito per la sua tenacia quando alla domanda “A che posto ambisce?” rispose “Il suo”.

Da lì il passo fu breve e nel 1988 fu nominata caporedattore per Vogue America, con il compito di rilanciare la rivista rivoluzionando per sempre l’estetica della stampa di moda. Nonostante i rumors che lo scorso anno la volevano prossima alla pensione, quest’anno è stata confermata nel ruolo di ‘direttrice a vita’ dalla sua casa editrice Condé Nast.
Oggi è sua figlia Bee Shaffer (da poco moglie di Francesco Carozzini, figlio dell’indimenticabile direttrice di Vogue Italia Franca Sozzani) a seguire le orme della madre lavorando come giornalista per il Daily Telegraph.

2. Vestirsi: voce del verbo raccontare

Raccontare: ecco cosa devono fare gli abiti secondo la regina di Vogue; ogni singolo capo deve essere scelto per essere accostato ad un altro con il solo obiettivo di esprimere e rappresentare la personalità di chi lo indossa. E per chi teme di sbagliare? Nessun problema, la Wintour ha dichiarato che nessuno nasce elegante, eleganti si diventa.

“Non seguo le ricerche di mercato. Alla fine, io rispondo al mio istinto”. Sarà questo suo istinto innato nel vestire ad averla resa un’icona immutabile al tempo e al passare delle mode?
È una fiera sostenitrice dei look mix and match, si diverte a riutilizzare abiti già indossati mixando capi di diversi stilisti, gioca sovrapponendo fantasie floreali a stampe geometriche (questo è uno dei motivi per cui non manca mai alla sfilata meneghina di Miuccia Prada, della quale si dichiara da sempre una grande fan), mentre rabbrividisce solo a sentir parlare di total black.

3. L’abitudine è la chiave del successo

È una donna metodica, ha una sua routine giornaliera da rispettare ed è estremamente puntuale. Di cosa non può proprio fare a meno? Dei suoi occhiali da sole firmati Chanel e di avere capelli in perfetta piega. Il suo caschetto bob è rimasto invariato dall’età di 14 anni; per mantenerlo perfetto lo pettina una prima volta al mattino e una seconda volta nella prima serata, ma durante la giornata ha confessato di non disdegnare una piega a secco ovunque si trovi.

“Gli occhiali sono un accessorio utilissimo perché divento imperscrutabile quando mi annoio e sono stanca; il caschetto è un buon modo per iniziare la giornata senza pensare anche a come pettinarmi, ho già troppe decisioni da prendere ogni giorno” – A.W.

Con le scarpe ha una relazione particolare: è innamorata da più di 20 anni dello stesso sandalo colore nude firmato Manolo Blahnik, di cui si dice ne abbia svariate paia in diverse nuance da abbinare perfettamente al suo tono di abbronzatura.
Non ha mai negato il suo amore per le pellicce e per questo è diventata il bersaglio prediletto di attivisti animalisti e dei movimenti No fur (Peta), che, oltre ad averla citata nei loro striscioni a suon di “la regina veste nuda!“, non l’hanno nemmeno risparmiata dal ricevere qualche torta in faccia durante la settimana della moda parigina.
Invece, detesta le borse e come biasimarla? Per portare quello che più le serve ha una schiera di assistenti disposte a fare di tutto pur di accontentarla.

4. Bistecca, avocado o cappuccino?

Per chi si stesse domandando quale sia il suo cibo preferito, non ci è dato saperlo. L’unica cosa certa è che detesta i broccoli. Sull’alimentazione e sulle diete seguite dalla donna che tutto può nel mondo della moda circolano diverse leggende metropolitane mai confermate né smentite.
Cosa non può mai mancare? I cappuccini bollenti di Starbucks, per i quali ha una passione sfrenata; la sua prima assistente è responsabile di fargliene trovare uno pronto tutte le mattine sulla sua scrivania.

Ma se nel film che l’ha resa celebre anche ai non ‘addetti ai lavori’, Il diavolo veste Prada, è stata dipinta come una carnivora mangiatrice di bistecche di alto livello, se le si chiede qual è oggi il suo alimento irrinunciabile, lei risponde che è l’avocado.

Come faccia a mantenere un fisico del tutto invidiabile per una 70enne è tutt’ora un mistero: non crediamo sia merito dell’alimentazione, forse avrà venduto l’anima al diavolo (per rimanere in tema)? L’unica cosa certa è che ama svegliarsi molto presto – alle cinque del mattino – tutti i giorni, festivi compresi!

5. Da Obama alla regina Elisabetta II

Da sempre è una fiera sostenitrice del partito Democratico, è  in sintonia con la famiglia Obama e grande amica di Hillary Clinton.
È anche un’appassionata simpatizzante del tennis e pertanto è regolarmente presente agli US Open, ai campionati di Wimbledon e ai tornei del Roland Garros. Si narra persino che per partecipare come spettatrice agli Open in Francia abbia saltato con nonchalance le sfilate di Parigi, così da fare il tifo per il suo giocatore preferito, Roger Federer.

Dal 1995 è a capo dell’organizzazione del Met Ball, il prestigioso gala che si tiene ogni anno a New York presso il Metropolitan Museoum of Art, dove nel 2014 Michelle Obama le ha dedicato un’ala, l’Anna Wintour Costume Center.
Nel maggio 2017 la Wintour è stata nominata Dama agli onori dalla regina Elisabetta II, per il suo lavoro svolto nell’ambito della moda e del giornalismo. Durante la cerimonia d’investitura a Buckingham Palace ha indossato un completo pastello di Chanel Couture.

 

How to be a boss (Come diventare un capo) è il nuovo corso che la direttrice di Vogue ha lanciato questo settembre attraverso 12 lezioni video (dal costo di 100 dollari l’una), nelle quali svela i segreti per diventare il manager perfetto. Chissà che proprio tra i suoi studenti virtuali non si nasconda il suo degno erede.

Photo credit immagine di copertina: flickr.com
© riproduzione riservata