Jane Austen è probabilmente la più nota delle scrittrici britanniche. Nata il 16 dicembre del 1775 a Steventon, nello Hampshire, è riconosciuta oggi come una delle più importanti figure della narrativa neoclassica europea. Ha scritto romanzi che incarnano al meglio lo spirito della sua epoca, ma che allo stesso tempo hanno la caratura dei grandi classici. Libri come “Ragione e Sentimento” (1811), “Orgoglio e Pregiudizio” (1813) o “Emma” (1816) sono capaci di parlare agli uomini di tutte le epoche, facendoci riflettere sul complesso rapporto tra sentimento e libertà, convenzioni e individualità. I suoi romanzi ancora oggi emozionano ed ispirano, tanto da essere la base di molte pellicole cinematografiche di grande successo. Ammirando attori come Colin Firth o Keira Knightley nei panni degli eroi e delle eroine di Jane Austen, tutti per un attimo abbiamo fantasticato su come potesse essere vivere nella “Regency Era”.

L’estetica di quel periodo è senza dubbio una gioia per gli occhi. L’eleganza e la sobrietà dello stile dell’epoca hanno un fascino unico, lo vediamo soprattutto osservando la moda femminile. Il punto vita dei vestiti si alza, si afferma lo “stile Impero”. Gli abiti assumono tutta una nuova linea rispetto al Settecento, diventano più semplici, lineari e leggeri, mussole e garze prendono il posto dei broccati. Si punta su delle piccole arricciature, su delle leggere balze. Le maniche diventano lunghe, oppure a sbuffo. Si dimentica la rigida formalità del Settecento, si inizia a cercare una nuova leggerezza, una morbidezza eterea, che diventerà poi la cifra stilistica della moda Romantica. L’abbigliamento diventa più pratico da indossare, più in linea con le esigenze della vita quotidiana dell’emergente classe borghese. Scompaiono le pesanti parrucche, da sotto le cuffiette delle dame iniziano a spuntare dei graziosi boccoli, naturali o arricciati con il ferro. Si prediligono tessuti come il lino, la popeline, la mussolina, l’ermisino e il raso.

Fonte: Piqsels

Tra le classi agiate e medio-agiate inizia ad affermarsi una tendenza molto moderna, quello della “shopping”. Si iniziano a ricercare gli abiti più à la page, consultando le nascenti riviste di moda. Ci si rivolge a sarti sempre più sofisticati e sempre più aggiornati sulle tendenze in voga in Europa. Si deve dimostrare di essere al passo con i tempi.

Jane Austen stessa ci ha lasciato alcuni appunti in cui parla della necessità di rinnovare il suo armadio, scrivendo: “Mi vergogno talmente di metà del mio guardaroba attuale che arrossisco al solo guardare l’armadio che lo contiene”. Scrive quindi della necessità di comprare nuove stoffe, e non solo. Buona parte dell’attenzione dell’epoca era posta infatti sugli accessori. Dobbiamo ricordare che produrre tessuti all’epoca era un processo molto più impegnativo rispetto al giorno d’oggi. Nessuno comprava abiti già pronti, ma si compravano stoffe piuttosto costose, che venivano poi confezionate in abiti destinati a durare decenni. Nel corso del tempo questi abiti venivano aggiustati rinnovati secondo le mode e le nuove esigenze, quindi accorciati o allungati, tinti con nuovi pigmenti, decorati con balze, merletti, ricami, fibbie o spille. Il modo migliore per giocare con la fantasia e proporre outfit sempre nuovi era quindi quello di comprare molti accessori, alternare diversi tipi di guanti, ventagli, calze, ombrellini e cappelli. Così ci si poteva presentare sempre diverse ad ogni incontro che si teneva in società.

I balli, i ricevimenti, le riunioni di differenti club e le battute di caccia erano un dovere per i signori e le signore dell’epoca. Immancabile anche il più britannico dei riti, quello dell’ora del tè. In occasioni di questo tipo si conversava, si suonava il pianoforte, si leggevano ad alta voce romanzi, racconti o riviste, ci si intratteneva in giochi di dadi e di carte. Come testimoniano alcune delle pagine dei romanzi di Jane Austen, il gioco era uno dei passatempi principali della borghesia dell’epoca.

Queste atmosfere incantano, tanto che qualcuno ancora oggi propone giornate a tema Jane Austen. Si organizzano appuntamenti ai quali si presentano molti appassionati vestiti in stile Regency, per bere il tè, giocare a carte o ballare secondo le usanze dell’epoca. Troverete club di appassionati in materia non solo in Inghilterra, ma persino in Italia, dove molte sono le iniziative in merito. Un punto di riferimento a riguardo è Valeria Valenziano, ideatrice della pagina Facebook “Nel mondo di Jane Austen”. Qui si propongono diversi eventi in costume, come ad esempio concerti e pic-nic.

La moda della Regency Era però non si conserva unicamente nella rievocazione storica. Il suo stile ispira ancora molti stilisti contemporanei, come ad esempio Vera Wang o il marchio JW Anderson. Non solo, ma in un’epoca in cui cresce la coscienza ambientalista e si cerca di limitare al massimo gli sprechi diventa importante reinventare i nostri capi d’abbigliamento. Le dame di Jane Austen ci danno un grande insegnamento sull’opportunità di rinnovare il nostro armadio facendo piccole modifiche agli abiti che possediamo, puntando su accessori e dettagli, che ci permettono di creare secondo la nostra fantasia abiti unici e sempre nuovi.

Fonte: Piqsels

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